CRONOLOGIA RESISTENZA FRIULANA > LE SCHEDE DI GIGI RAIMONDI 2
7a SCHEDA -1938 /1948
IL MILLENOVECENTO QUARANTA (1°)
La superficiale presentazione del 1939 non ci esime dal ricordare che in quell’ anno si sperimentarono mezzi tecnico-militari che avrebbero avuto uno sviluppo sconvolgente negli anni successivi. Infatti in Germania era stato costruito il primo aereo a reazione,mentre nell' Unione Sovietica era stato collaudato un razzo,sempre a reazione. Negli Stati Uniti inventano l'antenna trasmittente televisiva e. ancora in Germania, avanza il procedimento per la scissione dei nuclei dell' uranio. E poichéè in guerra, il Governo francese impone la settimana di sessanta ore lavorative.
Addio alla vecchia canzone proletaria ."...Se otto ore vi sembrar) poche, venite voi a lavorar...."
L' Europa e, fra non molto, il Mondo aumenteranno la produzione di armi e di mezzi distruttivi, mentre grandi masse di cittadini saranno uccisi,affamati,resi poveri dalla dea dominante tutte le religioni. tutte le ideologie politiche .tutte le economie.
Soltanto in Italia le perdite ritenute "relativamente elevate" dal 1940 al 1943 e dal1943 al
1945 furono di 318. 212 "italiani periti in azioni di guerra o nei centri abitati". I feriti,i mutilatagli invalidi furono 219.911 tra combattenti e civili;! prigionieri di guerra,razziali,politici,diversi, religiosi furono 653.904; i vani di abitazione distrutti furono 1.878.500.
Sono dati del 1983, da aggiornare, qui enunciati come invito ai ricercatori e agli studiosi affinché se ne occupino.
Alla fine del conflitto,fatti i calcoli approssimativi delle spese belliche sostenute dalle nazioni amiche e nemiche. ogni abitante della Terra avrebbe potuto essere proprietario di un campo di terra, di una casetta, di una jeep. Avrebbe potuto...
Ci furono dei tentativi per fermare la inutile strage : nel 1940 la prima nota di rilievo è"la
prova"del Presidente degli USA,Franklin Delano Roosevelt (1882-1945) che, attraverso la missione del Segretario di Stato Cordell Hull (1851-1955)**,cercò una mediazione per sospendere le ostilità in Europa ,fino dal loro nascere. Fallì ,come la Conferenza Balcanica, in cui il delegato romeno Gafencu propose un blocco neutrale e lanciò in tal senso un appello,inascoltato, a Mussolini. Al Capo del Governo italiano si rivolse inutilmente, il 17 maggio, anche il Primo Ministro inglese, Winston Churchill(1874-1965) da poco eletto, "scongiurandolo di non entrare in guerra".
Ben si sa che il dittatore fascista aveva, invece. dopo l'incontro con Hitler al Brennero (18
marzo) scelto la via dell' intervento suicida che peserà per sempre nella Storia del nostro
Paese.
Avuta la copertura dell' Italia,approfittando della guerra morbida, "du drole de guerre" del
Francesi e degli Inglesi sul fronte occidentale,Hitler potè indirizzare la penetrazione germanica verso il Nord- Europa con un attacco militare alla Danimarca e alla Norvegia,due stati neutrali.
Ambedue vengono rotti verticalmente nella loro interna consistenza politica e sociale:la
Danimarca si divide tra filonazisti e antinazisti i quali ultimi. dopo la posizione presa dal re che dichiara di aver dovuto cedere alla forza. costituiscono in Inghilterra un Comitato contro I'occupatore. La lotta armata resistenziale inizierà più tardi.
Contro la Norvegia si erano attuati una serie di tentativi per romperne la neutralità con richieste inglesi per un libero transito di uomini e rifornimenti verso la Finlandia, attaccata dall' URSS, e di bloccare l'esportazione di ferro svedese verso la Germania.Da parte tedesca si erano inscenati atti clamorosi di protesta per il fermo dell'Altmark, una nave ausiliaria tedesca piena di prigionieri inglesi che erano stati liberati dai Norvegesi.
Il colpo grosso lo fece Hitler [conquistata la Danimarca (non dimentichiamo le solite ruggini
territoriali per lo Schleswig-Holstein dal12°al 20°sec.),il 9 aprile le forze tedesche invadono la Norvegia,sbarcando a Stavanger, a Bergen, a Trondheim, a NarviK.Oslo viene occupata e il re Haakon con il governo, si rifugia a Londra.
Iniziano a esser presenti nel territorio invaso nuclei partigiani e reparti militari anglo - francesi di resistenza che permisero di mantenere delle "teste di ponte per altri due mesi fino al 7-9 giugno"
Dopo,la Norvegia fu definitivamente occupata ; rispetto a tale situazione può interessare,
anche linguisticamente, il cognome Quisling che apparteneva a Vidkund Quisling(1887-
1945),capo del movimento filonazista norvegese che promosse l'inserimento della
Norvegia nell' ambito del Nuovo Ordine Europeo (Nevordnung Europas). Fu strumento
esecutivo dei progetti del Commissario germanico Terboven,ragion per cui divenne "agli
occhi dell' opinione pubblica mondiale simbolo del collaborazionismo con il Terzo Reich nei paesi occupati"
In quel periodo il cognome cominciò ad essere usato anche come aggettivo qualificativo,
com'era accaduto per la povera Perpetua di manzoniana memoria che proprio col nazismo nulla aveva avuto a che fare.
Si usarono Stato quisling,Governo quisling o più semplicemente (risostantivandolo) un
quisling per indicare "un collaborateur" "un colla""in Francia,cioè"un collaborazionista" in Italia, al fine di qualificare "quelli che aiutarono i nazisti nei loro disegni".
"Vidkund Quisling diventò presidente del Governo fantoccio norvegese (altra voce coniata allora per qualsiasi governo privo di autorità) ,docile e ubbidiente servitore della causa tedesca sia nella crociata antibolscevica,che nella soluzione finale della questione ebraica,sia nell' invio di volontari militari e civili a sostegno del Reich".
Nel 1945 fu processato "per alto tradimento" e giustiziato.
Abbiamo voluto mettere in evidenza le occupazioni della Danimarca e della Norvegia per sottolineare una delle fasi operative che preludono ad altre invasioni di paesi neutrali e il rafforzamento del controllo tedesco sul Mar Baltico e sulle coste orientali del Mare del Nord e del Mar di Norvegia.
La guerra finno-sovietica aveva dimostrato che ancora una volta (e fino dal 1703) il Baltico era un settore strategico di grande importanza,tanto che I' URSS fra non molto(1941) avrebbe dovuto utilizzare la rotta più a Nord(da Murmansk)per tenere i contatti con gli Alleati occidentali e ,più oltre, con gli Stati Uniti d'America.
Infatti Leningrado ( attualmente San Pietroburgo ) fu stretta da un durissimo assedio che controllava o bloccava ogni movimento nel Baltico.
I Sovietici dal 9.9.1941 al 18.1.1944 perdettero nella eroica difesa della città, 500.000 fra militari e civili;i tedeschi fortemente provati e alla fine sconfitti, ebbero nello stesso periodo e nello stesso settore operativo 300.000 militari morti.
Nel 1940 chi scrive aveva diciassette anni compiuti... "ero impegnato a tradurre il secondo canto dell' Eneide in poesia,mi interessavo alla guerra solo per le aviazioni in essa impegnate,avevo come professore di scienze il dott. Lupi, poi internato in un lager in Germania; professore di Filosofia era il prof. .Forni,che, pur nella MDT, informava la Resistenzae perciò, scoperto, fini in un lager di sterminio nazista e ivi rnorìjl professore di Religione era Don Biasutti che andò in Russia come Cappellano Militare della Legione Tagliamento (MVSN), ma che , una mattina del 1940 ci disse:”Su cento uomini, novanta sono oche, cinque sono farabutti, cinque sono persone oneste...Se vincono gli onesti va bene, ma se vincono gli altri...”Capimmo,poco tempo dopo, ciò che intendeva dire.
