1945
5 gennaio 1945
Rappresaglia cosacca a Racchiuso (Attimis), per l’uccisione di un cosacco
e il ferimento di due: ucciso un giovane.
6 gennaio 1945
Continua a Racchiuso la rappresaglia; le case sono svaligiate, gli uomini di
Partistagno sono portati a Tarcento per 2 giorni.
Il 17.1 è “rilasciata”.
E’ arrestato Leandro Nonini di Gemona; sarà fucilato alle carceri
il 9 aprile.
7 gennaio 1945
Arrestati Giulio Tesolin di Fiume Veneto e uno di Azzano X: fucilati il
9 aprile.
Ancora saccheggio a Racchiuso, anche l’8 e il 9. Trovato materiale
compromettente nella casa del partigiano Amedeo Ginaz.
72 persone sono portate a Tarcento e rilasciate il 10.
9 gennaio 1945
Rastrellamento a Cuesta Vinadia, in Val Pesarina. A Plan del Bec cade
in combattimento contro i cosacchi Augusto Nassivera “Nembo”,
commissario del Gruppo brigate Carnia, medaglia d’argento.
2 partigiani feriti saranno fucilati il 9 aprile.
12 gennaio 1945
Un fucilato a Gemona.
14 gennaio 1945
A Ravosa alcune famiglie decidono la formazione di una guardia civica
per difendersi dai cosacchi. Si insedia un presidio repubblichino con
l’accordo di non subire molestie dai partigiani. All’inizio ci sono 20
della GNR; poi i repubblichini si ritirano e rimangono elementi locali,
già della Osoppo e della Garibaldi.
Prima messa solenne a Nimis dopo l’incendio.
Nove garibaldini fucilati a Pordenone alla caserma di artiglieria:
Azzano Rinaldo, Chiarot Olivo, Vello Elli, Pigat Pietro, Mestre Agostino,
Perosa Giacobbe di Azzano X; Gava Ferruccio di Prata, Ruffo Edoardo
di Zoppola, D'Agnolo Davide di San Martino al Tagliamento,
tutti prelevati alle carceri da brigatisti neri.
15 gennaio 1945
In luoghi diversi 16 persone sono fucilate e una impiccata, prelevati
dal carcere di Udine.
17 gennaio 1945
Arrestato Eugenio De Prato di Idria: sarà fucilato alle carceri il
9 aprile.
Seconda metà di gennaio 1945
Arrestate a Rivignano dalla polizia tedesca 10 persone.
20 gennaio 1945
Nella notte bombardamento a Udine; colpito anche il carcere.
E’ il peggiore bombardamento, più di 500 bombe. Danni enormi, il numero
delle vittime imprecisato.
Arrestati a Udine Paolo Spezzotti, del CLNP, poi deportato,
e Pietro Bertoli, industriale, che sarà liberato il 30 aprile
dai partigiani.
Arrestate a Mortegliano 30 persone: 14 impiegate nel lavoro
obbligatorio.
Arrestato Ciol Luigi di Fossalta; fucilato alle carceri il 9 aprile.
22 gennaio 1945
Arrestato Gino Nosella di Cintero (Fossalta): fucilato il 9 aprile
alle carceri.
23 gennaio 1945
A Ragogna tra il 23-25-27, arrestate dalle SS 7 persone per
motivi imprecisati, tutte della frazione di Pignano.
Processati e condannati a morte 25 partigiani in carcere a Udine.
Saranno fucilati in tre luoghi e date diversi.
25 gennaio 1945
Nel n. 9 di La voce di Furlanìa, un articolo comunica che è proiettato
a Udine il film “Il perduto amore” di Veit Harlan, a colori in Agfacolor.
Si esalta quella tecnica tedesca, opposta al technicolor, secondo
loro costoso e scadente.
28 gennaio 1945
Arrestato a Rivarotta Francesco Del Vecchio di Bari: fucilato il 9 aprile
alle carceri.
Riunione a Orsaria (data probabile) per decidere l’azione alle carceri e
quella alle malghe di Topli Uork (Porzûs). Sono presenti:
Ostelio Modesti “Franco”, segretario della Federazione del Pci,
e i gappisti Aldo Plaino “Valerio”, Mario Toffanin “Giacca”,
Stella Valerio “Ferruccio”, Iuri Vittorio “Marco”.
30 gennaio 1945
Il Popolo del Friuli pubblica: condanna a morte di 16 banditi,
per rappresaglia per il consigliere tedesco ucciso a Flaibano
il 30 dicembre e per 3 cosacchi, 2 tedeschi e 1 italiano uccisi
presso Pers. I 16 vengono presi dalle carceri a caso e fucilati:
2 a Gemona il 31 gennaio (Lena o Lenna, Silvio, nato a Pramaggiore,
residente a Chions, n. di b. "Pippo secondo", della divisione Modotti
Destra Tagliamento; Gino Grafitti di Meduno, "Nino", 1.a divisione
Osoppo), 8 a Tarcento l'1 febbraio (Adriano Carlon, Bruno Frittaion,
Angolo Li Pome, Cesare Longo, Elio Marcuz, Giannino Putto, Carlo Zaffuto,
Francesco Aleo, che però, fingendosi morto, si salva.
