1947
La fonte della cronologia: Il “Messaggero Veneto”, direttore Enrico Mascilli
Migliorini.
Il primo numero è del 24 maggio 1946. E’ finanziato da un gruppo di industriali
veneti e milanesi che acquistano la tipografia che stampa “Libertà”.
Pur essendo di una pagina sola per disposizione del GMA (e 4 pagine la
domenica), riesce a stampare 5 edizioni giornaliere (Udine, Sinistra Tagliamento,
Destra Tagliamento, Gorizia, Trieste) e con la fine del Governo alleato,
una sesta, Monfalcone.
È un anno convulso e pieno di avvenimenti, nel quale si radicalizza la
contrapposizione tra i due blocchi - e quindi la politica della “guerra fredda” –
che condiziona fortemente la politica interna italiana, sempre più
subordinata a quella americana. Con il “piano Marshall” e la “dottrina Truman “,
gli Stati Uniti si pongono infatti apertamente alla guida politica ed economica dell‘occidente. In tutta l’Europa occidentale giungono a termine i governi di unità nazionale:
oltre ai comunisti italiani, nel corso dell’anno vengono espulsi dai rispettivi
governi quelli francesi, belgi e austriaci. La politica interna italiana è caratterizzata dal dibattito sulla Costituzione, dall’approvazione dei trattati di pace, dalla questione di Trieste e dalla
campagna elettorale per le elezioni del 1948. La Democrazia cristiana continua una politica conservatrice, di sostanziale
appoggio ai ceti medi, propagandisticamente celata dietro la morale cattolica.
Il Partito comunista prosegue una linea politica sostanzialmente immobilista,
nella convinzione che l’unica possibilità di azione reale, una volta esclusa
quella rivoluzionaria, sia nelle riforme, da realizzare anche attraverso il
mantenimento dell’alleanza con la DC.
I socialisti sono invece profondamente divisi al proprio interno tra la corrente
di Nenni e quella di Saragat. Nei diciotto mesi successivi alle elezioni del 2 giugno 1946 l’Assemblea
costituente si dedica a stilare il testo della nuova Costituzione.
Vengono definite forme di governo conformi ai canoni della democrazia
rappresentativa. Il regime parlamentare viene organizzato secondo il principio
bicamerale, nel quale le elezioni si tengono con il sistema proporzionale puro,
per cui tutti i partiti, anche quelli con una percentuale inferiore al 2%,
possono essere rappresentati alla Camera. Due dibattiti cruciali impegnano in particolar modo l’Assemblea costituente:
quello sui rapporti tra Stato e Chiesa e quello sul divorzio.
Lungo tutto il 1947 continua la difficile situazione economica del dopoguerra.
Il governo prende drastiche misure per l’avvio del risanamento e il contenimento
della spesa e dell’inflazione che insieme all’erosione dei salari, pesa soprattutto
sulle già drammatiche condizioni di operai e contadini.
Le manifestazioni popolari continuano ad essere represse duramente
dalle forze dell’ordine.
Nel primo semestre, l’inflazione è al 50%.
Dati economici CCIAA per il 1947
Disoccupazione: gennaio 53.202 – settembre 47.918 – dicembre 33.594.
La disoccupazione riguarda per lo più l’industria, ed è causata da mancanza
di materie prime, energia (elettricità e carbone); talvolta anche limitata
disponibilità di vagoni ferroviari.
Costo della vita (fatto 100 nel ’38): gennaio 3.615 – aprile 4.413.
L’industria (fatto 100 l’indice del ’38), nel maggio ’45 = 23; dicembre ’46 = 55;
agosto ’47 = 65; ma in dicembre, cotonifici al 108%..
Emigrati nel ’47: 7.150.
Il 4 gennaio De Gasperi parte per gli Usa. La delegazione italiana incontra i
massimi esponenti della politica americana, compreso il presidente Truman.
L’Italia riceve aiuti economici ma, in cambio, accetta di sottostare ai dettami
americani che prevedono l’inserimento del nostro paese nel blocco occidentale
con la piena adesione alla politica anticomunista che diventerà il fulcro
della guerra fredda.
Il 9 gennaio, all’università di Roma, all’apertura del XXV congresso dello Psiup,
l’ala saragattiana ne contesta la validità e ne indice un altro a Palazzo Barberini.
Viene quindi sancita la definitiva scissione in due nuovi partiti, lo Psli (poi Psdi)
di Saragat, di tendenze filoamericane e liberalconservatrici, e il Psi di Lelio Basso.
I lavori si chiudono il 13 gennaio e, il giorno stesso, Saragat rassegna le dimissioni
da presidente della Costituente.
12.1.1947
Il testo della mozione approvato dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU, a New York.
Il Consiglio approva il progetto del Territorio Libero di Trieste e ne accetta la responsabilità.Ora bisogna nominare il Governatore. Si fa il nome di Fiorello
La Guardia, che probabilmente non accetterà; o di un olandese o di uno svizzero.
Il Governatore dovrà avere l’approvazione di Italia e Jugoslavia,
ma non giungerà mai.
14.1.1947
E’ sorto il Movimento popolare friulano per l’autonomia con lo scopo di sostenere
la Regione Friuli alla Costituente. Nel Comitato esecutivo, Gianfranco D’Aronco,
Luigi Ciceri, Chino Ermacora, Alessandro Vigevano, Pier Paolo Pasolini,
l’avv. Luigi Pettarin di Gorizia, Attilio Venudo di Portogruaro,
Zefferino Tomè di Casarsa.
Cronaca di Gorizia: Le spoglie di Sauro riposino in terra d’Italia: non è possibile
che rimangano a Pola sotto il tallone straniero; ma neanche a Trieste perché
Noi riteniamo ch’esso sarebbe sempre in una terra sotto un dominio straniero
poiché non è meno straniera l’ONU di quanto lo sia la Jugoslavia.
Quindi a Roma, all’Altare della Patria.
16.1.1947
Cronaca di Gorizia. Favorevoli alla Regione Veneto. Rammarico perché Gorizia
non è stata consultata dalla sottocommissione della Costituente. Alcuni esponenti dell’industria, commercio, artigianato e finanza si oppongono alla regione Friuli
con capitale Udine: meglio una regione Veneto. Si chiede poi che la provincia
di Gorizia sia conservata e vi siano annessi Monfalcone, Grado e Cervignano.
17.1.1947
Ultime ore di Pola italiana. Una città vuota quella che passerà a Tito.
Nessuno vuol rimanere e anche gli slavi chiedono di dividere la sorte degli esuli,
per non rivedere i “drusi”.
Il 17 gennaio, al rientro di De Gasperi dagli Usa, Nenni abbandona il Ministero
degli esteri.
18.1.1947
Pordenone. Pollice verso. Il Consiglio comunale sfavorevole alla Regione Friuli
e favorevole al grande Veneto.