Studiavamo anche Cultura Militare; l’insegnante era un Generale in pensione. A tempo perso con un temperino soltanto costruivo degli aeroplani a elastico e li facevo volare nel cortile dell' Istituto Renati. I giovani di altri Stati europei morivano da sei mesi su vari fronti. A noi del Renati ci facevano l'istruzione premilitare in Braida Bassi,dove, appena arrivati il Capo Istitutore maestro Modesti ci dava il "Rompete le righe" per non romperci con marce,con lezioni di tattica e sull' uso delle armi Si vedeva chiaramente che non amava il fascismo;infatti la sua scelta fu chiara: Modesti diventò Comandante partigiano e morì colpito da una "ballerina" tedesca nei pressi di Fagagna. "
**E. Santarelli in: Il mondo contemporaneo,Editori Rìuniti,Roma,1974,cita invece Summer Welles. I corsivi sono tratti da: Enciclopedia Pomba,UTET,Torino 1944/ EAR volumi diversi, cit./ F.Catalano e Altri, Origini della Repubblica,1983,Milano,cit./ L.. Raimondi.l quaderni delle mie memorie, n.ri 7 e 8,inediti.
8a SCHEDA-1938 / 1948
IL MILLENOVECENTO QUARANTA (2°)
LA MVSN.
Nel 1940 ,in Italia si comincia a sentire il clima prebellico: il 15 gennaio inizia la distribuzione
delle Carte Annonarie, più comunemente dette Tessere (pane,. del latte, ecc), preludio a razionamenti sempre più costrittivi (fino ai 150 grammi di pane pro capite al giorno), ma
anche formula generatrice del mercato sommerso di beni alimentari di vari livelli di consumo. Aumentano il proprio indice di frequenza la parola: "Mercato nero "per indicare il commercio illecito di generi di cui vi è penuria," termine "pienamente usato fino dal 1941" e le voci "Borsanera e borsanerista con i sinonimi borsaro e borsista nero o borsista" che, verso il 1940 indicavano "la contrattazione clandestina di valuta estera, titoli e similari (calco dal ted.schwarze Borse)" che diventò, per traslazione, "// traffico illegale di merci razionate o rare, a prezzi maggiorati".
Logicamente i derivati indicano chi abusava di tali pratiche.
Nulla a che fare, dunque, con la comune "borsa della spesa”.
Prima di proseguire con altre informazioni sul 1940 prendo spunto dal fatto che il 1° marzo (sempre del 1940),"centotrentadue Battaglioni di Camicie Nere entrano a tarparle delle Divisioni regolari del Regio Esercito Italiano. " per fare un breve excursus sull' origine e sullo sviluppo di una forza armata ,nata a tutela del Governo Mussolini.sotto la formula di Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (MVSN).
Questo Corpo militare fu istituito in Italia con DR (Decreto Regio) il 13 .1.1923 per "provvedere,in concorso coi Corpi armati della sicurezza pubbliche con l'Esercito,a mantenere all' interno /' ordine pubblico;preparare e conservare inquadrati i cittadini... ". Sorta direttamente dallo squadrismo fascista,ma accampando ascendenze in milizie "provinciali", "autonome" appoggiane eserciti di prima linea, presenti non solo in Italia nel XIX secolo, la Milizia si può identificare di fatto nei Fasci di Combattimento Milano,23.3.1919, ricalcando l'ordinamento militare dell' antica Roma (manipoli, centurie, coorti, legioni su ordine ternario) mentre la divisa copiava quella degli Arditi del 1915-1918. Con la istituzionalizzazione della MVSN, il Gran Consiglio del Fascismo "Mirava anzitutto a legalizzare gli innumerevoli crimini compiuti dallo squadrismo per giungere al potere", crimini e violenze che, per non tornar a parlare delle eliminazioni degli avversari politici più o meno importanti (liberali, nazionalisti, socialisti, pipisti, comunisti, anarchici) possono essere evidenziati con " la distruzione di 17 tipografie e sedi di giornali, 59 Case del popolo, 119 Camere del lavoro, 107 sedi di cooperative, 83 di leghe contadine, 8 di società di mutuo soccorso, 141 sezioni e circoli socialisti e comunisti, 100 circoli di cultura, 10 biblioteche popolari e teatri, la Università popolare, 28 sindacati operai, 53 circoli ricreativi" e ciò nel solo primo semestre del 1921, stando a statistiche quantitativamente inferiori alla realtà.
Le zone più colpite furono le Provincie padane, la Toscana, il Piemonte. la Puglia, la Venezia Giulia, dove si ebbe "particolare riguardo"con gli allogeni, a qualsiasi fede religiosa o politica appartenessero, per "nazionalizzarli".
Con la legalizzazione delle bande armate i capi fascisti si proponevano di mantenerle "a spese dello Stato,off rendo contemporaneamente una sistemazione agli squadristi più turbolenti ".
La MVSN si divideva, secondo i compiti, in Milizia Ordinaria(1923), Ferroviaria( 1924),
Portuaria(1925), Postelegrafonica(1925), Forestale(1926), Stradale(1928), Universitaria(1929), Coloniale (1937), cui vanno aggiunte la Milizia Confinaria e la Costiera.
Erano membri della MVSN / Moschettieri del Duce che,analogamente ai Corazzieri e
alle Guardiesvizzere,scorte del Re e del Pontefice, formavano la "Guardia d'Onore" del Capo del Governo, il Cavaliere Benito Mussolini.
Il 5 novembre 1926 vengono emanate le leggi eccezionali, liberticide, e, in quell'occasione, in aggiunta ai vari Corpi di polizia nonché all' OVRA (Organizzazione Volontaria Repressione Antifascisti) viene costituita una "Polizia politica alle dirette dipendenze della MVSN che fu particolarmente attiva in Istria e negli altri Territori annessi all' Italia dopo la guerra 1915-918, nella Colonia di Libia ...nelle isole e negli altri luoghi che ospitavano confinati antifascisti..."
Dunque,una salda e consistente presenza di un corpo estraneo (e di parte) nelle strutture
dello Stato italiano,presenza abilmente e con precise cadenze temporali sotto varie forme
La MVSN partecipò alle varie guerre di aggressione del fascismo in Etiopia (1935-1936), in Spagna con Franco(1937-1939).Nella seconda guerra mondiale(1940-1943), fu impiegata soprattutto come forza di occupazione in Jugoslania, dove fu impegnata nelle più spietate operazioni di controguerriglia e, si dimostrò essere degna emula delle SS germaniche in stragi di popolazioni inermi".
La Milizia fu coinvolta nelle Campagna dell' Africa del Nord ; sul Fronte russo fu presente la Legione Tagliamento, con Volontari friulani, incorporata nel CSIR (Corpo di Spedizione
Italiano in Russia).
Interessante l'ulteriore tentativo di adeguare la MVSN alla mutata evoluzione della strategia e della tattica belliche per renderla vieppiù efficiente, ma,altresì maggiormente competitiva ed“invasiva" nei riguardi delle FFAA, allorché, pochi giorni prima della Caduta del Fascismo(25 luglio 1943), il Capo di Stato Maggiore della Milizia Gen. Enzo Galbiati "costituìla Divisionecorazzata "Centauro" con Militi fascisti, con materiale ed istruttori tedeschi" esulla quale, logicamente, non si potè contare al momento tragico dell' 8 settembre, per la difesa di Roma.
Sciolta con decreto del Governo Badoglio il 26 luglio 1943,due giorni dopo la caduta di Mussolini, la MVSN fu riproposta nei territori occupati dai tedeschi come uno degli elementi costitutivi della Guardia Nazionale Repubblicana della RSI, lo stato fascista collaborazionista voluto dai nazisti e costituito da Mussolini il 15.9.1943.