6 uccisi a Tricesimo, il 4 febbraio (Giovanni Pietro Bortolussi, di Zoppola,
Pietro Bugat di Meduno, Mario Sesondo Favot di Azzano Decimo,
Renato Lardini di Udine, Ivo Lovisa di Azzano Decimo, Angelo Zilli
di Udine. Il tribunale speciale tedesco precisa che l’attentato a Pers
è avvenuto il 13.1. A Reana i cosacchi ammazzano un operaio italiano.
1 febbraio 1945
Arrestato Elio Polo, fucilato il 9 aprile.
2 febbraio 1945
Arrestato S. Colaricchio di Pozzuolo: fucilato il 9 aprile.
4 febbraio 1945
A Tricesimo i 6 fucilati dai repubblichini, prelevati dal carcere di Udine.
Uno tenta di fuggire ed è ucciso, gli altri 5 giustiziati contro
il muro del cimitero; a San Giorgio di Nogaro Giorgio, un fucilato.
A Flambruzzo di Rivignano arrestate dalle SS sette persone del paese.
Arrestati Angelo Adamo di Manzano – Ragusa; Arduino Potocco di Buttrio;
Luigi Crucchini di Gorizia; Roberto Vanello di Premariacco (a matita:
Umberto Bon), arrestato a Manzano; Mario Passoni di Premariacco
(a matita: Napoleone Zompicchiati) arrestato a Manzano; Elio Livano
di Buttrio, arrestato a Manzano; tutti fucilati il 9 aprile.
E' domenica e alle prime luci dell'alba un reparto SS proveniente
dal centro repressione di Roveredo in Piano, comandato dal tenente
Karl Donnenburg, popolarmente chiamato "Foghin",
circonda Mezzomonte. Gli uomini sono chiusi in una cantina.
Verso le 8 sono portati in piazza una decina di partigiani sorpresi
e catturati poco prima. Sono legati alle inferriate dell'osteria,
distrutta dall'incendio del I settembre precedente.
Uno è ucciso con una raffica, gli altri sono interrogati.
Alle 10, un civile, prima torturato e interrogato, è fucilato.
Nel primo pomeriggio, è fucilato un francese che scappato da un campo
di concentramento si era unito ai partigiani. Verso le 17, gli uomini
chiusi in cantina sono fatti uscire per assistere alla fucilazione di
5 partigiani tutti del btg. Manin. Prima di andarsene, incendiano
alcune case e la stalla in cui erano stati catturati i partigiani.
5 febbraio 1945
Arrestato Enrico Pascuttini di Spilimbergo: fucilato il 9 aprile.
3 gappisti requisiscono un camion dalla ditta “Molini sul Ledra”
con l’autista. Serve per l’assalto alle carceri del 7.2.
6 febbraio 1945
Arrestato Giovanni Maria Ghidina di Forni di Sotto: fucilato il
9 aprile.
A Spessa si riuniscono un centinaio di gappisti dei battaglioni “Amor”,
“Giotto” e “Ardito” della brigata “13 martiri di Feletto Umberto” per
l’azione alle malghe di Topli Uork e il gruppo per l’assalto alle carceri:
20 uomini del battaglione “Diavoli rossi” della brigata
GAP “Montina Basso Friuli”, comandati da Valerio (Aldo Plaino)
e da Gelindo Citossi “Romano il mancino”.
Alle 18.30 il gruppo delle malghe parte, gli altri restano a dormire.
7 febbraio 1945
secondo i nomi degli “evasi” registrati nei registri del carcere,
di 33 prigionieri: Ugo De Blasi di Udine, in galera da ottobre per furto;
Amorino Falchetto di Mestre, arrestato a Fontanafredda il 24.11.44;
Aurelio Romanini di Artegna, arrestato a Gemona il 28.11; Remigio
D’Angeli, brigadiere di Udine, arrestato il 20.12; Ilario Tonelli di Aquileia,
arrestato il 20.12; Pietro Pasian di Cervignano, arrestato il 20.12;
Giovanni Curgnelli di Porpetto, in carcere il 20.12; Duilio Fabbro di
Palazzolo, in carcere il 20.12; Ennio Cicuto di San Giorgio di Nogaro,
in carcere il 20.12; Cosimo Pastore di Trieste - Brescia, in carcere il
21.12, ferroviere; Domenico Cosinella di Taipana, in carcere il 27.12;
Ettore Pittis di San Giorgio di Nogaro, arrestato a Palazzolo il 14.12;
Paolo Bassi di Codroipo, arrestato a Udine l’11.1.45; Giacomo Nimis
di Tarcento, arrestato a Udine il 13.1; Guerrino D’Orlando di Cussignacco,
arrestato il 23.12.44; Gino Valusso, arrestato a Udine il 21.1.45;
Giovanni Tomat di Ovaro, arrestato a Tolmezzo il 20.1;
Bruno Norino di Maron, arrestato a Maron il 19.1; Emilio Pin di Sacile,
arrestato a Sacile il 19.1; Defragè Santin di Pordenone, arrestato
a Pordenone il 10.1; Emilio Brugato di Cessalta di Piave, arrestato
a Maron il 4.1; Mario D’Avanzo di Roncade, arrestato a Maron il 4.1;
Luigi D’Antoni di Colloredo, arrestato a Cividale il 27.1; Adriano Domini
di Buttrio, arrestato a Cividale il 27.1; Albino Lodolo di Udine,
arrestato a Cividale il 27.1; Guerrino Basci di Spessa, arrestato
a Cividale l’1.1; Giovanni Del Fabbro di Latisana, arrestato a Udine
il 28.12.44; Vito Carlis di Caltanisetta, arrestato a Cavasso Nuovo il 28.12;
Guido Morassutti di Udine, arrestato a Udine il 3.1.45, Augusto Volpi di
Tarcento, arrestato a Forame il 5 ottobre ‘44; Detalmino Liva di
Cervignano, arrestato a Cervignano il 26 settembre ‘44; quindi uno
di Catania e un comune arrestato per furto.