19.1.1947
Gorizia: Il voto della D.C.. Considerando il fatto che attraverso i voti espressi
dagli esponenti delle varie correnti politiche in seno alla seconda
sottocommissione per la Costituente, la creazione dell’ente regione può
considerarsi ormai assicurata e che la seconda sottocommissione ha approvato
la regione giulio – friulana con la provincia di Udine e quanto rimane all’Italia
delle province mutilate di Gorizia e Trieste, approva la regione Giulio – Friulana
che continui nell’ambito dell’unità nazionale a mantenere compatti gli elementi
della Venezia Giulia ingiustamente dilaniata… Insiste per il mantenimento
delle province e reclama Monfalcone e Cervignano.
Mentre gli istriani abbandonano la terra natale… migliaia di Macedoni pronti
a slavizzare l’Istria.
Il 20 gennaio De Gasperi presenta le dimissioni del suo governo.
21.1.1947
Al Consiglio comunale di Tolmezzo, per la regione Friuli 14 sì e 3 no. Il 21 gennaio De Nicola conferisce a De Gasperi l’incarico di formare un nuovo
governo.
23.1.1947
Gorizia. Piroscafo da Pola con fuggiaschi, masserizie, malati.
Sul cassero: seggiole, macchine da cucire, materassi, un taxi, un contrabbasso,
un cavallo, sette asinelli….
Risposta a un lettore angosciato di Gorizia: il confine nella città è una linea
assurda, che nasce dalla volontà di lasciare agli jugoslavi tutta la ferrovia.
24.1.1947
Consiglio comunale a Udine, con defezioni più o meno diplomatiche.
Voto favorevole sulla Regione Friuli, con 26 sì, 4 no, 4 astenuti.
28.1.1947
A proposito della scissione socialista, a Udine Il convegno socialista cittadino si
pronuncia per l’autonomia, autonomi finché si può per decidere serenamente sull’opportunità o meno della scissione.
Trieste, articolo firmato Carsico, Trieste nave senza nocchiero: Trieste è depressa, abulica, indifferente. Fra qualche tempo noi possiamo trovarci di fronte al fatto
compiuto della proclamazione del Territorio Libero, e fra tre o quattro mesi alle
elezioni per l’assemblea del nuovo staterello… E vi è un articolo dello Statuto
di Trieste approvato a Parigi e New York che dice che i triestini domiciliati
dopo il giugno 1940 e i loro figli diventeranno cittadini del T. L.
Però potranno optare per l’Italia e Il Territorio potrà esigere che… trasferiscano
la loro residenza in Italia. Clausola voluta dal rappresentante russo,
che nasconde la volontà di eliminare gli italiani. Perciò nessun triestino
deve optare.
Trieste: Vita della città in cifre: 262.514 abitanti; più mortalità che nascite.
Triste primato sugli illegittimi: 24 su 215 legittimi.
31.1.1947
Vent’anni di reclusione ad un ex tenente della D. T.E’ Primo Giuseppe Persello
di Moruzzo. Avrebbe causato la morte di Giacinto Calligaris.
Trieste: Si scioglie il CLN triestino. La difesa dell’italianità assunta direttamente
dai partiti.
Il 2 febbraio entra in carica il terzo Ministero De Gasperi, composto da DC, Pci,
Psi e indipendenti. Le sinistre perdono due Ministeri importanti, quello delle
finanze e quello degli Esteri.
4.2.1947
“NO”. Riguardo alla Commissione dei 75 che ipotizza una autonomia speciale
tipo Alto Adige. “Come avviene che mentre il PCI è in massima contrario alle
autonomie regionali, proprio Togliatti vorrebbe oggi per il Friuli una
autonomia speciale? Quale legame vi può essere fra questo atteggiamento di
Togliatti e le trattative da lui stesso mesi orsono avviate con Tito e fallite soltanto
di fronte alla generale insurrezione della coscienza italiana?”.
Udine: ieri 150 minatori friulani (secondo scaglione) partiti per la Francia.
7.2.1947
Ci si oppone in modo energico. O. d. g. dell’Associazione per la rinascita economica
e artistica di Venezia, contro la regione Friuli. I veneti costituirono per lunghi secoli
una sola famiglia.
Gorizia, presa di posizione della Lega nazionale, a proposito della firma del trattato
di pace che avverrà il 10 febbraio: Bandiere abbrunate nella triste data. Italiani! Custodiremo sempre nell’animo dolente, finché avremo vita, il ricordo di una data tristissima: 10 febbraio 1947… Abbrunate le bandiere, con il lutto ancor più profondo
nel cuore, resti asciutto il ciglio, resti salda la determinazione: qui vive, qui vivrà
sempre l’Italia. Il 7 febbraio il Consiglio dei ministri decide di firmare il trattato di pace
senza consultare la Costituente, che dovrà solo ratificarlo.
8.1.1947
Energica protesta contro il tentativo di togliere al Friuli le caratteristiche di regione
italiana. O. d. g. del Comitato regionale per l’autonomia friulana contro la proposta
dell’on. Fabbri, appoggiata da Togliatti, per lo statuto speciale. L’8 febbraio Terracini sostituisce Saragat alla presidenza della Costituente.
9.2.1947
La DC di Trieste pubblica il seguente manifesto: Giuliani, oggi 10 febbraio 1947
alcuni uomini apporranno senza convinzione pallide firme sui fogli di un trattato
iniquo… Nasce, frutto di colpe e di baratti vergognosi, la creatura più inutile
e fragile che l’umana insipienza abbia donato al mondo, il Territorio Libero.
Nessuno lo vuole; solo uno sparuto manipolo di illusi e di rinnegati ha preferito
al proprio popolo di antica civiltà… l’inganno di un regno lillipuziano
in mano a stranieri….
Il 10 a Parigi, vengono firmati i trattati di pace tra le potenze vincitrici e
gli ex alleati della Germania. L’Italia perde tutte le colonie.
La maggior parte della penisola istriana, parte della Venezia Giulia, l’Istria,
Fiume e Zara vanno alla Jugoslavia e viene sancita la costituzione del
Territorio libero di Trieste (Tlt), costituito fin dalla Conferenza di Parigi
e posto sotto la guida di un governatore designato dall’Onu.
Altre clausole del trattato sono dedicate alle riduzioni delle forze armate e
alle riparazioni dovute alle nazioni aggredite: l’Italia deve pagare
complessivamente 360 milioni di dollari a Russia, Grecia, Jugoslavia,
Albania e Etiopia. In tutto il paese vengono osservati dieci minuti di silenzio per protestare
contro l’imposizione dei trattato.
Sforza, ministro degli Esteri, ne chiede la revisione.
10.2.1947 - Firma del Trattato di pace. Sforza, ministro degli Esteri, in una
nota di protesta per il trattamento impostoci, manifesta il proposito di
chiedere la revisione del Trattato. La Jugoslavia dichiara di non rinunciare
ai "propri diritti" su tutta la Venezia Giulia e progetta di rioccupare Trieste,
il presidente Truman ordina l'invio di rinforzi militari.
In base al Trattato di pace, la Jugoslavia amministra la Zona B
a "titolo temporaneo" e deve limitarsi alla normale amministrazione
con assoluta imparzialità tra i gruppi etnici.
La Jugoslavia applica invece tutti i possibili mezzi per cancellare ogni aspetto
italiano nella zona.