Nell'Adriatisches Kustenland la Milizia diventòMDT (Milizia Difesa Territoriale) e in alcuni casi MDTOP(Ordnung Polizei); nella Friaul Provinz fuutilizzata per operazioni di repressione antipartigiana e in particolare per esecuzioni di patrioti in Gemona, Udine, Cividale, Tricesimo. Infausta la presenza della MDTOP nella Caserma "Piave" di Palmanova, dove i partigiani, i patrioti, i sospetti nemici, uomini o donne, italiani o stranieri che fossero, venivani sottoposti a durissimi interrogatori e a torture. Numerose furono le esecuzioni sommarie.
I reparti della MVSN aggregati al REI furono, al momento dell'Armistizio. ben raramente solidali con gli altri militari italiani nel respingere le intimazioni di resa e di cessione delle armi ai Tedeschi, come invece accadde a Tarvisio, contro le SS nel settembre 1943; nella maggioranza dei casi i Militi si misero al servizio dell' invasore nazista e più tardi della RSI.
Una storia diversa, poco nota, raccontatami da Max Karis “Un Milite fascista ebbe occasione di partecipare a fatti d'arme in Iugoslavia e ad un certo momento, resosi conto della crudeltà degli ordini e della loro esecuzioni, e si rifiutò di proseguire nelle azioni antipartigiane. Disertò e fu uno dei fondatori del 1° Distaccamento "Garibaldi" che combatteva a fianco dei Partigiani sloveni ancor prima dell'Armistizio dell' 8 settembre 1943. Proprio in quel giorno "Antonio"( non so null’ altro di lui), sentita la notizia della fine delle ostilità, si mise a correre felice e felicemente cantava. Una raffica lo uccise."(Vedi dist. Garib. – Cronologia 1943)
I corsivi sono tratti da: A.Tasca, La naissance du fascisme, Paris, 1938 / D. Virgili. La Fossa di Palmanova, Del Bianco Editore, Udine, 1970/ Enciclopedia Pomba, UTET, Torino , 1944,cit. / E. Santarelli, Il mondo contemporaneo, Ed.Riuniti, Roma 1974, cit./ L.Raimondi Cominesi:" colloquio con Max Karis",s.d./.
9° SCHEDA - 1938/1948
IL MILLENOVECENTOQUARANTA (3°)
da:"UNO STELLINIANO ANOMALO"
Una nota lunga,una scheda,per dimostrare in qual modo viveva uno studente nel 1940 e
come "pensava": "Nel 1939-40 frequentavo il Liceo Classico "Jacopo Stellini" di Udine , ma provenivo da Fiume(oggi Rijeka) dove in precedenza avevo studiato nel Liceo-Ginnasio "Dante Alighieri".
Allo "Stellini "trascorsi quasi due anni e perciò mi sono sempre considerato uno Stelliniano un po' diverso da quelli che invece vi stanziavano dalla prima ginnasiale.
Nonostante ciò, ho sempre amato il mio léceo, non solo perché in quel lasso di tempo sono cresciuto culturalmente, ma anche perchè , direttamente o indirettamente, ho ricevuto un' educazione alla critica che mi ha formato socialmente e politicamente. Credo che la stessa cosa sia successa con gli Stelliniani che in Friuli parteciparono alla Resistenza: ben sei sono le Medaglie d'Oro al Valor Militare, tutte purtroppo alla Memori , concesse a Ex-studenti caduti nelle file partigiane, dal 1943 al 1945.
Nel 1940 non avevo ancora ricevuto alcun messaggio concreto che mi potesse spingere ad avversare la politica fascista, anche se avevo letto di nascosto,.nella versione francese,”Niente di nuovo sul Fronte occidentale" di Remarque che mi aveva aperto parzialmente gli occhi, anche se avevo buttato nella tazza del water le chiavi dell' aula per non assistere alle lezioni di Cultura Militare.
Ma ciò era successo al Ginnasio di Fiume ed era stato, quel gesto, una delle cause della mia prigionia al "Renati" di Udine. E, quindi, dell'iscrizione allo "Stellini".
Purtroppo gli antifascisti non avevano la possibilità di propagandare le proprie idee in modo capillare, non sempre e neppure attraverso la stampa clandestina, specie comunista; sono certo che se mi avessero contattato avrebbero trovato un terreno fertile per conquistarmi, per staccarmi dalla routine fascista nella quale ero stato coinvolto fino dai cinque-sei anni di età.
Invece me ne liberai da solo.
Anche Guido Paladin, con cui avevo una certa dimestichezza, mai mi parlò delle idee di suo padre che non era fascista. Paladin era un ragazzo molto intelligente e con Totò, Virgilio e me formava la punta avanzata della 1a.C dello "Stellini".
Guido fu nella Resistenza nelle Marche con "Giustizia e Libertà"; dopo la guerra ritornò a
Trieste , sua città di origine e si laureò in ingegneria a Padova. Durante l'estate del 1940 era venuto in bicicletta a Fiume, a farmi visita,partendo da Visinada in lstria,paese di sua madre.
L'anno dopo prendemmo la Maturità Classica insieme, da privatisti, a Postumia jn un Liceo con sei iscritti.
E' morto da qualche anno; o prima o poi andrò a Roma a far visita ai suoi familiari, tutta gente di elervata posizione culturale. Una volta sua moglie mi ha detto, al telefono, ridendo ."Siamo tutti all'Universià; io insegno l'atomo..."
Il fratello invece diventò il giurista Livio Paladin, quello che fu anche Ministro della Repubblica Italiana.
Amici interessanti dunque; ma , quest' estate, io ero sotto pressione e stavo vivendo la
stagione conclusiva di un periodo della mia vita.
Infatti aveva avuto appena il tempo per sbrigare le pratiche burocratiche per sostenere gli esami di Abilitazione Magistrale,come privatista, all' Istituto Magistrale "Caterina Percoto", nel quale mia madre si era diplomata nel 1916.
Verso aprile era arrivata in Collegio una lettera - espresso in cui lei mi comunicava
esplicitamente che non avrebbero potuto più mantenermi agli studi e che, pertanto, mi
consigliava di dare gli esami di maestro” 'per gaver qualcossa in man che te fazi viver e co ti andarà militar el diploma te poderia esser de aiuto..con 'sti tempi che vivemo te saria ben
gaver in man un toco de carta."
Dietro a quell’ invito-ordine materno c'era la situazione di mio padre che era peggiorato nella salute:erano ricomparse le febbri malariche che lo tormentavano fino dalla Prima Guerra Mondiale e il suo stato psico-fisico si era aggravato anche a causa del calo del lavoro con numerosi clienti stranieri.
Infatti,quale rappresentante di diverse ditte italiane, aveva praticamente abbandonato /' area commerciale della vicina Croazia perchè dal 1938 in poi, a causa delle "Leggi per la Difesadella Razza", veniva quotidianamente vessato da controlli alla Frontiera,specie dalla Milizia Confinaria, che divideva Fiume (allora Italia) da Sussak (allora Jugoslavia) con un pressing psicologico costante dovuto al fatto che aveva rapporti di lavoro con ditte jugoslave e in specie con aziende che erano proprietà di ebrei di oltre confine.
Un bel giorno disse ,a tavola,a pranzo:"Nonvado più di là, mi tormentano, mi perseguitano a causa dei clienti ebrei e croati, i me dise che sono un cattivo italian, che sono amico dei nostri nemici; mi fanno aprire il bagagliaio, visitano l'interno della macchina, frugano nelle borse con i documenti di lavoro, anche quattro volte al giorno, quando vado quando torno; mi hanno perfino raschiato un parafango e dicevano - non avrete mica i parafanghi d'oro per portarlo fuori d' ltalia? Non farete mica come fanno i vostri amici ebrei, signor Raimondi?-Mostrate I'orologio, aprite la cassa...non avete mica banconote per i Croati? -" Mio padre strappò il passaporto e perdette più della metà delle entrate. Per un uomo onesto che aveva quattro figli da far vivere, jl mantenerne uno in collegio era diventato impossibile. Si era nella grande estate del 1940 e lui, dopo quasi vent’anni, non andò più a lavorare a Sussak.