L’azione fu realizzata da Gelindo Citossi “Romano il mancino” e
organizzata da Valerio Stella “Ferruccio " e Alfio Tambosso “Ultra ".
Una formazione GAP comandata da Mario Toffanin “Giacca” sale alle
malghe di Topli Uork (Porzus) sopra Canebola e cattura con l’inganno
gli uomini della 1.a brigata Osoppo (20 partigiani), passa per le armi
Bolla, Enea e la Turchetti. Un osovano riesce a fuggire; il resto è
fucilato nei giorni seguenti in Bosco Romagno. L’osovano fuggito
è Aldo Bricco “Centina”. Precedentemente era stato ucciso, in un
tentativo di fuga, Giovanni Comin, giovane fuggito da un treno per
la Germania e venuto ad arruolarsi.
Gli uccisi successivamente sono: Franco Celledoni “Atteone”,
Pasolini Guido “Ermes”, Previti Antonio “Guidone”, Cammarata
Antonio “Toni”, Mazzeo Pasquale “Cariddi”, Augelli Angelo “Massimo”,
Saba Salvatore “Cagliari”, Urso Giuseppe “Aragone”, D’Orlandi
Enzo “Roberto”, Michelon Gualtiero “Porthos”, Sparacino
Erasmo “Flavio” (ma risulta anche fucilato a Cividale – Fosse
del Natisone), Targato Primo “Rapido”, Sfregola Giuseppe “Barletta”.
8 febbraio 1945
25 uomini sono processati e condannati a morte per rappresaglia
per l’attacco alle carceri.
A Savogna, rappresaglia cosacca per un attacco partigiano il
giorno prima contro cosacchi con carri di fieno: uccisi cosacchi
e cavalli. Tutti i civili, podestà e vicario compresi, a Cividale.
Saranno tutti liberati il 12.
9 febbraio 1945
E’ catturato a Bicinicco (secondo altra fonte il 6.2) Mario Modotti
“Tribuno”, comandante dell’Ippolito Nievo A, da una pattuglia della
GNR di Palmanova. Sarà fucilato il 9 aprile.
10 febbraio 1945
Arrestato Valentino Monai di Amaro, fucilato il 9 aprile.
11 febbraio 1945
Alla porta est del cimitero di Udine, fucilati in 23 (due condonati
per intervento del vescovo) per rappresaglia per l’assalto alle
carceri del 7 febbraio: condannati dal Tribunale speciale per la
sicurezza pubblica. Il plotone di esecuzione è comandato da un
sottufficiale della MDT. Un questurino poi resta di guardia ai cadaveri.
I fucilati:
Bernardon Carlo (Cavasso Nuovo, 11.9.26), studente, partigiano
Garibaldi Sud Arzino, nome di battaglia “Silo”.
Bernardon Michele (Cavasso Nuovo, 22.9.26), operaio, partigiano
I Divisione Osoppo, nome di battaglia “Ettore”.
Bernardon Osvaldo (Cavasso Nuovo, 5.7.16), manovale, partigiano
I Divisione Osoppo, nome di battaglia “Aquila”.
Bernardon Reno (Cavasso Nuovo, 20.4.26), manovale, partigiano
Garibaldi Sud Arzino, nome di battaglia “Polo”.
Chinese Antonio (Resia 11.8.11), insegnante, partigiano NOVJ,
Resianskij Btg. Clede Luigi (Gamel - Lubiana).
Dovigo Pietro (Noventa di Piave).
Giordano Attilio (Nimis, 30.5.19, res. a Tricesimo), studente,
partigiano Garibaldi Natisone, Brg. Picelli, nome di battaglia “Bill”.
Juri Lino (Buttrio 19.1.21) contadino, GAP.
Lovisa Ferdinando (CavassoNuovo, 25.4.16), manovale, partigiano
Garibaldi Sud Arzino, nome di battaglia “Guerra”.
Lovisa Mario Francesco (Cavasso Nuovo, 2.9.23), manovale, partigiano
I Divisione Osoppo, nome di battaglia “Terribile”.
Manca Gesuino (Teralba – Cagliari, 3.3.17, residente a Cavasso Nuovo),
manovale, partigiano I Divisione Osoppo, nome di battaglia “Figaro”.
Maraldo Fortunato (Cavasso Nuovo, 26.7.21), manovale, partigiano
I Divisione Osoppo, nome di battaglia “Uragano”.
Maroelli Giovanni (Artegna, 10.9.23), meccanico, partigiano
III Brigata Osoppo.
Parmesan Bruno (Venezia 14.4.24, residente a Cavasso Nuovo,
partigiano I Divisione Osoppo, nome di battaglia “Venezia”.