Il Consiglio di sicurezza dell’ONU, cui spetta la nomina del Governatore di
Trieste, condizione per la creazione del Territorio libero di Trieste,
non riesce ad accordarsi. La Francia suggerisce che l’Italia e la Jugoslavia
si accordino fra loro: nessuna delle due parti si dichiara consenziente sui
candidati proposti dall’altra. Il problema torna al Consiglio di sicurezza che se ne occupa, senza risultati,
tra la fine del 1947 e la primavera del 1948.
11.2.1947
L’Italia ha firmato. A Montecitorio L’Assemblea sospende i lavori in segno di
alta e solenne protesta.
A Udine, 10 minuti di sciopero generale alle 11.
Trieste: Tricolori abbrunati nel giorno iniquo e giuramento di fedeltà alla
Madre Patria.
Il TLT è una soluzione di compromesso: la maggior parte della Venezia Giulia è
assegnata alla Jugoslavia; però l’oggetto principale del contendere, Trieste,
a nessuno, essendo posto sotto l’egida dell’ONU.
12.2.1947
Alla Corte speciale d’assise di Udine, 30 anni al sacilese Luciano Trani di Sacile,
milite della Tagliamento, già della Banda Spollero, accusato anche di aver ucciso
tra Vigonovo e Fontanafredda il partigiano Ferruccio Ognibene “Lira”.
14.2.1947
La salma del generale americano R.W.M. Winton tumulata nel cimitero militare
di Adegliacco. È stato ucciso da Maria Pasquinelli, già informatrice della X MAS.
18.2.1947
A Tolmezzo referendum tra socialisti: 50% nenniani, 50% autonomisti.
21.2.47
“L’A.N.P.I. segnala alla procura un articolo stonato”.
È un articolo su un quotidiano udinese titolato “La guerra in Balcania”,
di Giacomo Zanussi, in cui tra l’altro si dice: “l’unico, vero, imperdonabile
crimine commesso in questa guerra da noi italiani, è quello di averla perduta”.
“L’iniziativa per l’autonomia socialista abbandonata”. Il Comitato promotore per
una organizzazione autonoma della Federazione socialista friulana di fronte al
PSI e al PSLI, pur ritenendo il tentativo di tenere unite almeno in provincia le
forze socialiste meritevole, con rammarico nota che le sezioni che hanno votato
non si sono avvicinate all’unanimità e quindi si scioglie.
22.2.1947
Il parere degli avvocati. Autonomia friulana? 21 sì, 17 no. Autonomia speciale?
Unanime il NO.
26.2.1947
Pordenone: dalla stazione partono 103 operai per Udine, dove c’è il
concentramento di tutti gli emigranti in Francia.
A Trieste 150 mila persone hanno sottoscritto la Promessa di fede alla Patria.
1.3.1947
Si celebra il processo Leschiutta. Sarà condannato a 8 anni; 12 a De Torres, 4 a Meneghini.
4.3.1947
Provocazione al Verdi di Gorizia: recita di una compagnia slovena.
Pioggia di manifestini tricolori sulle teste degli spettatori. Grida bestiali
dei filo titini e intervento della polizia.
11.3.1947
Inaugurata una lapide in memoria di tre Caduti alla SAFAU.
Sono Oreste Cotterli, Renato Lardini (fucilato a Tricesimo il 4.2.45) e Aurelio
Desinano (morto nel bombardamento di Udine del 23.2.45).
12.3.1947
Flussi e riflussi sulla regione Friulana. Netto rifiuto da Portogruaro.
Quanto ci vuole per convincere gli accaldati fautori della Regione friulana che
il problema visto a qualche decina di chilometri da Udine presenta una facilità
di soluzione tale da non lasciar ombra di dubbio alcuno?
Domanda che affiora spontanea sulle labbra di ogni buon cittadino che prima
di sentirsi friulano si senta veneto e soprattutto si ricordi di essere italiano.
Si ravvedano dunque i friulanisti….
Il 12 il presidente americano Truman sostiene che gli Stati Uniti devono essere
pronti a intervenire a difesa dei regimi democratici e a contrastare l’azione di
minoranze interne (comuniste) e pressioni esterne (dell’URSS). E’ l’elaborazione
di quella che sarà chiamata “dottrina Truman”, legata al “piano Marshall”.
Il politologo americano Walter Lippmann, per definire il conflitto permanente tra
i blocchi contrapposti conierà la definizione di “guerra fredda”.
13.3.1947
La Madonna Missionaria. Trionfo di fede per le valli carniche.
La statua accompagnata da mons. Biasutti è giunta l’8 a Cedarchis.
Domenica 9 processione verso Salino; lunedì a Dierico e alla sera a Paularo,
portata da sei giovani a piedi scalzi. Martedì verso Ligosullo su una strada spalata
dalla neve dai cittadini; mercoledì a Treppo Carnico dove si fermerà fino al 19.
Poi Paluzza, Cercivento, Sutrio, Piano d’Arta fino al 23; quindi a Zuglio e
alle 19 di sera a Tolmezzo
Pordenone: nel Partito socialista, 18 per il PSLI, 28 per il Psi, 3 astenuti.
La riunione si è poi conclusa nella più viva cordialità e con l’auspicio che tutti
i socialisti possano ritrovarsi un giorno nuovamente uniti.
19.3.1947
150 operai friulani partiti per la Francia.
Processo a Trieste alla fiorentina Maria Pasquinelli, la donna che il 10 febbraio
uccise con tre colpi di pistola il gen. Winton per protesta contro il trattato di pace
imposto all’Italia. Il processo è tenuto in inglese con un interprete polacco.
Presiede il col. Americano Chapman.
Giunge a Gorizia la Commissione per la delimitazione provinciale del confine,
composta da italiani e jugoslavi assistiti da rappresentanti dei Quattro grandi.
Al Teatro Verdi di Gorizia, successo della “Cavalleria” e dei “Pagliacci”.
Lo spettacolo si chiude col canto dell’Inno di Mameli.
23.3.1947
Trieste: La Pasquinelli sottoposta a perizia psichiatrica.
(sarà giudicata sana di mente).
Il 23 l’Assemblea costituente approva l’articolo I della Costituzione in cui si dice
che l’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro.
Due giorni dopo approva l’articolo 7, che regola i rapporti tra Stato e Chiesa.
Nell’acceso dibattito precedente il punto centrale di discussione era stato
l’inserimento nel nuovo ordinamento costituzionale del Concordato del 1929,
firmato da Mussolini. Togliatti, a sorpresa, aveva annunciato il voto favorevole
dei comunisti, giustificandolo con la necessità della pace sociale.
25.3.1947
Il futuro di Trieste come lo vede il “Times” che definisce il TLT Topolinia.
27.3.1947
In Cassazione il ricorso contro l’assoluzione del Prefetto Bruno Coceani.
29.3.1947
Omicida della “MAS” condannato all’ergastolo. E’ il dott. in legge Matteo Ferro
da Catania. A Sacile aveva fatto catturare, seviziare e fucilare in piazza
Gino Coltro, che sarebbe stato il responsabile della morte di Balliani.
30.3.1947
A Udine In piazza Matteotti esiste un turpe mercato. Quando scendono le
ombre della sera essa si popola di donnine e di “cavalieri”, in un ripugnante
spettacolo di facili amori.