Il testo della 19a Scheda è tratto da: Luigi Raimondi Cominesi " I quaderni delle mie memorie"N° 8-9, inediti.
10a SCHEDA -1938-1948
IL MILLENOVECENTOQUARANTA(4°)
da:"UNO STELLINIANO ANOMALO"
Ancora una scheda sulle inquietudini di un giovane studente e del suo incontro con la realtà della guerra. Sono memorie estratte da uno dei quattordici quaderni manoscritti che raccolgono note e ricordi dal 1922 al 1946.
Le parti qui citate interessano per l'evoluzione morale, sociale e politica di un cittadino
appartenente al ceto medio, che visse a lungo in una città italiana di confine, Fiume e a Udine, aTreviso, in Puglia, in Toscana*
"L' idea di dover chiuderla con gli studi classici che mi affascinavano, mi interessavano
grandemente fu, a dir poco, terribile.
Mi riproposi però di riprenderli e di completare il liceo a Udine o in qualsiasi parte del
Mondo, come successivamente avvenne ; e I'ho già detto.
Mi sembrava ,quasi, che i genitori volessero deviare il corso della mia vita, destinandomi a funzioni non adatte al mio carattere, lontane dai miei primi ideali che si concretizzavano nello studio dell' arte classica, nella lettura degli autori greci e latini, della poesia, nella passione per I'archeologia in genere e per la paletnologia in particolare.
Ma, nonostante la repulsione verso il Diploma di Maestro elementare, affrontai i temuti
esami. Fui accompagnato alla "Percoto" dall' Istitutorre Davide Facchin,perchè non mi perdessi nel labirinto delle vie e delle piazze della Grande Udine.
Ritrovai Facchin nel 1947, gonfio, malato. Era rientrato da un Lager tedesco, dove aveva
passato un lungo periodo della sua giovane vita. Anche lui, antifascista. Morì qualche anno dopo a Roma, a causa della serena "villeggiatura" impostagli dai nazifascisti.
La prova scrìtta di matematica fu uno scoglio che non superai a giugno, per precisione il 10giugno 1940.
All' uscita dall' istituto, mentre rientravo in collegio, fui inquadrato da un fotografo ambulante: il mio aspetto risultò assolutamente inaccettabile!
Ero scuro in volto, accaldato, sconfortato, ero il ritratto di quella giornata, a me fatale per la
matematica ma, a causa della dichiarazione di guerra che sarebbe stata annunciata poche ore dopo da Mussolini,altrettanto fatale per il popolo italiano.
Con alcuni collegiali che come me erano fra i "grandi", andai in piazza Vittorio Emanuele II (ora Libertà) ad ascoltare il discorso del "duce"; non ricordo molto di ciò che disse e mi pare che non ci fosse molta gente ad applaudire; dall' altoparlante si sentivano le urla di gioia, di incitamento, di esaltazione popolare che esplodevano, salendo verso il dittatore, da piazza Venezia, a Roma.
"Vincere ! E vinceremo!” Pensai che in quella guerra sarei stato coinvolto anch' io, estimatore degli inglesi, ,amico dei Francesi e che l'Italia era di molto inferiore, come armamenti, sia agli alleati germanici che ai nemici. Infatti ero al corrente che gli Spitfire britannici erano aerei da caccia formidabili, perché maneggevoli, veloci, potentemente armati e che i Morane-canon francesi avevano un cannoncino che sparava dal mozzo dell' elica e ,ancora, che gli Americani,allora fuori dal conflitto, possedevano già il Lighting P 38, un bimotore a doppia fusoliera, da caccia, da scorta, da bombardamento leggero. Non parliamo degli Stukas, degli Me 109, degli Heinkel germanici che da un anno dominavano i cieli dell' Europa.
Dei Rata e degli StormoviK sovietici sapevo poco ed ero rimasto ai duelli aerei fra i primi
e i CR 32 della guerra franchista.
I nostri CR 42,evoluzione dei CR 32 non valevano molto in confronto ai succitati mezzi aerei;li Macchi "Botticella" arrivò più tardi sul teatro bellico e il 205, tardissimo. Sul fronte libico fu impiegato un nuovo massiccio bimotore d'assalto, il BA 88 che finiva per piantarsi col muso nella sabbia del deserto,perché non aveva forza nei motori e non poteva rischiare voli radenti o in picchiata: non riuscivano a richiamarlo in quota.
Più che per ascoltare Mussolini, alcuni "grandi" erano usciti dal Collegio per prender aria più
liberamente che non camminando in fila con ipiù "piccoli";alla fine del discorso passeggiammo sotto i portici;si parlò poco della guerra, molto degli studi e poi, non so proprio chi fu il primo, cominciammo a zigzagare uscendo e rientrando dai portici di via Mercato Vecchio e gridando, "Bù" all'improvviso ,ai passanti.
E a dirci-."Hanno voluto la guerra, vediamo se hanno paura!"
E via! quasi ad investir persone di ogni età e sesso, ad avvicinarci come se fossimo infuriati, ad urlare loro in faccia : "Bù Bù Bum Bum Bù Bù Bù Bum l'Inseguiti da maledizioni e improperi e bestemmie in italiano, in friulano.
E noi a scappare come lepri, velocissimi.
Nel pomeriggio tardi avevo fatto volare attraverso tutto il cortile del Renati un aeroplano a
elastico che avevo costruito sacrificando parecchie ricreazioni (torno a dire che forse i miei
genitori avrebbero dovuto farmi frequentare un istituto tecnico-professionale,mah...la batto sempre con quella del macchinista o del fuochista delle Ferrovie dello Stato ) e l'esperimento era andato bene;quasi contemporaneamente ,doveva mancar poco al discorso di Mussolini, passarono sopra la città e il collegio due squadriglie di CR 42 e io commentai ad alta voce i loro difetti:.biplani con carrello fisso, rivestiture fragili, armamento povero, velocità da turismo.
Ero vicino al Direttore che aveva assistito al volo del mio modellino sorridendo, ma che così intervenne sulle mie critiche sui nostri caccia:"Ma cosa vuol sapere lei, Montanari, di
aeroplani...". Mi ha sempre chiamato Montanari.
Il tempo e la guerra mi diedero ragione; oggi sono contento di ricordare episodi marginali come questo che mi fanno stimare Dell' Oste che mi, ci dava del "lei "e non del "voi",rifiutando gli obblighi del Regimne fascista.
Durante l'occupazione nazista nascondeva nei Collegio un ex Convittore partigiano che era ricercato dalia MDT, la quale utilizzava un milite che conosceva bene il patriota, in quanto era stato convittore anche lui. Me ne parlava Bruno Pignoni e mi aveva fatto i nomi dei due "nemici", Non li ricordo più e Pignoni è morto.
Il dieci giugno del quaranta ritornammo in collegio (non si diceva mai "Andiamo a casa"),dopo il discorso di Mussolini e "I spaventi", che era quasi buio. "**
*l_uigi Raimondi Cominesi, La mia Fiume. Testimonianza – Memoria in: Storia Contremporanea in Friuli,annoXXXVI,no 37, IFSML, Udine, 2006/pp. 207-243.
**Luigi Raimondi Cominesi. I quaderni delle mie memorie, n°8-9, inediti.
11° SCHEDA -1938 /1948
IL MILLENOVECENTOQUARANTA (5°)
da: "UNO STELLINIANO ANOMALO"
"La notte tra il dieci e /' undici giugno del quaranta al Renati si dormì con le finestre aperte perché faceva caldo; a una cert'ora fui svegliato da un rumore insolito ascoltai con attenzione e mi sembrò piovesse, ma il suono di un tintinnio metallico mi distrasse da quel sospetto. Mi affacciai -.erano i rumori generati un reparto di Alpini in marcia e le catenelle che fissavano le armi pesanti,battevano sui basti dei muli e le bullette degli scarponi battevano sull' acciottolato di via Tomadini.