Petrucco Osvaldo (Cavasso Nuovo, 3.11.16), contadino, partigiano
I Divisione Osoppo, nome di battaglia “Scarpa”.
Pontello Vincenzo (Cavasso Nuovo, 28.5.18), meccanico, partigiano
I Divisione Osoppo, nome di battaglia “Fulmine”.
partigiano I Divisione Osoppo, nome di battaglia “Goffredo”.
Serena Renzo (Cavasso Nuovo, 25.11.25), meccanico, partigiano
I Divisione Osoppo, nome di battaglia “Julia”.
Stabile Renato (Aquileia, 11.8.25), operaio, GAP Garibaldi Friuli.
Tomasso Ubaldo (Frisanco 25.3.21), artigiano, partigiano Garibaldi
Sud Arzino.
Zambon Gino (Cavasso Nuovo, 14.3.26), operaio, partigiano Garibaldi
Carnia, nome di battaglia “Garibaldi”.
Zambon Giovanni (Cavasso Nuovo, 30.7.1896), pavimentatore,
partigiano I Divisione Osoppo, nome di battaglia “Pecio”.
15 febbraio 1945
Un camion di tedeschi e domobranci (collaborazionisti sloveni) da
Caporetto verso Brischis è attaccato e messo fuori uso dai partigiani.
Rappresaglia su Rodda, ma tutti erano scappati. Imposto il pagamento
di una taglia e 150 q. di fieno per i cosacchi.
16 febbraio 1945
Arrestato Albino Gonano di Prato Carnico: in carcere l’11.3, fucilato
il 9 aprile.
19 febbraio 1945
Per rappresaglia per una sconfitta subita dai partigiani il 13, i tedeschi
occupano la mattina il paese di San Lorenzo di Coltura: popolazione
ammassata nella piazza delle scuole, interrogatori, una cinquantina
arrestati e incarcerati (saranno liberati il 25).
20 febbraio 1945
Arrestato Luigi Corradassi di Socchieve, fucilato il 9 aprile.
Arrestato Benito Siniciali di Sesto al Reghena, in carcere l’11.3,
fucilato il 9 aprile.
Allarme notturno a Udine tra le 20 e le 21.45: centinaia di bombe,
anche in centro. Distrutta la casa di Zorutti, la sede della Voce di
Furlania in via Tomadini (trasferita in via generale Baldissera n.28)
e parzialmente la redazione e la tipografia del Popolo del Friuli in
via Carducci. Oltre 200 i morti. Crolla anche un’ala in via delle carceri
nuove e fuggono 6 detenuti, tra cui due condannati a morte. Gli evasi
sono: Walter Chiopris di Udine, arrestato il 7.12; Antonio Oderico di
Sequals, arrestato il 21.12; Riccardo Di Giusto di Treppo Grande,
uno di Cavasso Nuovo, Graziano Ottaviano e Volveno Marcuzzi di
Trivignano, arrestati il 3.1.
22 febbraio 1945
Ad Alture, 2 fucilati.
Alcune bombe a Udine da un aereo isolato.
23 febbraio 1945
A Udine dalle 13.15 alle 14.20, 7 bombardieri staccatisi da una
formazione verso l’Austria bombardano attorno allo scalo ferroviario.
Varie vittime.
Arrestati a Pulfero in 13, tutti rilasciati.
A Lasiz arrivano i “turchi” (“cosacchi” di fede islamica).
24 febbraio 1945
Dal carcere di Udine verso le 16 parte un camion di deportati
(tra cui don Erino D’Agostini) verso Pontebba, dato che il ponte
ferroviario di Chiusaforte era stato bombardato. Arriva a
Pontebba verso le 23.
E’ l’ultimo trasporto dal Friuli per i campi di concentramento tedeschi. Complessivamente i deportati dalla provincia di Udine furono 975,
dei quali 594 non tornarono.
Bombardamento a Udine tra le 11.15 e le 15 sullo scalo ferroviario e
sulle abitazioni vicine. Alcuni morti.
26 febbraio 1945
Arrestato Giovanni Beccia di Ronchis; in carcere il 6.3
fucilato il 9 aprile.
A Mezzana la Beneska Ceta uccide due turchi che cercavano
di violentare una donna. Bruciato il paese, tutti gli abitanti,
donne e bambini compresi, portati verso Pulfero.
Calci, bastonate, saccheggi, stupri. A Pulfero, tutti liberi.
27 febbraio 1945
Arriva in Friuli e si sistema a Villa Santina l’Atamano Generale
Pjotr Nikolajevic Krasnov, la massima autorità morale dei
cosacchi collaborazionisti.
28 febbraio 1945
E’arrestato Mario Foschiani “Guerra”, in carcere il 6 marzo,
fucilato il 9 aprile.
Rastrellamento a Malga Avedrugno. Guerra è catturato mentre
andava in un corso di preparazione di quadri. Era commissario
della divisione Carnia.
A Dachau una guardia di scorta che sta per rientrare a Udine
accetta di portare un messaggio di saluti, scritto su un foglio di
giornale, da recapitare all’Arcivescovo.
Fine febbraio 1945
Nelle valli del Natisone e nel Collio comincia a operare il
Centro di mobilitazione e reclutamento della Natisone.
A Comeglians arriva un contingente georgiano che passerà
con i partigiani.
A Grions arriva un centinaio di volontari fascisti spagnoli della
Falange azzurra. Il 18/19 marzo andranno verso il Collio.