1.4.1947
Ciack: si gira sul colle del Castello. Sarebbe il film Madre di eroi di Soldati.
Trieste: Menti sconvolte dalla guerra. Due altre donne si uccidono lanciandosi
dal quarto piano.
2.4.1947
Quattordici salme di italiani estratte dalla foiba di Ternovizza.
5.4.1947
A Udine: Non si può vivere protestano le nostre donne. Una manifestazione
dinanzi alla Prefettura per l’insostenibile rialzo dei prezzi.
A Gorizia: Diritto a cinque banane della California a 12 lire l’una presentando
la tessera quadrimestrale. Pesce d’aprile e un diluvio di richieste.
11.4.1947
Maria Pasquinelli condannata a morte dalla Corte alleata. La fiera risposta:
Non chiedo grazia agli oppressori della mia Patria.
Trieste: Un’altra salma è stata identificata: Sigfrido Giorgio Villa,
scomparso il 19.11.43.
12.4.1947
A Udine, di fronte al listino imposto, Rimangono i prezzi, ma spariscono
i generi.
A Gorizia, il PC giuliano diventa Pci; ma la sede è la stessa, via Vittorio Veneto 18,
In quella casa… dalla quale nel tempo cruciale della lotta per l’italianità di Gorizia sventolava non solo una grande bandiera jugoslava, ma anche un brillante festone titeggiante che si stendeva da un lato all’altro della strada. Così una delle sedi
dell’UAIS o associazioni dipendenti adesso diviene sede del camaleontico partito antitaliano, sotto il suo nuovo nome togliattesco.
13.4.1947
Una centrale termoelettrica inaugurata a Rugliano presso la conceria Cogolo
(180 operai circa) con una potenza di 150 Kw ora.
15.4.1947
Gli insegnanti “comandati” a riprendere i loro posti dal ministro Gonnella che
minaccia licenziamento per i precari e diffide a quelli di ruolo.
Erano in sciopero dal 14. Riunione alle Medie di Udine e telegramma:
Continuiamo compatti sciopero fino raggiungimento rivendicazioni nonostante inqualificabile telegramma Ministero Pubblica Istruzione che vivamente deploriamo. Sindacato Scuola Media Udine.
16.4.1947
I martiri di Torlano inumati nel loro cimitero (martedì 15).
17.4.1947
Su iniziativa del “Tempo” di Roma, migliaia di firme raccolte per la grazia
alla Pasquinelli.
A Trieste, conferenza stampa del col. Bowman, la prima nel ’47.
Si parla tra l’altro del gas che non c’è (perché manca carbone), dell’estensione
a Trieste dell’amnistia di Togliatti (attualmente, dato il prossimo trapasso dei poteri,
non intende effettuare tale estensione); sulla polizia femminile (ha detto che tale
idea non va molto a genio ad alcuni cittadini, ed ha chiesto quindi il parere dei
giornalisti presenti). Se sono belle, ha detto uno.
22.4.1947
Trieste: L’esonero del Rettore magnifico ordinato dal Governo Militare Alleato.
Si tratta di Ermanno Cammarata, sostituito da Pierpaolo Luzzatto Fegiz
(che non accetterà). Dure proteste per l’attacco alla autonomia dell’università,
non toccata nemmeno dai tedeschi.
23.4.1947
Trieste: Sciopero degli studenti che presidiano l’Ateneo.
24.4.1947
Solidarietà piena di tutti gli Atenei italiani. I rettori designati non accettano:
dopo Luzzatto, Riletto, designato quale professore anziano.
26.4.1947
Ateneo occupato. Una delegazione goliardica dal col. Bowman. Si desume che
Angelo Ermanno Cammarata è rimosso per ragioni amministrative; l’ufficio legale
del GMA ha detto che è tutto in regole e non si torna indietro.
Alla richiesta di quali sono i gravi motivi della rimozione, non risponde.
27.4.1047
Sciopero delle scuole goriziane in solidarietà con l’Università di Trieste.
A Trieste riprendono le lezioni con Cammarata rettore. Il Senato accademico
ringrazia della solidarietà espressa dalla Costituente: Meglio non potevasi alzare
dalla Costituente italiana una voce che rivendicasse in faccia al mondo il diritto
di Roma contro il diritto di Brenno….
30.4.1947
Un immenso rogo che diverte gli spassosi “Yankee”. Da un camion appiccano
con l’accendino il fuoco a un carro di fieno e se ne vanno allegri.
La prefettura di Udine annuncia che il 22 e il 29 maggio si voterà per le
amministrative in 20 comuni, dei quali 13 recentemente ricostituiti.
Sono: il 22 Arzene, San Martino al Tagliamento, Valvasone,. Il 29, Aquileia, Arta,
Camino, Corno di Rosazzo, Fiumicello, Fagagna, Montenars, Pagnacco, Preone,
San Giorgio di Nogaro, San Vito di Fagagna, Tapogliano, Terzo di Aquileia,
Tavagnacco, Zuglio.
1.5.1947
Trieste. Il 30 sera, fiaccolata slava permessa dal GMA per il 1° maggio.
Vari cortei in città si dirigono verso un punto comune, ma in due scoppiano
bombe a mano. In tutto 30 feriti, dei quali 14 trattenuti in ospedale. A uno
è amputato un arto.
A Gorizia, tre bombe a mano contro il corpo di guardia jugoslavo di Villa San Giusto,
che risponde con sventagliate di mitra. Critiche del giornale agli attentatori,
ma anche ai soldati jugoslavi la cui avventatezza avrebbe potuto danneggiare civili.
L’attività politica del paese viene interrotta da un avvenimento drammatico, la
strage di Portella delle Ginestre, il 1° maggio, quando la banda di
Salvatore Giuliano, per conto della mafia, spara sulla folla di contadini riuniti
per la Festa del lavoro per ricordare chi avesse veramente il potere, nonostante
le elezioni. Si contano 11 morti e 65 feriti.
Il giorno successivo la CGIL proclama lo sciopero generale cui non aderisce
la corrente democristiana che lo considera un’ingerenza nella sfera della politica.
3.5.1947
La Camera del lavoro di Udine decide uno sciopero in provincia dalle 11 alle 12
di sabato 3, per protestare contro l’eccidio di Palermo.
La cronaca di Trieste commenta la manifestazione degli slavi: I forestieri hanno
celebrato il 1° Maggio a Trieste, asserendo che si tratta di slavi defluiti dalla zona B.
Il 5 maggio De Gasperi incontra Nenni e Togliatti e sostiene la necessità di una nuova formula di governo. I democristiani propongono di allargare la base di governo per chiarire la situazione politica del paese. Il 13 De Gasperi si dimette.
6.5. 1947
La Cassazione di Roma conferma le condanne a morte per Rebez, Rotigni e Ruggero.
7.5.1947
A Palazzo Attems a Gorizia, personale di Zigaina.
10.5.1947
Megalomanie titine. “Nuova Gorizia” sorgerà fra le bicocche di Salcano.