Isoldati provenivano dalla Caserma Di Prampero e cominciavano ad andar a morire. Risento quei rumori, insieme con quello degli zoccoli, ogni volta che passo per quella strada, vicina a via Petrarca,dove abito da decenni e vorrei fermarmi ed entrare nella Facoltà di Scienze Bancarie che ha la propria sede nel vecchio "Istituto Tomadini " ed entrare in un'aula e dire:"Sapete, Signori Studenti..."
Perché penso che non tutti sappiano che il Tomadini era sorto come un orfanotrofio retto da preti; che ogni tanto noi del Renati facevamo delle partite di calcio con la squadra dei ragazzi frontalieri; che imparai dalle povertà degli orfni,anch'essi vestiti da "tranvieri", che qualcuno stava peggio di me.
E mi piacerebbe dire ancora che l'ed'ificio, anzi, gli edifici furono compresi nella Zona di Sicurezza sotto l'occupazione germanico-nazista (1943-45) e che vi fu installato l'ospedale per gli ammalati e i feriti dell' Organizzazione TODT, ente che gestiva il lavoro coatto e che, dopo la Liberazione, il "Tomadini" diventò una scuola professionale per artigiani e che, infine, restò vuoto fino alla ristrutturazione degli anni novanta.
Che il cortile era chiuso, a sud dal muro (con le feritoie) che proteggeva la sede della SD (Polizia di Sicurezza) germanica che aveva l'entrata in via Cairoli, in quei due anni una via maledetta.
IIRenati è rimasto a lungo così com'era stato durante la mia giovinezza; ora ha soltanto una mensa per studenti e vi stanno facendo dei lavori per /'Università; ogni domenica nella vecchia chiesa si celebra la Messa con Rito ortodosso per i Rumeni che lavorano a Udine e si sentono canti simili a quelli che ho sentito a Cettigne, in Monteregro, e nelle chiese dei monasteri fortificati in Romania durante un lungo viaggio balcanico fatto con Paola nella seconda metà del secolo scorso.
Da qualche anno la via non è più percorsa da convittori in divisa che vanno alle vicine scuole; non sento più le loro voci vive, alte. Ora la strada è battuta da madri frettolose che portano i figli (uno per automobile) all'Asilo e alle Elementari delle "Dimesse" e vedo più anziani con le "badanti" ("ocio che ti cole el nono..") che giovani e non sento più il concreto profumo delle cucine del Renati femminile del 1938, del '39, del '40.
Trascorsi delle vacanze discrete a Fiume,dove la guerra era arrivata il giorno dopo la dichiarazione di Mussolini; un "misterioso" aereo aveva colpito la zona della frontiera tra Fiume e Sussak e su quell' incursione si erano costruite storie inimmaginabili, come quella che sosteneva essere stato il bombardiere pilotato da un ufficiale francese amico di D'Annunzio nel 1919 e che, meglio di altri, conosceva la città..."Ma come un dannunziano bombardare Fiume italiana? Non è possìbile!"
Mi impiegarono come scrivano alla Mobilitazione Civile e più tardi come portantino all' Ospedale.
In un Documentario dell' Istituto Luce vidi Piazza Venezia piena di gente osannante Mussolini e chiedente a viva voce la guerra: ilDirettore prometteva vittoria al Coro invasato e da allora comparve in Italia la parola "Vincere” impressa sui muri, nelle aule, sulle cartoline militari e in ogni luogo più o meno decente dove poteva essere collocata...." *
*Luigi Raimondi Cominesi da : I quaderni delle mie memorie,n°8 e 9,inediti
12a SCHEDA -1938 /1948
IL MILLENOVECENTO QUARANTA (6°)
“SUL BELGIO”
Ma perché Mussolini aveva voluto entrare nel conflitto? Perché il Re non si era opposto?
Se volessimo ridurre ai minino le considerazioni potremmo dire che la blitz Krieg germanica stava dando ottimi risultati sul fronte francese: il 10 maggio era iniziata la grande offensiva che aveva rivelato la tattica dell"uso dell'artiglieria corazzata in prima linea (panzer canon),dei bombardamenti in picchiata (Stukas) e la mossa strategica di aggirare la linea Maginot, il cui nome ricordava il ministro della guerra A. Maginot , suo propugnatore. Costruita dai Francesi tra il 1930 e il 1936 sarebbe dovuta essere una invalicabile difesa, dirimpettaia della "Sigfrido", la linea fortificata tedesca, terminata anch'essa nel 1939.
Le colonne motocorazzate delle Divisioni germaniche aggirarono le fortificazioni confinarie
francesi e invasero il Belgio, l'Olanda, il Lussemburgo, violandone la neutralità.
La speranza di sedere al tavolo della pace buttandovi sopra "un pugno di morti" fece entrare in guerra Mussolini ; Il lcolpo di pugale alla schiena" della sorella latina invasa fu voluto dal dittatore fascista. Acquiescente Vittorio Emanuele III, Re d'Italia e d'Albania,Imperatore d' Etiopia, che sperava nel ritorno della Savoia e di Nizza al sempre più Grande Regno d'Italia. Obbedire dunque alle linee programmatiche dell' aggressione, appoggiare il " Cugino" Mussolini, rassegnandosi e tacendo su altri aspetti della folle politica fascista. .Così pareva, in confronto al comportamento di alcuni sovrani europei di fronte al nazismo. O forse dietro c'era I'oscura minaccia di un golpe che avrebbe cancellato la monarchia? o il segreto timore di un appoggio di Mussolini al ramo degli Aosta e quindi di un isolamento dei Carignano ?
Al revanchismo nazional-regale per la Corsica "italiana" si aggiungevano le mire colonialiste sulla Tunisia e sulla Somalia francese (Gibuti) e il"duce" si faceva guida e garante per gli islamici delle Colonie presentandosi a cavallo con in pugno la " spada dell'Islam" nonostante continuassero ad essere applicate le infami leggi razziali.
Voci,domande, storie, pareri diversi circolavano in proposito fra la gente comune che
cominciava ad avere una giusta paura della guerra.
Inizialmente l'aggressione ad altri paesi neutrali fu fonte di chiacchiere a tutti i livelli; mio padre non poteva mandar giù il fatto che l'aggressione ripetesse quella del 1914-1918 e non accettava il silenzio del Re visto che suo suocero Alberto I del Belgio si era duramente opposto ai Tedeschi durante la prima guerra mondiale. E che Maria José del Belgio sarebbe stata la futura Regina d'Italia. Forse.
