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CRONOLOGIA RESISTENZA FRIULANA

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LA RESISTENZA PER LE SCUOLE 2

1 Il fatale 1943
2 nasce la Resistenza
5 Peculiarità della Resistenza in Regione
6 autunno '43 - primavera '44
7 l'estate partigiana
8 un altro inverno
9 la Liberazione
10 Il prezzo pagato
11 Udine 2 febbraio 1945
4 Sulla Resistenza ci abbiamo campato tutti

LA RESISTENZA PER LE SCUOLE 1

3 La Resistenza: una memoria non condivisa
I primi anni del Dopoguerra
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LA RESISTENZA PER LE SCUOLE 2 > 6 AUTUNNO '43 - PRIMAVERA '44



Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, in pochi giorni
 
 
i tedeschi occupano la regione e concludono il disarmo
 
dei soldati dei due corpi d’armata presenti.
 
Molti sono internati in Germania, molti riescono a fuggire,
 
con l’aiuto di tante donne che li rivestono con
 
gli abiti civili dei mariti e dei figli lontani.
 
 
 
Gli unici episodi significativi di resistenza sono quello
 
della Guardia alla Frontiera di Tarvisio, costretta in breve
 
alla resa data la sproporzione delle forze
 
(molti arrestati e deportati);
 
e quello degli operai di Monfalcone, un migliaio,
 
che, uniti ai partigiani sloveni già presenti da molto nel
 
Friuli orientale, impediscono l’occupazione di Gorizia
 
per 13 giorni.
 
E’ la prima battaglia della resistenza italiana.
 
 
 
Nei giorni immediatamente successivi, si ritrovano
 
nelle colline a nord di Udine i primi partigiani comunisti:
 
sono antifascisti già condannati dal Tribunale speciale
 
fascista, alcuni ex combattenti in Spagna.
 
Sono armati malamente, vestiti con gli abiti estivi,
 
ma determinati.
 
Si danno da fare raccogliendo armi prelevate dalle
 
caserme nei momenti caotici seguiti alla dichiarazione dell’armistizio, poi assaltando presìdi fascisti, caserme dei carabinieri o della guardia di finanza.
 
Diventano un punto di riferimento per i giovani
 
che si nascondono perché non vogliono farsi arruolare
 
da fascisti o tedeschi, tanto che il 15 ottobre sono già
 
in grado di creare una brigata con 4 battaglioni.
 
Si chiama Garibaldi “Friuli” ed è la prima d’Italia.
 
 
 
Non sono soli: accanto a loro c’è una formazione
 
creata dal Partito d’Azione, il “Battaglione Rosselli”,
 
e la “banda di Attimis”, comandata da un ufficiale
 
fuggito al disarmo in Croazia.
 
 
 
La stampa fascista denuncia con preoccupazione
 
le loro imprese, sempre più frequenti: sabotaggi alle linee
 
di comunicazioni e assalti a caserme e casermette
 
allo scopo di procurarsi armi
 
.
 
 
 
Il 19 novembre inizia un grande rastrellamento e i
 
reparti partigiani sono costretti allo scioglimento.
 
Molti tornano alle loro case nascondendo le armi;
 
i comandanti passano il Tagliamento per preparare la riorganizzazione.
 
Il 25 novembre nasce il CLNP, con i rappresentanti
 
dei 5 partiti antifascisti, che si pone come governo
 
clandestino in attesa della libertà.
 
Alla vigilia di Natale il CLNP decide la costituzione
 
di una nuova formazione partigiana che raccoglie quanti
 
non accettano una guida comunista.
 
Si chiamerà “Osoppo Friuli”.
 
Il 25 marzo ’44 costituiranno il primo battaglione
 
a Pielungo (Vito d’Asio), nel cui castello insediano
 
il comando.
 
 
 
Durante al primavera le formazioni partigiane
 
proliferano ovunque mentre si fa sempre più dura
 
la repressione tedesca: rastrellamenti, fucilazioni,
 
impiccagioni.
 
Gli episodi che più impressionano l’opinione pubblica
 
sono l’incendio di Forni di Sotto (28 maggio) e
 
i 26 partigiani, alcuni giovanissimi, impiccati il 29
 
maggio a Premariacco e a San Giovanni al Natisone
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Premariacco, 29 maggio 1944
 
 

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