14.5.1947
A Gorizia I sindacati unici sono stati improvvisamente sciolti!. Erano filo slavi;
gli aderenti dovrebbero confluire nella Camera del lavoro.
E adesso bisogna badare che l’unità sindacale non si trasformi in una pugnalata
alle spalle degli italiani.
A Trieste Continua l’agitazione dei detenuti politici per l’estensione dell’amnistia
a Trieste.
Il 14 maggio a Washington, Alberto Tarchiani, ambasciatore italiano, viene ricevuto
dal presidente degli Stati Uniti che garantisce l’appoggio americano a un governo
ancora presieduto da De Gasperi, ma che escluda i comunisti. Il 16 maggio De Nicola incarica Francesco Saverio Nitti che però, non riuscendo
a creare una maggioranza parlamentare, poco dopo rinuncia.
18.5.1947
L’ondata. Articolo firmato Dub. …Io ritengo… che l’unico motivo per il quale
un atto colonizzativo non solo è lecito ma doveroso davanti a Dio, è il fatto che
i popoli più dotati di civiltà devono farsi missionari di progresso verso i popoli
meno dotati, che ad essi piaccia o no. Se poi il caso vuole che il territorio
di questa popolazione meno dotata sia suscettibile di sfruttamenti, tanto meglio….
20.5.1947
Triste pellegrinaggio di parenti alla centrale di polizia di Trieste. La vittime dell’abisso “Plutone”.
21.5.1947
Pordenone: La Medaglia d’Oro alla memoria di Franco Martelli.
22.5.1947
Maria Pasquinelli non verrà fucilata. La pena è commutata in ergastolo dal
Comando supremo alleato, dopo l’intervento di De Nicola.
Il 24 l’incarico ritorna a De Gasperi, il quale dichiara subito di voler formare un
governo di centro con l’appoggio parlamentare di tutti i partiti di destra.
Il 27 maggio è approvato il “lodo De Gasperi” che, chiamando gli agrari a
contribuire alla riparazione dei danni di guerra, in sostanza stabilisce un
aumento per i mezzadri nella quota di riparto.
28.5.1947
Il Friuli importa oltre 400 mila ettolitri. La produzione raggiunge i 300 mila
ettolitri annui di vino e il consumo oltre 700 mila. Nella sola Udine
si spacciano circa 1000 litri al giorno.
Trieste: La nuova Università è stata derequisita.
Era sede militare: dal ’43 dei tedeschi, dopo degli alleati.
30.5.1947
Un Preside di scuola percepisce quanto un contabile.
Il 31 viene votata la fiducia al IV Ministero De Gasperi, il primo senza le sinistre e
con due ministri chiave complementari: Scelba, agli Interni, ed Einaudi, alle Finanze.
Il primo, celebre per la creazione della “Celere”, è un conservatore reazionario
che subito epura le forze dell’ordine da tutti gli ex partigiani e le rende strumento
di repressione contro tutte le manifestazioni di operai e contadini; il secondo, ex governatore della Banca d’Italia, riduce drasticamente la quantità di moneta in
circolazione congelando il 25% di tutti i depositi bancari e introducendo altre
restrizioni al credito. Questo naturalmente provoca una durissima crisi nella
piccola e media industria alla quale seguono massicci licenziamenti.
In questo senso la politica di Einaudi fornisce dunque gran parte della base materiale
per la vittoria democristiana del 1948. Questo era proprio ciò che volevano
gli Stati Uniti, i quali avevano chiesto rigide misure interne come condizione di base
per fornire il proprio aiuto all’Italia.
1.6.1947
Il Friuli si raccoglie attorno al suo Gonfalone. Consegna della Medaglia d’Oro.
Da Udine partiti per la Francia circa 300 operai.
Un’altra foiba scoperta sul Carso. E’ l’abisso di Padriciano.
3.6.1947
La Medaglia d’Oro brilla sul nostro Gonfalone. Discorsi di Cosattini, dell’on.
Gasparotto, di Luigi Longo, durante il cui discorso però il microfono si guasta.
Continua lo stesso. Poi l’on. Ceuna a nome di Mattei.
A Udine, Dopo la grande manifestazione. Gruppi di persone scendono a vie
di fatto. Episodi di violenza con spari e feriti in tre punti della città.
Trieste: Il treno tricolore dei partigiani triestini. Alla cerimonia di Udine, circa
800 da Trieste, 200 da Monfalcone, 200 da Gorizia e gruppi individuali
da altre stazioni.
4.6.1947
A Udine, la Corte d’assise speciale condanna a 24 anni Arnaldo Patriarca
di Tarcento, colpevole dell’assassinio del partigiano Pier Giuseppe Marangoni
di 17 anni, il 2.4.45 a Colle Rumiz, villa Spezzotti.
Il 5 giugno George Marshall, segretario di Stato americano, annuncia un piano
di aiuti per la stabilizzazione politica ed economica dell’Europa occidentale.
Sì tratta dell’Erp (programma di ricostruzione europea) che sarà poi ricordato
come “piano Marshall”.
Il 7 su “Civiltà cattolica” padre Lombardi invita ad una “mobilitazione generale
contro il comunismo”. Lo stesso giorno si chiude il primo Congresso nazionale della Cgil nel quale
si palesano le divisioni interne.
Giuseppe Di Vittorio viene eletto segretario generale.
10.6.1947
A Udine L’imponente raduno della Gioventù Cattolica: oltre 13.000.
11.6.1947
A Trieste il col. Bowman è sostituito dal col. James J. Carnes.
Lascia Trieste senza essere accompagnato dal rimpianto degli italiani, i quali
hanno visto in lui… più il militare ansioso di far sentire l’autorità degli ordini che
non si discutono, che l’uomo di governo.
Ordine di fermo per Angelo Cecchelin che si ritiene sia nel Veneto. È collegato
al ritrovamento nella foiba Platone dell’attore Nino D’Artena, che era stato nella
compagnia di Cecchelin, che lo avrebbe fatto arrestare come afferma lui stesso
in una lettera.
12.6.1947
Il costo della vita nel suo vertiginoso salire. Rispetto al ’38 il costo della vita è
salito di 47 volte per gli alimentari e 38 per il resto. E salari e stipendi?
13.6.1947
Il Consiglio comunale di Udine decide l’acquisto dell’Ospedale vecchio dall’ente
militare.
19.6.1947
A Udine, Il mangiatore di raganelle. In via Zanon il singolare spettacolo di un
padre di famiglia disoccupato. È di Madrisio di Fagagna, 43 anni, moglie e sei figli.
20.6.1947
In prima pagine: La teppaglia slavo-comunista assalta e percuote il Vescovo di
Trieste, a Capodistria in canonica. Il Presule… è stato percosso con bastoni
e pugni, minacciato con coltelli. La furia dei senza Dio si è spinta fino a fargli
degli sfregi con dei rasoi ed a strappargli le vesti, ormai insanguinate,
riducendole letteralmente a brandelli.
In Friuli i disoccupati sono 51.833.
Il 21 giugno l’Assemblea costituente vota, con 274 voti (democristiani liberali e qualunquisti) a favore e 231 contrari (comunisti, socialisti, azionisti, repubblicani, socialdemocratici) la fiducia al governo De Gasperi, confermando così la fine
della coalizione antifascista.