2 marzo 1945
A Tolvis - Socchieve muore in combattimento Andrea
Pellizzari “Grifo”, CSM della brigata Carnia.
3 marzo 1945
Arrestato a Udine Elio Radina di Villa Santina. Fucilato il 9 aprile.
Tra il 3 e il 5 a Circhina incontro tra Andrea, Ninci, Vanni e Sasso
con il comando del IX Corpo d’armata sloveno: gli italiani
prospettano la collaborazione politica e militare in vista della
prossima liberazione, chiedono che siano ribaditi i precedenti accordi,
che la Natisone, pur alle dipendenze slovene, sia impiegata per
la liberazione di Trieste e Gorizia; che gli sloveni siano presenti
in zone non contestate (ad esempio Sacile o Pordenone), sotto la
direzione operativa della Garibaldi-Osoppo. Gli sloveni sono cortesi,
ma non sottoscrivono nulla.
Partono i turchi da Lasiz. Si sente dire che a Starnovisca hanno
ucciso tutti i 15 uomini trovati in paese.
7 marzo 1945
E’ bombardato il carcere, evadono uno di Azzano X, Archimede Gobbo
di Fiume Veneto, arrestato ad Azzano X il 7 gennaio ’45, e Luigi
Rossitti di Udine, arrestato a Udine il 10 gennaio.
E’ arrestato Mario Bolognotto di Gorizia, agente della finanza.
Fucilato il 9 aprile.
Bombardamento a Udine tra le 19.30 e le 21.45: 40 fortezze volanti,
molte case distrutte, colpiti anche il Duomo, l’ospedale, l’asilo
Marco Volpe.
A Mezzomonte i tedeschi fanno uscire tutti dalle case.
Quando la gente in colonna è fuori dal paese, tedeschi e repubblichini
depredano e incendiano le case: quasi tutto il paese è distrutto.
13 marzo 1945
A Moruzzo riunione di riorganizzazione della Osoppo. Verdi,
Oberto (Savorgnan di Brazzà), Sereno (Silvano Silvani),
Maurizio (P.G. Rorai), Leonida (Piero Biasin), Mario
e Marco 2° (Giobatta Metus) sono arrestati dalle SS e portati
in carcere senza essere riconosciuti. Saranno liberati, il 25 marzo
e nei giorni successivi, con uno stratagemma di don Emilio De Roja,
con anche alcuni garibaldini (certificati di scarcerazioni
falsificati su originali usati forniti da Hans Kitzmüller).
I tedeschi se ne accorgeranno quando troveranno scarcerato uno
che doveva essere interrogato: arresteranno il direttore delle carceri,
il capoguardia, la spia Ziroglia, le guardie e i tedeschi di guardia
alle porte.
Tra gli arrestati, anche la guardia carceraria Domenico De Leonibus
di Monopoli, classe 1899, “Figura nobile e completa sotto tutti
gli aspetti” (Mikros).
15 marzo 1945
E’ creato l’organico del Gruppo brigate Destra Tagliamento,
poi Divisione Mario Modotti.
16 marzo 1945
Ferito a un posto di blocco Giulio Contin “Riccardo”,
già commissario politico della brigata mista Ippolito Nievo A.
Morirà due giorni dopo.
A Sacile è fucilato il primario dell'ospedale Marco Meneghini,
reo di aver curato partigiani.
19 marzo 1945
A Fielis (Zuglio Carnico), rastrellamento tedesco. Ucciso Ermenegildo
Fior, partigiano della Natisone, del 1881.
25 marzo 1945
A Corva (Azzano Decimo) 3 partigiani feriti in uno scontro sono
passati per le armi.
27 marzo 1945
Giannino Lucon “Mosca”, comandante della brigata Veneziano
della divisione “Ippolito Nievo B”, è ucciso presso Tiezzo.
29 marzo 1945
Scarcerati, sempre con i permessi falsi, altri 4 tra cui Ferdinando
Mautino "Carlino", comandante garibaldino. In tutto, 15.
31 marzo 1945
Delibera del CLNP che invita i comandi dell’Osoppo e della Garibaldi
a nominare una commissione paritetica sui fatti di Porzûs.
2 aprile 1945
E’ il giorno di Pasqua. All’alba tedeschi e cosacchi circondano il
rifugio De Gasperi nell’alta val Pesarina. Nello scontro cadono
Norma Solari dei GDD, Walter Tavoschi, Renzo Gonano,
2 partigiani russi.
5 aprile 1945
Bombardamento alla periferia di Udine: circa 10 morti.
Comincia l’offensiva alleata nel settore tirrenico.
6 aprile 1945
A Terzo di Aquileia 6 fucilati; a Castions di Strada 3 fucilati,
tutti prelevati dalla caserma Piave.
9 aprile 1945
Fucilati 29 partigiani nel cortile interno delle carceri di Udine.