"// nostro (inteso nel senso di amico di famiglia) primo morto fu Angelo Cosulich graduato armiere della R. Marina, mitragliato dagli Inglesi su un ' unità leggera nel mare di Tripoli. Era uscito dalle Scuole CREM ed era più giovane di me che allora avevo 18 anni. Ci conoscevamo da bambini perché era il figlio del mio padrino di battesimo. Era biondo e ricciuto e, in casa nostra era lodato molto per "i bei cavei rizzi.. "
Non sapevo che cosa dire ai suoi, mi pareva una cosa illogica la sua morte. Inutile. Avevo paura di finire così,magari con una Medaglia di Bronzo al Valor Militare,come "del povero Angelo, alla Memoria."*
Spinto da questi ricordi, torno sull' attacco ai tre stati :Belgio, Olanda, Lussemburgo. Malgrado la "neutralità assoluta" proclamata dal re Leopoldo III, i Tedeschi occuparono il Belgio in otto giorni (10-18 maggio 1940), dopo aver stroncato la resistenza dell' esercito. L'armistizio fu praticamente una resa incondizionata. I rexisti Degrelle e Le Clercq costituirono un governo collaborazionista,sotto il controllo del governatore tedesco von Falkenhause: il re, ben diverso dallo zio Alberto l, sottoscritta la capitolazione, si dichiarò dapprima prigioniero, ma successivamente finì per collaborare con l'invasore nazista, cercando di salvare la dinastia. "Allafine della guerra, l’opposizione vallona e socialista impose al re collaborazionista di delegare i poteri regali al figlio Baldovino e infine di abdicare in favore dello stesso." **
Il rexismo era un movimento nazionalista e filofascista.di matrice cattolica(il nome deriva dal motto"Christus rex") che appoggiò i drastici provvedimenti presi dall' occupante: la requisizione dei viveri, il servizio obbligatorio del lavoro esteso anche ai ragazzi e alle ragazze,la chiusura dell' Università di Bruxelles ,ordinata proprio dal governo collaborazionista all'inizio del 1941" ** All'invasore e al governo quislings oppose una resistenza articolata in vari modi: il governo legale in esilio presieduto dal Primo Ministro Hubert Pierlot e dal Ministro degli Esteri Paul
Henri SpaaK "dichiarò che la guerra contro la Germania nazista sarebbe continuata-Finché un solo belga avrà fiato e sangue-. // governo in esilio non era un -governo ombra-; poteva contare oltre che su ingenti mezzi finanziari, sull’appoggio delle truppe coloniali del Congo e sull' adesione dell' intera popolazione metropolitana"**merrore dell' invasione germanica del 1914-1918.
Una largafascia di cittadini si schierò contro i nazisti. I sindacati operai continuarono nella
Clandestinità, più tardi ebbe inizio la resistenza armata con due grandi organizzazioni:
L"'Armée secrète" e il "Front de I' lndépendance"; la prima si richiamava a strutture militari,il secondo "era guidato e in gran parte composto da comunisti (tra cui numerosi ex combattenti delle Brigate Internazionali antifranchiste in Spagna). "**
La Resistenza belga ebbe 8500 caduti, una cifra analoga indica gli ostaggi uccisi per
rappresaglia. 80000 furono i deportati nei lager tedeschi;a Malines e a Beverloo furono
costituiti due campi di transito per gli ebrei da inviare in Germania.
Finalmente " / '8.5.1944 Radio Londra trasmise ai Belgi /'atteso messaggio- re Salomone ha messo le sue grosse scarpe-; era // segnale convenuto perla mobilitazione generale in vista dello sbarco alleato in Normandia. Quattro mesi dopo, il 5 settembre, i partigiani vittoriosi entrarono a Bruxelles e l'indomani, ad Anversa,. ll4.2.1945 le Forze della Resistenza, unite agli Alleati, liberarono dalla presenza tedesca /'ultimo lembo del Belgio. " **
Sarà bene ricordare che gli effettivi della Resistenza belga furono circa 75000 e che ebbero importanza non solo nel sabotaggio, ma anche per operazioni militari vere e proprie ,sia permettendo la miracolosa ritirata da Dunkerque di 350000 anglo- francesi che rischiavano di essere catturati, sia rallentando e deviando lo spostamento di una Divisione motocorazza tedesca diretta verso la Normandia nel giugno del '44, nonché il salvataggio dalla distruzione per minamento di uno dei più grandi porti d' Europa: Anversa.
La battaglia dei "réfractaires' ( i renitenti alle leggi e agli ordini dei tedeschi e dei "collabò" ) fu determinante nell' uso della stampa clandestina attraverso Libre Belgique,Drapeau
Rouge, Monde du Travail, Voix des Belges, Enseignement, Medicine Libre, Justice Libre, L’èlastique,De Vrijchutter (ll franco tiratore), Churchillgazette e, in tedesco Das Freie Wort (La Libera Parola), diffuso clandestinamente fra la truppe di occupazione.
Una beffa: "la sera del 9.11.1943 in tutte le edicole venne distribuita una edizione
perfettamente imitata di "Le Soir", il quotidiano collaborazionista della sera, con ampi resoconti sulle vittorie militari alleate,notizie sulla attività clandestina e parole d'ordine di lotta contro i tedeschi. Prima che la polizia del governo quisling potesse intervenire, ventimila copie del giornale erano già state vendute. '**
Luigi Raimondi Cominesi, l quaderni delle mie memorie, n°8-9, inediti.
**Enciclopedia EAR ,cit.,Vol.1°, voce Belgio.
13a SCHEDA-1938 /1948
IL MILLENOVECENTOQUARANTA (7°)
"SULL’ OLANDA" -A-
Diversamente dal Belgio, l’Olanda non fu coinvolta nell'invasione tedesca del 1914-1918. Nel Regno retto da una monarchia costituzionale, molto attivi furono sia i vari partiti socialisti che il partito comunista che assunse posizioni di lotta radicali, tanto da essere giudicato negativamente da Lenin nel famoso opuscolo:"L’estremismo: malattia infantile del comunismo."
Questo superficiale accenno per indicare uno degli aspetti della intensità della vita social-politico-religiosa e, logicamente, culturale, per dire quanto difficile fosse un equilibrio, nei PaesiBassi, fra unitaristi, cattolici, calvinisti, Chiesa Riformata, monarchici, liberali, trorzkisti, socialisti. comunisti.
Nel 1931, sull'onda dell'espansione del fascismo in Europa, comparve sulla scena politica olandese "il National Socialistische Beweging,di ispirazione nazista, destinato a svolgere un ruolo nefasto "* durante la seconda guerra mondiale.
Nel luglio del 1939 cadde il governo guidato dal calvinista H.Colijn e fu costituito un gabinetto di Unità Nazionale. compresi i socialistì, guidato da J.De Geer che, "nonostante le assicurazioni della Germania nazista che la sovranità delle istituzioni sarebbe stata rispettata,ordinò la mobilitazione"* e, non molto dopo, giustamente poco fidandosi del prepotente vicino," proclamò la neutralità, ma nel contempo rafforzò l'esercito e fece allagare vaste plaghe del Paese per rendere più difficile la paventata invasione"* che effettivamente fu attuata dai germanici con rapidità e potenza. Il 10 maggio, sempre del 1940. In cinque giorni , dopo duri attacchi terrestri e feroci indiscriminati bombardamenti aerei (Guernica aveva fatto scuola), il generale G. Winkelman ordinò la resa alle truppe. Gli 850 morti nelsolo bombardamento di Rotterdam e la minaccia esplicita di iniziare incursioni altrettanto distruttive sugli altri centri urbani e non,ebbero il loro peso su tale decisione.
"Il Governo fuggì in Inghilterra...da dove la Regina Guglielmina proclamò la continuità del Governo per i Territori non occupati,praticamente per le sole Colonie, "* che furono però invase dagli alleati dei nazisti e dei fascisti,i Giapponesi, che si distinsero per inumanità verso i coloni e gli Indigeni ostili, attuando contro di loro una politica di repressione e di sfruttamento delle materie prime, che nocque agli Alleati anche sul piano dell'economia bellica. Specialmente dopo I' 8 marzo 1942 (atto di resa al Giappone), gli Stai impegnati nella guerra di liberazione in Europa,in Africa, nel Sud-Est Asiatico si trovarono privi di fonti di materiali preziosi. Citiamo soltanto la gomma.
Nel territorio nazionale dei Paesi Bassi agli inizi dell' invasione, i nazisti non attuarono misure repressive, finché non ebbero mano libera, cioè dopo l'insediamento del Commissario del Reich A.Seyss -Inquart.che fu affiancato da "A.A. MussertJI Fuhrer del Popolo Olandese", capo del NSB, in realtàtraditore del proprio popolo.