Il 23 il governo pone una taglia di 3 milioni sul bandito Giuliano, dichiarando di
voler definitivamente stroncare ogni forma di banditismo politico in Sicilia.
24.6.1947
In partenza da Udine 650 per la Francia.
Il 27 giugnola Costituente approva l’articolo 108 sulle regioni a statuto speciale
(Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Sicilia e Sardegna).
29.6.1947
La Regione Giulio- Friulana. Una grave minaccia all’integrità nazionale.
Vivo disappunto di Gorizia italiana per il “tradimento interno”. Ci si riferisce all’emendamento votato di Fausto Pecorari e Tessitori all’art. 108, per lo statuto
speciale. Proteste dell’UQ, che a Roma ha votato sì.
1.7.1947
Nessuna innovazione sulla divisione dei prodotti. La tregua mezzadrie.
Gli agricoltori proprietari precisano: nella cambia nella divisione a metà dei
prodotti, cardine questo su cui poggia l’istituto della mezzadria.
Una mozione dell’U.Q. avversa all’autonomia speciale.
“…Dolorosamente sorpreso per l’improvvisa concessione della autonomia
speciale al Friuli, sulla base di quelle concesse alla Valle d’Aosta e all’Alto
Adige, dove regioni etniche, economiche, politiche forse potrebbero giustificare
della concessione, mentre per il Friuli tali ragioni non solo non sussistono
ma anzi manifestamente si oppongono: interpretando il pensiero della totalità Qualunquista del Friuli; denuncia al popolo friulano la manovra inscenata di
sorpresa alla Costituente da due deputati, i quali per appartenere alla
contestata terra Giulio – friulana avrebbero dovuto e potuto avvertire la gravità
delle conseguenze del fatale distacco dalla Madre Patria. Segnala il subdolo atteggiamento del P.C.I., il quale, contrario ad ogni forma di autonomia,
si è dichiarato favorevole all’autonomia speciale della nostra terra, per ragioni
che ognuno facilmente avverte; afferma la necessità che, in decisioni
riguardanti la sorte di un popolo o di una parte di esso, soltanto il popolo
ha diritto di scegliersi la forma di governo che crede più consona ai suoi interessi
ed alle sue tradizioni, e pertanto rileva l’inderogabile necessità di sottoporre la Costituzione al vaglio e al libero voto del Popolo italiano”.
Gorizia. Allarme e indignazione per la concessione dello “Statuto speciale”.
Le conseguenze potrebbero anche “-Quod Deus advertat, divenire tragiche
e letali”. Lo statuto speciale può non essere pericoloso per le due isole,
ma “è invece denso di incognite per le regioni di confine…
Autonomia speciale significa estraniare la regione dalla vita nazionale
ed uccidere l’irredentismo, spegnere cioè la fiaccola dell’italianità agitata
per Trieste e per l’Istria…”.
2.7.1947
Ancora proteste di partiti contro lo statuto regionale. Dopo UQ e PLI,
anche il PSLI.
3.7.1947
Proiettati improvvisamente in un mondo non voluto, articolo di Egidio Zoratti.
A Gorizia, Ancora contro lo statuto speciale della Regione
Friuli - Venezia Giulia. Telegramma della Lega nazionale al presidente della
Costituente: “Affrettato voto Costituente venerdì annienta opera sessagenaria
nostra istituzione, insidia integrità Patria, rende illusoria agognata libertà,
pregiudica pacifica convivenza popoli vicini, deve essere riveduto,
meglio soppresso”. Intanto i DC tacciono.
4.7.1947
La riconoscenza del Friuli per la assistenza del “Dono Svizzero”, nella Sala
del Lionello alla presenza del sindaco Cosattini, prefetto e rappresentante
del GMA: 40 baracche ammobiliate, 5 tonnellate di generi ricostituenti,
22 di alimenti, 5.400 capi di vestiario, 15 camere ammobiliate ecc.
Trieste: L’autonomia del Comune in un’affermazione del Consiglio
(dedicato al col. Carnes). “…Il peccato originale (del GMA) sta in ciò,
che il governo alleato venne a Trieste, e qui si installò, non già con gli stessi
criteri con i quali si sarebbe installato a Venezia, ma considerando Trieste una
città per metà italiana e per metà slava, e non già una città italianissima…
La spruzzaglia di slavi che irrora la sua periferia non incrina minimamente
il suo carattere tipicamente e sostanzialmente italiano.
L’errore maggiore del GMA è stato quello di aver dato più ascolto ai rumori
di una propaganda forsennata svolta da gente straniera e da elementi politici
asserviti a partiti e ideologie straniere,
che alla serena voce della realtà e della storia…”.
5.7.1947
Udine: Vibrata protesta della Deputazione provinciale contro lo statuto speciale.
La mozione di condanna approvata con 6 sì, 3 no, 2 astenuti.
Essendo il presidente Livi stato nominato dal CLN, la rottura dovrebbe portarlo
alle dimissioni (che, date, saranno respinte).
Anche l’ordine degli avv. di Udine contro lo statuto speciale.
6.7.1947
Implicita condanna nell’ordine del giorno Candolini: riunione del Comitato per
l’autonomia friulana, alla cui fine sono presentate 3 mozioni, una di Livi (contrario),
una di D’Aronco (favorevole) e quella di Candolini, approvata con 9 sì, la quale “…conferma la decisa richiesta (che) per il Friuli – Venezia Giulia venga escluso
ogni riferimento ad analogie di situazioni con la Val d’Aosta, il Trentino e l’Alto Adige
e ogni riconoscimento di regione a carattere mistilingue perché nella regione
esistono solo minoranze allogene per la tutela dei diritti umani e civili delle quali
varranno il senso civile dell’Italia democratica e gli impegni che in proposito l’Italia assumerà col trattato di pace”.
8.7.1947
Coro di proteste contro lo statuto speciale da parte dell’Associazione
agraria friulana.
Da Udine: Abbiamo intervistato l’avvocato Mario Pettoello Senior dell’U.Q.
“…E’ un altro dei magnifici regali che, dopo lo strangolamento della libertà di
stampa e dopo il divorzio, ha voluto fare la DC in pieno accordo con il P.C.I….
Ho letto la spiegazione che ha dato l’on. Piemonte sul voto alla Camera…
ci ha spiegato come l’Assemblea abbia appresa e valutata questa speciale
autonomia da Tessitori precipitosamente presentata in funzione
d’intesa col mondo slavo. Testuale… La Camera applaudì… e la Regione
Giulio friulana fu”.
Pordenone: Riprovazione e protesta dei pordenonesi per l’autonomia
speciale al Friuli. Telegramma a De Nicola, Terracini e Nitti di tutti i partiti.
12.7 1947
A Udine in piena crisi la Deputazione provinciale, non solo per le dimissioni
di Livi, ma anche di 4 DC. I deputati sono di nomina prefettizia.
13.7.1947
Il GMA nominerà un suo funzionario per il commissariamento della Provincia
di Udine. Sarà il vice prefetto Roberto Fradella.
