"Una generazione di uomini ha distrutto la vostra giovinezza e la vostra Patria; vi ha gettato tra cumuli di rovine; voi dovete tra quelle rovine portare la luce di una fede, l'impeto dell'azione, e ricomporre la giovinezza e la Patria.
Traditi dalla frode, dalla violenza, dalla ignavia, dalla servilità criminosa, voi, insieme con la gioventù operaia e contadina, dovete rifare la storia dell'Italia e costituire il popolo italiano"
(Dal discorso del rettore Concetto Marchesi agli studenti, all'inaugurazione dell'Anno accademico, 1 dicembre 1943)
La Resistenza trova la sua origine nella rottura tra popolo italiano e fascismo, dovuta alla presa di coscienza dell'abisso esistente tra propaganda e realtà, che si manifesta nel rifiuto della guerra e nel fallimento del reclutamento tedesco e fascista.
I giovani si nascondono nei colli, tra i monti, sostenuti dalle famiglie che li proteggono e li curano.
A questo antifascismo ancora istintivo, gli oppositori "storici" al regime sapranno dare una coscienza politica e la volontà di lotta.
In breve la Resistenza seppe organizzarsi, creando servizi d'informazione di d'intendenza, e dandosi una guida politica (il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia - CLNAI) accanto a una guida militare (il Corpo Italiano di Liberazione - CVL).
La Resistenza italiana ebbe una caratteristica particolare: non si trattava, come per gli altri Paesi dell'Europa occupata, di riconquistare la libertà perduta, ma di progettare uno Stato nuovo, su valori antitetici a quelli del regime fascista.
.jpg)
|