Nonostante l'attuazione di una pressione poliziesca costante, la resistenza ai Nazisti si articolò su piani diversi, con gli scioperi generali,con i blocchi dei servizi pubblici, con ben 150 giornali quotidiani che ebbero una tiratura di migliaia di copie. Citiamo: Vrij Nederland (Olanda Libera), Het Parole (La Parola), De WaareiSeyss Ins (La Verità), Trown (Fedeltà), De Geus (Giornale degli Studenti).
Potremmo dire che operazioni militari della Resistenza olandese in grande stile, non furono possibili per la morfologia del terreno e che la lotta si svolse soprattutto" attraverso sabotaggi, attentati, eliminazione di nazisti e di collaborazionisti, liberazione di prigionieri politici. " *Gli atti e gli strumenti di repressione furono sanguinosi. Ho potuto visitare a Overloon (Venray), il Nationaal Oorlogs en Verzetsmuseum (Museo nazionale della Guerra e della Resistenza) e notare una cassa di zinco, poco più grande di una bara, nella quale, riempita d'acqua, venivano chiusi i partigiani per farli parlare; pena la morte per annegamento.
Proprio "a Overloon si svolse nel 1944 una gigantesca battaglia di mezzi corazzati (300 andarono distrutti) "**
La deportazione della quasi totalità degli ebrei olandesi nei lager di sterminio fu supportata da centri di raccolta (Amersfoort) e di internamento.
// Diario di Anna FranK èuna tristemente nota testimonianza di tali efferatezze. *EAR,Walk Over - La Pietra, cit., Vol .lV, Milano,1984**Olanda, Guide d' EuropaTCI . Milano 1996.
14a SCHEDA - 1938/1948
IL MILLENOVECENTO QUARANTA (8°)
"SULL OLANDA" -B-
La morte e la deportazione furono le costanti ombre che accompagnarono i membri delle
varie organizzazioni della Resistenza olandese, i primi a cadere sotto il piombo nazista furono i combattenti della " Grenzen -Organisatie,detta "dei pezzenti" ( in ricordo degli insorti olandesi contro T occupazione spagnola del XVI secolo )...il primo volantino del gruppo porta la data del 15.5.1940."*
Altri raggruppamenti non possono essere trascurati: " la Landelijke Organisatie Tot Hulpaan AnderduiKers (Organizzazione Nazionale di Soccorso ai Nascosti -clandestini),
Landelijke Knoploegen (Gruppi Combattenti Nazionali), il Raad van Verzet (Consiglio della Resistenza) e il Grote Adies Commissie de lllegaliteit ( Comando Supremo Consultivo per I’ Illegalità)...Le Forze clandestine furono unificate sotto iol comando del Principe Bernardo, di Lippe e il movimento partigiano fu riconosciuto dagli alleati come Bimenlandse Strjd Krachten (Esercito dell Interno) agli ordini diretti del Gen. Eisenhower. "*
La Regina Guglielmina (Bernardo di Lippe era il Principe Consorte) si adoperò per
mantenere i contatti ai livelli internazionali e mai dimenticò di incoraggiare i sudditi alla lotta
armata,anche se mai dimenticò che, al di là di una futura Olanda "migliore", permanessero
assicurazioni indirette per il mantenimento della dinastia al trono.
Anche per questa ragione la Resistenza di Sinistra sia per /'/ Marx-Lenin-Luxemburg –Front che per // Communist-Bond-Spartacus non ebbe sempre vita facile.pur operando (come avvenne in Francia e in Italia) unitamente alle altre forze democatico-nazionali antinaziste e antifasciste.
Già nel settembre del 1944, con spirito unitario e in appoggio all'avanzata del Gen.
Montgomery, fu ordinato dal governo esule a Londra uno sciopero generale:30000 ferrovieri olandesi lasciarono il posto di lavoro, bloccando le comunicazioni su rotaia di quasi tutto il Paese.
"La guerra si chiuse nel marzo del 1945 con 175000 Caduti fra militari e civili. "
Pur essendo considerata,per alcuni, una Resistenza "moderata", quella olandese creò costanti problemi all'occupatore che usò mezzi brutali contro i partigiani: a noi particolarmente interessa un fatto poco propalato e cioè che il Comandante della Polizia di Sicurezza in Olanda (successivamente alle dipendenze dirette del Gen.Wolf i8n Italia) era Wilhelm Harster** che dal novembre 1944 fu inviato in Italia, a Verona, dove continuò l'opera di repressione.
Condannato nel 1949 da un Tribunale olandese a dodici anni di prigionia, fu scarcerato nel
1955; nella Repubblica Federale di Germania (in Baviera) fu nominato Regierungsrat
(Consigliere di Governo) nel 1956; Oberegierungsrat (Consigliere Superiore,Primo
Consigliere) nel 1958. Beneficiò di pensione dal 1963.
*EAR,cit. ,vol.lV,1984,voce. Olanda
**Di Giusto Stefano,OZAK,IFSML,Udine,2005,p.172.
15a SCHEDA - 1938/1948
IL MILLENOVECENTOQUARANTA (9°)
"SUL LUSSEMBURGO"
Anche il piccolo Lussemburgo non fu "invaso" dalle forze armate germaniche durante la prima guerra mondiale in quanto era stato fino dal 1842 inserito nella Unione Doganale Tedesca, anche se politicamente indipendente (1867 Conferenza di Londra). Mi sono permesso di chiamare il Lussemburgo "piccolo" in quanto territorialmente è di circa tre volte minore del Friuli-Venezia Giulia; anche il numero degli abitanti mantiene le stesse proporzioni.
Ma, con la vittoria dell'Intesa nel 1918, il Granducato passò nell' orbita franco-belga e nel
1940, pur neutrale.quasi per una revancheìu occupato dalle forze armate germaniche, ne
seguì un tentativo di "germanizzazione", non risparmiando ai lussemburghesi il lavoro coatto e imponendo loro un Gauleiter tedesco.
Certo di poter inglobare "legalmente" il Lussemburgo nel Grande Reich, ilGovernatore
Simon indisse un plebiscito per lanciare l'annessione, alla quale il 96 % dei cittadini rispose con il "NO". Pur essendo fallito il tentativo di sottomettere il "piccolo", ma coraggioso Paese, nell' agosto del 1942 Simon fece "ugualmente proclamare l'annessione"* disprezzando con tale atto la nobile scelta dei lussemburghesi.
La Resistenza contro questi e altri soprusi si attuò attraverso la diffusione della stampa
clandestina antinazista, gli scioperi nelle fabbriche, i sabotaggi a mezzi , vie di comunicazione, materiale bellico: furono operazioni represse con decine di esecuzioni; su una popolazione numericamente non di molto inferiore a quella di Venezia (circa 300000 abitanti) 10000 furono gli antinazisti deportati nei campi di sterminio.
Anche dei cittadini italiani parteciparono alla lotta armata contro I'occupatore: ben cinquantadue furono i nostri emigranti, molti fuggiti dalla patria per ragioni politiche, che furono deportati in Germania o consegnati alla polizia fascista, finirono, dopo il processo sotto il Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato (...si comincia con la sicurezza e si prosegue con la difesa... ) furono mandati al confino di polizia con la legge di P.S. n°1848,del 6.11.1926. Ricordiamo che il periodo di domicilio coatto era da trascorrersi specialmente nelle isole, fra le quali Favignana, Lampedusa, Lipari, Ponza,Trem iti, Ustica, Ventotene.
Alle Tremiti ,dopo la consegna alla Polizia fascista, furono destinati i fratelli Lino e Marino
Trigatti e Leonzio Romanutti.friulani.
La vita di tutti questi oppositori del nazismo e del fascismo fu un vero calvario; cito solamente Anildo Briscolimi di Pergola (Pesaro), emigrato in Lussemburgo, volontario antifranchista nelle Brigate Internazionali in Spagna,arrestato nel 1940,deportato alle Tremiti,poi trasferito a Mauthausen ed ivi deceduto: due, tre,quattro,cinque anni per certo non trascorsi in luoghi di "villeggiatura " ,come mi è stato dato di constatare personalmente in una delle suddette isole e in numerosi incontri con più di uno degli antifascisti ivi confinati.