I fucilati sono: Angelo Adamo da Comiso, anni 30; Gio Batta
Beccia da Ronchis, anni 21; Mario Bolognato da Firenze, anni 26;
Umberto Bon da Manzano, anni 31; Matteo Bossa da Paesana,
anni 19; Luigi Ciol da Teglio Veneto, anni 19; Giunio Coloricchio
da Pozzuolo, anni 19; Luigi Coradazzi da Socchieve, anni 23;
Francesco Del Vecchio da Barletta, anni 23; Giuseppe Favret
da Azzano X, anni 18; Ovidio Favret da Azzano X, anni 21;
Mario Foschiani da Udine, anni 32; Salvatore Genovese da
Randazzo, anni 24; Giovanni Ghidina da Forni di Sotto, anni 41;
Albino Gonano da Prato Carnico, anni 26; Luigi Grahrelj da Gorizia,
anni 18; Elio Livoni da Buttrio, anni 25; Mario Modotti da Udine,
anni 32; Valentino Monai da Amaro, anni 29; Antonio Morocutti
da Treppo Carnico, anni 27; Leandro Nonini da Gemona, anni 29;
Gino Nosella da Portogruaro, anni 20; Enrico Pascuttini da Spilimbergo,
anni 20; Elio Polo da Forni di Sotto, anni 52; Arduino Potocco
da Buttrio, anni 22; Enno Radina da Villasantina, anni 31;
Benito Siniciali da Sesto al Reghena, anni 21; Giulio Tesolin da
Fiume Veneto, anni 21; Napoleone Zompicchiatti da Manzano, anni 41.
Era lunedì: alle cinque del mattino sono radunati nel cortile d’ingresso
delle carceri e falciati dalla mitraglia in tre gruppi, quindi finiti
a colpi di pistola. Gli è rifiutata l’assistenza religiosa.
Comincia l’offensiva alleata al di là della Linea Gotica.
10 aprile 1945
Il gen. M. W. Clark invia un messaggio ai comandi della Resistenza
per annunciare la battaglia finale. Compito dei partigiani:
difendere gli impianti, attendere gli ordini insurrezionali,
non intralciare le trattative di resa.
Il PCI emana disposizioni ai partigiani contro ogni attendismo
o patteggiamento col nemico. Idem il CLNAI il 13 e il CVL il 20.
Esce il n. 13 de La voce di Furlanìa: è l’ultimo numero.
11 aprile 1945
Tra l’11 e il 14, distrutto il forte di Osoppo.
13 aprile 1945
La divisione Natisone, stremata per i combattimenti contro i
tedeschi nella zona libera di Circhina, riceve l’ordine di spostarsi
a sud. Combatterà per la liberazione di Kocevie e di Lubiana.
Gli alleati entrano a Buchenwald, già gestita dal Comitato
clandestino internazionale.
15 aprile 1945
Gli inglesi entrano a Bergen Belsen.
Gli americani entrano a Dora Mittelbau.
metà aprile 1945
Rientrano dalla Germania molti internati per lavoro
e lavoratori.
18 aprile 1945
Il CLNP prende atto che la commissione d’inchiesta su Porzûs
era composta da Berzanti per l’Osoppo, Mullig “Pietro”
(poi sostituito con Valeriano Rossetti “Piero”) per le Garibaldi
e Manlio Gardi “Nane” presidente e rappresentante del CLN.
Ma ancora al 25 aprile Gardi non aveva ottenuto il mandato ufficiale.
20 aprile 1945
Gli alleati irrompono nella pianura padana e liberano,
con i partigiani, Bologna. Flossenburg è evacuata.
23 aprile 1945
A San Vito al Tagliamento, 7 civili presi sul posto di lavoro dai
tedeschi sono fucilati sul piazzale del cimitero per rappresaglia,
perché nello stesso luogo erano stati aggrediti 2 soldati tedeschi.
24 aprile 1945
I partigiani da soli liberano Genova.
Andrea, Ninci, Verdi e Mario emanano disposizioni per l’attacco
finale e indicano gli obiettivi militari e politici.
A Torviscosa 13 civili fucilati; a Cervignano, 9.
A Sarone, dopo uno scontro tra nazifascisti e partigiani della
Nannetti, i nazifascisti circondano la casa più vicina, nel Longon,
la sbarrano con gli abitanti ignari all'interno e la fanno saltare,
uccidendo la famiglia Zaghet: madre, nonni, un bambino di un anno
e il nipotino di due anni, Enzo Cariotti.
25 aprile 1945
I partigiani da soli liberano Milano.
Attacco tedesco e cosacco al massiccio del monte Arvenis
aprile 1945
Un contingente tedesco in ritirata da Azzano X verso Cusano,
è fermato da partigiani. Torna indietro, cattura 5 feriti e li butta
giù dal ponte di Corva, nel Meduna.
26 aprile 1945
I partigiani liberano da soli Torino. Ovunque amministrazioni del CLN.
Il Comando regionale veneto decreta l’insurrezione per la notte del 26.
Ordine generale d’attacco.
27 aprile 1945
Claut è liberata.
28 aprile 1945
Liberate Pordenone, Cordenons, Portogruaro, Dardago, Budoia.
Anche per le pressioni del CVL, si arriva al comando unitario
Garibaldi - Osoppo, ma è ormai tardi.
A. Magnano in Riviera un fucilato. Idem a Cervignano.
A Terzo d'Aquileia, 10 civili massacrati dalle Brigate nere.
Il CLNP si apre in seduta permanente fino al 2 maggio, in viale Vat,
casa del fotografo socialista Carlo Pignat. Designa le cariche politiche,
dà inizio al movimento insurrezionale, costituisce il comando
unico con i nomi dei comandanti, scrive il
Entrano in carcere gli ultimi prigionieri dei tedeschi:
sono Ottavio Morelli e Francesco Paron. Arrestati il 28,
sono incarcerati il 30 e la sera stessa liberati dai partigiani.