A Udine, Congresso provinciale dell’Associazione nazionale combattenti
e reduci. All’unanimità respinta l’ipotesi di statuto speciale.
15.7.1947
Al presidente della Costituente: Maestri friulani risorta Associazione Unione
magistrale sconfessano autonomia speciale Regione Friuli – Venezia Giulia:
18.7.1947
Domani Radio Udine inizierà le sue trasmissioni.
A Trieste Il sottocapo di Scotland Yard è giunto a Trieste.
Inizia lo scandalo della corruzione nei lavori pubblici (Public Works Office)
che coinvolgerà ufficiali alleati (che saranno processati dalle corti marziali)
e persone locali, processate dal tribunale alleato..
20.7.1947
Dalla fine della guerra Sedici navi varate dai CRDA. Ventuno in lavorazione.
22.7.1947
A Udine il Sindacato scuola media contro lo statuto speciale
23.7.1947
A Gorizia La vertenza mezzadrie risolta. Il GMA estende alla zona A il Lodo De Gasperi, 53% al mezzadro, 43% al proprietario, 4% migliorie.
31.7.1947
Pordenone: L’impellente necessità della nostra emigrazione.
Riunione di tutti i rappresentanti delle associazioni emigranti.
In un ordine del giorno si rivendica la liberà di emigrare, specialmente
con le proprie famiglie, come evidenzia il successo dell’emigrazione in
Argentina, “Stato cattolico che offre le condizioni ambientali naturali e
morali più idonee alle esigenze dei veneti e dei friulani”.
Trieste: Un po’ di statistica sulle scuole slave che sarebbero favorite dal GMA
e che sono poco serie, danno titoli facili che un giorno saranno equipollenti
ai nostri.
2.8.1947
A Udine, Animata assemblea dei commercialisti friulani contro
l’autonomia speciale.
20.8.1947
Articolo ironico su una frase del magg. Richardson (indagato per guadagno
illecito valutato in 20 milioni): Italian system of doing businnes (sistema italiano
di trattare gli affari).
23.8.1947
Il gen. Moore ringrazia il corpo d’occupazione nella Venezia Giulia.
Dato il ritardo nella ratifica dell’entrata in vigore del trattato di pace,
l’occupazione di Gorizia e Cividale si prolunga.
27.8.1947
Gorizia. Divieto di esporre la bandiera italiana nelle scuole. Un’inconcepibile
imposizione del GMA. Caso mai, si espone quella del paese occupante.
Il 29 agosto il Partito d’azione si scioglie decidendo la confluenza nel Psi.
2.9.1947
Il passaggio dell’amministrazione al Governo italiano. Con l’entrata in vigore del
trattato di pace, cessa lo stato di ostilità con le Nazioni Unite, quindi anche il GMA, “cessando così per queste terre la sua non sempre gloriosa esistenza”.
4.9.1947
Con un’argomentazione capziosa si è deliberato sulla “non competenza”,
in Consiglio comunale a Udine sull’autonomia speciale, con 22 sì, 12 no e
4 astenuti, su iniziativa del PRI e della DC.
Tessitori e Barbina: per evitare una eventuale crisi.
5.9.1947
Gorizia: Finalmente! Il GMA vieta la “Manifestacija”.
Sarebbe la manifestazione dei partigiani garibaldini “che noi avevamo da
bel principio denunciato come manovra provocatoria contro l’italianità di
Gorizia a così duro prezzo salvata contro le mene slavo-comuniste…”.
Un tentativo del partito comunista di infiltrarsi nelle pubbliche amministrazioni.
A Gorizia il segretario della federazione del PCI Lino Zocchi chiede al GMA
di avere rappresentanti nelle amministrazioni della provincia, ora che è stato
costituito il PC italiano.
6.9.1947
A Udine La cittadinanza onoraria al governatore H. N. Bright.
Indignazione generale per le bestiali percosse da parte del Field Security Service
alleato a Trieste, nei riguardi di italiani, picchiati e deportati a Gradisca.
Ben diverso è il comportamento degli alleati di fronte alle provocazioni
e insulti dei titini.
10.9.1947
Contro lo statuto speciale. La costituzione di un Comitato Goriziano per
ottenere l’abrogazione.
Trieste: Delusi, stanchi, sfiduciati. Così ritornano gli operai emigrati in
Jugoslavia. Provengono da varie parti d’Italia.
Senza documenti, sono incarcerati.
11.9.1947
Lo sciopero dei braccianti agricoli. Un’azione non voluta dalla maggioranza.
È sciopero nazionale.
12.9.1947
Udine: Il governo fiduciario cesserà dalle sue funzioni lunedì 15 settembre
alle ore 12.
Gorizia: Domenica il tricolore sul Castello. Febbrile attesa a Gorizia per
l’entrata delle truppe italiane.
14.9.1947
Ritorna con i suoi soldati in Santa Gorizia l’Italia.
16.9.1947
Udine: Cessa il GMA. Alle ore 11 di oggi il passaggio delle consegne.
Cividale: E’ cessato il Governo fiduciario. Il passaggio delle consegne avvenuto
ieri in forma solenne. Il saluto del magg. Humphrey, commosso, è in lingua italiana.
La bandiera italiana sventolerà oggi a Cormons.
Gradisca tutta in tricolore saluta commossa le truppe italiane.
Ingresso a Monfalcone delle truppe italiane.
17.9.1947
Pordenone: L’amministrazione militare alleata cessata nella Destra Tagliamento.
19.9.1947
Il PSLI e i repubblicani non aderiscono alla manifestazione di domani, indetta da
PCI e PSI in solidarietà con i braccianti e i metallurgici in sciopero. Anche la CdL
si chiama fuori per la sua apoliticità.
20.9.1947
È terminato lo sciopero dei braccianti.
Pordenone: DC e partigiani dell’Osoppo sconfessano le manifestazioni perché
politiche. Attacco all’ANPI che ha aderito. In piazza XX settembre parlano Giuseppe Fagnoni (PSI) e Lizzero.
Gorizia, lettera in redazione: Troppi sacerdoti sloveni a Gorizia italiana.
Mario Micali nuovo Prefetto a Gorizia.
23.9.1947
Festoso ritorno di Grado all’Italia.
28.9.1947
Per il risanamento morale al San Marco… La zona moralmente perniciosa agli
effetti della tranquillità di Trieste è quella dei Cantieri…”.
“Al Cantiere lavorano troppo poco” ha detto un armatore jugoslavo.
Il 5, nella cittadina polacca di Szklarska Poreba viene fondato il Cominform
(Ufficio informazioni dei partiti comunisti e operai). Alla riunione partecipano i rappresentanti dei partiti comunisti di Urss, Polonia, Cecoslovacchia, Ungheria,
Romania, Bulgaria, Jugoslavia, Francia e Italia.
8.10.1947
Notti in bianco. Un caso più unico che raro di “code annonarie”, sotto la Loggia
del Lionello per il ritiro dei buoni per la legna.
9.10.1974
Scolari italiani aggrediti da fanciulli sloveni a Sant’Andrea. Frutti della
propaganda titina.
17.10.1947
Redona, Movad e Flours paesi votati alla morte. Sono sgombrati per la
creazione del bacino idroelettrico.