Il loro fu un dignitoso, umile, grandissimo sacrificio per riscattare la Patria alla Libertà, che noi.sopravviussuti alle violenze della dittatura fascista, all' occupazione nazista non permettiamo sia vergognosamente canzonato da chicchessia.
L'0landa.ilBelgio, ilLussemburgo, attraversati dalla tragedia delle due guerre mondiali,ricchi di esperienze purtroppo negative.certi però nella speranza dell' esistenza di una pace europea da tutelare, fino dal 1944, attraverso i propri governi in esilio, stabilirono la necessità di un'Unione inter e sovrastatale per tutelarsi da altre avventure politico-militari.
Pertanto .nel 1948 fu creata l'Unione Doganale del Benelux.che nel 1958 diventò Unione
Economica;nel 1960 fu realizzata I' Unione di Frontiera e infine, nel 1964 cominciò a funzionare la Corte di Giustizia Unitaria.
Anticipatori dell' Unione Europea in tempi più o meno lunghi, con reazioni colonialiste
concessero l'indipendenza alle proprie Colonie asiatiche ed africane**, dopo pressioni e lotte dei locali originari cittadini.Ritardi criticabili aspramente,visto che l'indipendenza era stata promessa in pieno conflitto e sotto l'occupazione nazista.
Grandemente meraviglia il fatto che nelle Elezioni europee del giugno del 2009, in Olanda, abbia avuto strepitoso successo I' estrema destra xenofoba e antieuropeista.
*EAR,cit. Vol.3°, voce Lussemburgo.
**Per il Congo, v.EAR, cit. Vol.1°, voce Congo
16a SCHEDA - 1938/1948
IL MILLENOVECENTOQUARANTA (10°).
L’ ITALIA IN GUERRA.
In precedenti schede abbiamo inserito brevi cenni sull' entrata dell' Italia in guerra;ora riteniamo opportuno proseguire mettendo in luce i consigli rivolti a Mussolini da più parti gli inviti alla prudenza,alla saggezza,ai quali si andavano aggiungendo concrete informazioni sulla reale situazione militare del Paese.
Ai primi di gennaio il Capo di Stato Maggiore Generale,Maresciallo Pietro Badoglio,
denunciava in un "promemoria ufficiale...l'assoluta insufficienza delle scorte..." * e il quattro
aprile, sempre lo stesso alto ufficiale informava Mussolini che "allo stato presente la nostra preparazione è del quaranta per cento... "*
Tre giorni dopo era la volta del "Generale Favagrossa, responsabile degli approvvigionamenti militari che comunica a Ciano l'assoluta impreparazione del Paese,che avrebbe scorte solo per qualche mese di guerra... "*
In realtà il Regio Esercito Italiano del 1940 era più debole, rapportato ai tempi, di quello del 1915 e l'evoluzione degli armamenti (e delle stesse uniformi era stata lenta:al momento del cambio degli elmetti che erano ancora quelli di tipo francese usati nel 1915 -1918, saltò fuori una disquisizione sulla scomparsa del cimiero che fu lasciato, ridotto al minimo, solo su alcuni esemplari che vidi sulle teste coronate e su quella del signor Capo del Governo.
Con pennacchio.
Alcune armi erano veramente obsolete. Nell' uniforme permaneva l'obbligo delle
mollettiere. Addirittura ridicolo era il Fucilone anticarro a " S " in un mondo in cui erano presenti mezzi corazzati potentissimi;per molti la Mitragliatrice "Breda' 38" era formidabile, ma era veramente lenta, a causa della piastra a "'troppo lunga; erano pressoché inutili le bombe anticarro dette "pomodori", (700gr. di tritolo in una sfera di metallo con l'innesco dato da una SRCM, iltutto colorato di rosso) ingombranti e di difficile uso. "Non sapevo proprio come e dove tenerle quando correvo,col moschetto a tracolla... " ***
Altrettanto inutile si poteva considerare il Mortaio da "45" per il complicato caricamento che rallentava la velocità di tiro.per la bomba che aveva uno strano sistema di innesco per mezzo di una piccola turbina che si muoveva con l'aria spostata dal proiettile in volo, dopo essere stata liberata da un cappuccio di metallo.
Difficile perfino la spiegazione....
"Quando combattevo con gli Alleati, sul fronte di Cassino, appartenevo ai °Raggr. Motorizzato Italiano e avevamo l'armamento del R..E.I. Ricordo perfettamente che l'AUC Omiccbll, rimasto senza cariche di lancio perii "45", durante un' azione sul monte Marrone, buttava le bombe come se fossero"a mano", coprendo praticamente la stessa distanza, con maggiore rapidità..."***
Ma, nonostante queste ed altre ben più gravi defaillances, l’'intervento e "su quale fronte"
dovesse essere attuato e "quando" fu determinato dalle strepitose vittorie germaniche; Francia e Inghilterra attraverso i primi Ministri Paul Reynaud e Winston Churchill tentarono in extremis (aprile e maggio ) " di mantenere l'Italia fuori dal conflitto" proponendo "la neutralizzazione di Gibilterra e di Suez, la smilitarizzazione di Malta, il mutamento dello status di Tunisi... "**
Tutto fu vano.
Tre giorni prima che "Mussolini chiamasse l'Italia "proletaria e fascista", senza averla
consultata, a correre alle armi, uno stretto collaboratore di Badoglio appuntava sul proprio
diario: Stiamo per essere gettati in una guerra - con la speranza si possa concludere l'indomani con una pace vittoriosa, ma che potrebbe essere anche lunga e dura - in una
incredibile, tremenda situazione, che potrebbe interamente sommergerci. Se la storia si potrà fare, i posteri vedranno la carta che si gioca e giudicheranno ben severamente..."****
La dichiarazione di guerra agli Occidentali segnò un altro mutamento della strategia di
Mussolini, disponibile fino a quel momento ad attaccare la Jugoslavia, con un comportamento "parallelo" a quello tenuto da Hitler verso la Danimarca, la Norvegia.
Ma essendo precipitate le cose e avendo la Francia chiesto l'armistizio al Cancelliere , questi aveva "convocato" a Monaco il Capo del Governo Italiano per concordare con lui le condizioni armistiziali.
Siamo al 17 giugno del 1940 e per avere voce nelle trattative e jl 20 giugno Mussolini
"impone a Badoglio l'inizio immediato delle operazioni sul fronte francese..."* Era l'ulteriore conferma di quanto aveva precedentemente scritto (31 marzo in un promemoria ai Capi delle FFAA): "L'Italia non può rimanere neutrale per tutta la durata della guerra, senza dimissionare dal suo ruolo, senza squalificarsi, senza ridursi al livello di una Svizzera moltiplicata per dieci..."**
Ma di fronte al popolo italiano doveva pur giustificare l'attacco alla Francia; lo fece collegandosi a un proprio tentativo, fatto al fine di giungere ad "...una soluzione politico-diplomatica" cui Hitler aveva risposto negativamente. Di ciò troviamo una tenue traccia nel discorso del 10 giugno;sembra quasi una puerile scusa: "L'Italia del Littorio ha fatto quanto era umanamente possibile per evitare la tormenta che sconvolge l'Europa... "*
"Per le popolazioni di confine il peso della guerra cominciava subito ad avvertirsi in maniera traumatica fin dai giorni successivi alla dichiarazione di guerra interi paesini della Liguria vennero fatti sfollare e gli abitanti furono costretti a trasferirsi con le /oro povere cose verso il centro dell' ltalia, un esodo questo che, organizzato in maniera autoritaria e caotica, senza le più elementari misure di assistenza, rivelava già drammaticamente l'inadeguatezza, anche sul piano dell' organizzazione civile, dei mezzi con cui il governo fascista cercava di far fronte a questa prova..."**