I partigiani attaccano i tedeschi a Cervignano, ma i tedeschi
rastrellano San Martino di Terzo e catturano a caso 12 persone.
A Gorgo di Latisana scontro di partigiani con tedeschi: cadono
9 patrioti.
A Opicina i tedeschi uccidono 15 antifascisti triestini.
Eccidio a Villa Orter, Tarcento: una delegazione di partigiani
va a chiedere la resa a tedeschi e cosacchi, ma vengono fatti
saltare nella villa e uccisi insieme a altri. Le vittime:
Giuseppe Turrini “Benzina”, di Tarcento, Osoppo
Onorio Pontotti “Ardito”, di Artegna, Garibaldi
Sergio Villani “Bucaniere”, di Monfalcone, Garibaldi
Dario Treppo “Virgilio, di Sedilis di Tarcento, Osoppo
Romano Zoffo “Livio” di Amaro, Osoppo (comandante 6.a brigata)
Guglielmo Novelli “Willi” di Monfalcone, Garibaldi
Stelio Sartori res. a Gorizia, Osoppo
Leone De Zanna di Cortina d’Ampezzo, Garibaldi
Sergio Pallaoro, di Merano, Garibaldi
Eugenio Troi, Garibaldi
Leo Cardini di Cortina d’Ampezzo, Garibaldi
Un russo
Un tedesco
29 aprile 1945
Dei rastrellati di Terzo d’Aquileia, uno riesce a fuggire.
Gli altri sono bastonati, torturati e poi mitragliati sul ponte
del Natissa. I morti di Terzo sono 13; 25 gli uccisi a
Cervignano su quasi 150 rastrellati. Gli autori della strage sono
SS giunti da Palmanova. Uccidono sull’Aussa. Molti erano ubriachi.
Il CLNP continua con le nomine: presidente della Cassa di risparmio,
Provveditore agli studi, presidi.
Un fucilato a Gemona e uno a Udine.
Liberate Venezia, San Vito al Tagliamento, Aviano, Montereale.
Gli americani liberano Dachau.
30 aprile 1945
Liberate Belluno, Maniago, San Daniele. I tedeschi che erano
rientrati a Pordenone, la abbandonano definitivamente.
Insorge Udine.
Globocnik con il suo SM lascia Trieste e si stabilisce ad Arta.
A Pagnacco, 4 trucidati; una donna a Casiacco. A Feletto 15 trucidati,
tra i quali la famiglia di Ovidio Feruglio, con moglie, e figlia.
Il presidio cosacco di Avasinis tratta la resa con i partigiani con
la promessa di aver salva la vita. Ma dopo la strage tedesca
del 2 maggio (vedi), una sessantina sarà passata per le armi.
Sotto la pioggia, circa 800 alpini da Caporetto deviano verso Lasiz.
Il comandante magg. Alessandro Grosso dorme in canonica con
la moglie. Il giorno dopo molti, in borghese, se la squagliano.
Da una colonna in ritirata da Spilimbergo si staccano tre caucasici,
entrano a Casiacco (Vito d’Asio) in un’osteria, trascinano fuori
l’ostessa Silvia Sala in De Ponti, la figlia Niva e un portogruarese,
Lorenzo Artico. Sono mitragliati; si salva, seppure ferita, Silvia.
La rappresaglia era la vendetta per l’uccisione da parte di partigiani
di sei cosacchi del locale presidio il giorno prima.
I sovietici entrano a Ravensbrück e trovano 3000 deportate:
il resto era stato evacuato nei giorni precedenti.
1 maggio 1945
Udine è liberata. All’alba giovani del Fronte della Gioventù issano
la bandiera tricolore sul castello. Il CLNP assume tutti i poteri,
insedia il sindaco (Giovanni Cosattini), il prefetto (Agostino Candolini),
il commissario della Provincia (Melchiorre Chiussi del Pd’A),
il questore (Lino Zocchi, comunista).
Continua la seduta del CLNP. Alle 10 il comando unico riferisce
della presa della città. Il Comitato si trasferisce nel Palazzo comunale.
Alle 15.30 entrano gli alleati.
Dopo tre giorni di combattimenti, anche Cividale è liberata.
A Risano una persona è fucilata dai tedeschi.
Passa per Lasiz una colonna tedesca verso Caporetto, con carri armati.
Davanti a piedi circa 200 rastrellati a Cividale.
Saranno rilasciati a Caporetto. La colonna è fermata dai partigiani
e spogliata di tutto.
Alle 10 arrivano a Cividale gli inglesi.
2 maggio 1945
A Udine grande manifestazione per la libertà conquistata.
In corteo poi al cimitero: parlano il vescovo, Zanfagnini,
Andrea, una donna dei GDD.
Il generale Heinrich von Vietinghoff, comandante delle forze
armate tedesche in Italia, firma la resa delle forze armate in Italia.
si conclude l'operazione "Sunrise".
Insorge Ovaro, sembra col consenso del locale CLN ma senza
l’ordine dei comandi partigiani. Due battaglioni garibaldini e uno
osovano intervengono per difendere la popolazione, ma non c’è tempo
per disporre le usuali misure di sicurezza, cosicché una colonna di
cosacchi accerchia e occupa il paese: cadono molti patrioti, 18 civili
sono massacrati per rappresaglia, tra cui don Pietro Cortiula.
