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CRONOLOGIA RESISTENZA FRIULANA

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LA RESISTENZA PER LE SCUOLE 2

1 Il fatale 1943
2 nasce la Resistenza
5 Peculiarità della Resistenza in Regione
6 autunno '43 - primavera '44
7 l'estate partigiana
8 un altro inverno
9 la Liberazione
10 Il prezzo pagato
11 Udine 2 febbraio 1945
4 Sulla Resistenza ci abbiamo campato tutti

LA RESISTENZA PER LE SCUOLE 1

3 La Resistenza: una memoria non condivisa
I primi anni del Dopoguerra
Il 1946
Il 1947
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LA RESISTENZA PER LE SCUOLE 2 > 8 UN ALTRO INVERNO

 

 

Un altro inverno di guerra
 
Il quadro internazionale degli avvenimenti fa crollare la speranza di una
vicina liberazione dell’Italia: il 6 giugno 1944 inizia lo sbarco in Normandia: :
da quel momento la Campagna d’Italia diventa un fronte secondario,
su cui impegnare più forze tedesche possibile, ma rimandando l’attacco
finale.
Il 15 agosto ’44, sette divisioni anglo-americane sono spostate dall’Italia
nella Francia del sud; il 2 febbraio ’45, altre due divisioni sono collocate
nell’Europa occidentale.
 
Da questo fatto derivò nell’autunno la decisione alleata di fermarsi sulla
Linea Gotica, una linea difensiva che i tedeschi avevano cominciato a
costruire già dopo lo sbarco in Sicilia.
I partigiani ne furono informati solo il 13 novembre ’44, con un
messaggio trasmesso per radio dal comandante in capo delle forze
alleate in Italia Harold Rupert Alexander, in cui si ringraziava i partigiani
per l’aiuto dato e li si invitava a sospendere ogni attività in attesa
della ripresa primaverile.
 
Ma i tedeschi sapevano tutto già da prima: ora potevano usare
molti altri soldati per distruggere i partigiani dell’Italia del Nord, che fu
investita da potenti rastrellamenti di truppe protette da mezzi blindati
e artiglieria. Inoltre molti lanci alleati destinati ai partigiani furono deviati
in Francia, poi in Jugoslavia e addirittura a Varsavia, durante l’insurrezione.
 
Per i partigiani non c’era nulla da fare se non cercare di sopravvivere:
la Resistenza entrava nel suo momento più difficile: uccisioni,
incendi di paesi, deportazioni di massa.
Un prezzo che anche i civili pagarono duramente.
 
In Friuli, il primo obiettivo fu la Zona Libera del Friuli Orientale.
I partigiani riuscirono a filtrare tra le maglie dell’assedio, ma tedeschi,
cosacchi e fascisti incendiarono Nimis, Attimis, Faedis e altre frazioni.
Quindi fu la volta dell’altre zona libera, dove si insediarono in tutti i paesi
i cosacchi, in quella che chiamarono Kosakenland in Nord Italien.
L’ultima a cadere fu la Valcellina, e si era ai primi di dicembre del 1944.
Poi, in pianura e in montagna, ci fu la caccia all’uomo: rialzavano
la testa le spie, che per un pacco di sale o poco più indicavano i
nascondigli dei partigiani e dei politici che si erano nascosti nei paesi
e nelle città.
 
I partigiani rimasti in montagna (i comandanti, i ricercati, quelli
provenienti da altre regioni) si nascosero in rifugi che precedentemente
erano stati attrezzati.
Poterono sopravvivere solo con l’aiuto delle famiglie del luogo,
che mandavano bambini, ragazze, donne a portare il cibo,
le medicine, l’abbigliamento necessario.
 
 
 
 
 
 
 
 

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