Una colonna di 500 SS di varia nazionalità nella fuga massacra ad
Avasinis 51 civili.
La strage si svolge così: mentre Gemona e Osoppo libere sono in festa,
da Trasaghis "Trasaghis" giungono ad Avasinis le SS. Uccidono
subito un vecchio, poi in canonica minacciano il parroco,
lo feriscono a una mano. Il sacerdote si finge morto.
Poi comincia la strage e continua fino a mezzogiorno, quando qualcuno
ordina la fine. Verso sera creano una cortina con fumogeni e buttano
i cadaveri nei corsi d’acqua. Probabilmente gli autori della strage erano
una compagnia della KARSTJAGER BRIGADE che era composta
da tedeschi, croati, rumeni, ungheresi ucraini, italiani…
La strage comportò nei giorni successivi dure vendette:
7 SS furono massacrati in paese, furono fucilati degli sbandati,
decine di cosacchi del presidio del paese che si erano precedentemente
arresi furono passati per le armi, forse 70/80.
A Cividale arrivano gli inglesi. In casa Accordini si è insediato il
comando jugoslavo.
3 maggio 1945
Alle 10.30 ad Avasinis, 24 ore dopo l’inizio della strage, le SS se ne vanno.
I superstiti recuperano i cadaveri e scavano in cimitero una fossa comune,
lunga quanto tutta la larghezza del cimitero vecchio.
A Venzone sono uccisi dalle SS parroco e sagrestano.
A Moggio, uno è fucilato.
4 maggio 1945
Passano per Lasiz verso Caporetto 200 ustascia scortati da due
partigiani sloveni. Si erano arresi agli inglesi, ma poi erano
stati consegnati a Tito.
5 maggio 1945
Ad Avasinis sepolte le 50 vittime. Un ferito morirà poco dopo.
E’ la più grave strage della Provincia.
La stessa mattina a Ovaro funerale delle vittime.
Vicino a Palmanova si arrende agli inglesi la divisione cetnica “Dinara”,
comandata dal generale pope Momcilo Dujic. Erano alcune migliaia
di uomini e furono internati a Forlì; dopo un anno o poco più furono
destinati, a scaglioni, oltre oceano.
A Cavazzo Carnico, 4 civili massacrati dalle SS.
Gli americani liberano Mauthausen, l’ultimo campo
ancora funzionante.
6 maggio 1945
Arrivano gli alleati a Tolmezzo già sgomberata dal nemico.
Tra il 6 e il 10 i partigiani liberano il Canal del Ferro da Moggio
a Tarvisio: la tragedia è finita.
7 maggio 1945
Capitolazione generale della Wehrmacht, sottoscritta dal
gen. Jodl a Reims, al Q.G. di Eisenhower: sarebbe entrato
in funzione alle ore 0.01 del 9 maggio. Rainer, Globocnik e
gli altri dell’ Einheit “R” si erano rifugiati a Koetschach Mauthen
in nord Carinzia.
8 maggio 1945
Gli inglesi arrivano a Klagenfurt. Poche ore dopo arrivano anche
i partigiani jugoslavi che proclamano il Governo Militare Jugoslavo
della Carinzia slovena. Saranno costretti a ritirarsi il 25 maggio.
Rainer e Globocnik si rifugiano in alta montagna.
10 maggio 1945
Sulla Drava i cosacchi si arrendono agli inglesi.
20 maggio 1945
La divisione Natisone entra a Trieste.
28 maggio 1945
Sono arrestati sulla Drava circa 2.000 ufficiali cosacchi,
attratti da una falsa conferenza con il gen. Alexander.
29 maggio 1945
Arrivano a Dachau i primi automezzi italiani per i rimpatri.
Ultimi giorni del mese
Globocnik, Rainer e altri gerarchi si trovano sul monte
Latschur nella malga Mosslacher Alpe.
12.000 Domobranci sono consegnati dagli inglesi alla Jugoslavia.
31 maggio 1945
Una pattuglia inglese circonda la malga, disarma e arresta i gerarchi.
Comunicano a Globocnik che sarà consegnato agli jugoslavi.
Egli si avvelena con una capsula di arsenico.
1 giugno 1945
Gli inglesi consegnano ai russi i cosacchi. Qualche centinaio si suicida
nella Drava, circa un migliaio è ucciso nel lager Peggetz nel corso della
forzata consegna ai sovietici.
23 giungo 1945
Il Comando divisionale Osoppo presenta una denuncia al procuratore
del Re sui fatti di Porzûs.
Ottobre 1945
Rainer è trasferito a Norimberga per testimoniare al processo.
1946
Estate 1946
Rainer è internato a Dachau.
1947
13 febbraio 1947
Rainer è estradato a Lubiana.
10 luglio 1947
Inizia a Lubiana il processo, con 14 imputati.
19 luglio 1947
E’ letta la sentenza al processo di Lubiana: due imputati condannati
a pene detentive, sette impiccati, cinque fucilati.
19 agosto 1947
La sentenza è eseguita. Rainer aveva 44 anni.
Insieme a lui è giustiziato anche Ludwig Kubler, comandante
militare del Litorale Adriatico.
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