La regione friulana e una notizia da Gorizia. Congresso a Gorizia della DC
che chiede l’abrogazione dello statuto speciale “come una pericolosa
giustificazione di eventuali nuove ed assurde rivendicazioni dell’imperialismo
slavo ai confini orientali d’Italia, e nel preferire una Grande Regione Veneta
qualora la creazione del Friuli fosse indissolubilmente legata allo Statuto speciale”.
18.10.1947
Sacile: Salviamo dalla fame una vedova e cinque figli. Il marito, Domenico Carnet,
è stato ammazzato da un’auto inglese. “Nulla mai hanno fatto i Comandi alleati
per le vittime innocenti dei loro troppo disinvolti e micidiali autisti”.
21.10.1947
Prima pagina, Roma: La X MAS in Assise. Valerio Borghese narra dei suoi
tentativi per impedire agli slavi l’ingresso nella Venezia Giulia.
Una sua informatrice in loco era Maria Pasquinelli. “Essa potrà testimoniare
che io presi contatti con alcune brigate partigiane perché alla fine della guerra
ci fossimo trovati insieme gomito a gomito per respingere gli slavi.
Tale scopo non fu ottenuto; riuscimmo invece nel proposito concordato di
non spararsi addosso a vicenda”.
L’aggregazione di Monfalcone e Grado alla provincia di Gorizia.
Il decreto è firmato e in corso di pubblicazione.
23.10.1947
Le Valli del Natisone: Non si discute sull’italianità di quelle terre. “…Come un
fulmine a ciel sereno è giunta da Roma notizia che correnti filoslave hanno
arbitrariamente assunto la rappresentanza delle popolazioni delle Valli
del Natisone e a loro nome hanno avanzato al Governo richiesta di
provvedimenti che non rispondono ai sentimenti, alla volontà ed ai
bisogni delle popolazioni stesse ed in particolare l’apertura di scuole
in lingua slovena…”. Subito presa di posizione dei sette sindaci della zona,
“…constatato che lo sloveno in questa zona non è né parlato né tanto
meno capito…”.
Restituita una taglia imposta dai tedeschi: a Manzinello e Camino di Buttrio,
dato che avevano nascosto un aviere americano, i tedeschi prelevarono
10 giovani e li rilasciarono solo dietro il pagamento della taglia di un milione.
Ora gli americani lo hanno restituito alla popolazione che lo ha devoluto
alla parrocchiale.
26.10.1947
San Giorgio di Nogaro: proveniente da Torviscosa, Trionfale ingresso
della Madonna Missionaria. Su un carro appositamente attrezzato,
artisticamente addobbato e trainato da due paia di bianchi buoi.
31.10.1947
In prima pagina: L’Assemblea Costituente vota la revoca dell’autonomia speciale
al Friuli – Venezia Giulia.
Senza rimpianto. Soddisfazione per l’accettazione alla Costituente
dell’emendamento Gronchi per cui la regione “sarà provvisoriamente retta
alla stessa stregua delle altre regioni che non hanno autonomie speciali…
Per il momento non ci resta che registrare – e lo facciamo con giubilo –
il decesso dell’autonomia speciale, nata male, vissuta peggio,
e morta senza rimpianti”.
5.11.1947
In prima: Vidali agente del Comintern “lavora” a Trieste per Tito.
Un cronista americano ha fatto la sensazionale rivelazione.
I tre tempi della tenebrosa attività: brigate internazionali, infiltrazione economica,
terrore.
8.11.1947
Tolmezzo: Il processo a Don Cella è stato rimandato a dicembre.
È il direttore del circolo di Tolmezzo e presidente degli asili d’infanzia
del mandamento. “Processo di carattere puramente politico… allestito al
solo scopo di diffamare un ministro di Dio e un ottimo e stimato educatore…”.
9.11.1947
Primo Convegno del Circolo ARCI della Destra Tagliamento al Don Bosco
di Pordenone. L’on. Rapelli presiede il raduno dei lavoratori cristiani.
È nel Comitato centrale della CGIL. Saluto delle ACLI provinciali portato
da Driussi, segretario della C. d. L. per la frazione cattolica.
Udine si rinnova. Iniziati i lavori per il più grande cinema. Demolizione dei
fabbricati dietro Palazzo Kekler in piazza XX Settembre. Il doppio dell’Odeon,
2.500 spettatori.
11.11.1947
Torviscosa, Imponente convegno di lavoratori cristiani. Oltre 10 mila persone,
messa all’aperto e discorso di Rapelli.
Risolta la crisi alla Deputazione provinciale. Il prefetto nomina presidente Barbina.
I seggi: 4 alla DC, 2 al PC, 1 al PSI, 1 al PSLI.
14.11.1947
Il monumento a Vittorio Emanuele II è spostato, mentre si raccoglievano
migliaia di firme perché rimanesse.
19.11.1947
I lavoratori cristiani non aderiscono allo sciopero per giovedì 20 novembre,
dalle 10 alle 12, di solidarietà con lavoratori della SAICI e della Carnia licenziati.
Anche la corrente cattolica della CdL non firma perché sciopero politico.
21.11.1947
In prima pagina: Un gruppo di dimostranti assalta e devasta la sede del
nostro giornale. Distrutti archivi, attrezzi e mobili e appiccato il fuoco
al deposito carburanti. Assalti anche alle sedi del “Lunedì”, del MSI, dell’UQ
e dell’UMI, saccheggiate. Questo dopo il corteo dello sciopero,
capeggiati da un gruppo di comunisti molto ben individuati.
26.11.1947
A Udine: Una giornata calma nell’ordine e nella legalità. Sciopero generale
indetto da CdL (tranne i cattolici) e ANPI per protestare per l’arresto di 7 persone
(poi liberate, poi 4 arrestati di nuovo) per i fatti dei danni ai giornali.
Manifestazione regolarmente autorizzata. Grande afflusso di polizia, compreso
un reparto Celere da Padova. Circa 2000 dimostranti, metà partigiani;
discorsi di Solari, Romanutti, Vanni, Pellegrini e un rappresentante
dei lavoratori SAICI. Durante la manifestazione è annunciato che i 4 sono stati
rilasciati. “E’ stato sottolineato con particolare compiacimento il perfetto
equipaggiamento e l’ordine dimostrati dal reparto della “Celere” e dai soldati
della “Mantova”…”.
6.12.1947
A Udine: Abbiamo consultato lo schedario delle “signorine”. Compilato dall’amministrazione alleata, è stato “donato” alla questura.
2000 nomi; la più giovane di 14 anni, la decana di 54.
Trieste: grosso contrabbando di marmellata scoperto dalla Polizia Fiscale.
Il 6 dicembre si apre a Roma, il I congresso nazionale della Resistenza. Vi partecipano 14011 rappresentanti delle formazioni partigiane italiane più delegazioni di vari paesi.
7.12.1947
Deputati friulani prossimi senatori: alla Costituente un emendamento Leone
secondo cui già nella prima legislatura dovrebbero esserci senatori di diritto
in base a speciali requisiti. Li possederebbero tra i friulani Cosattini, Fantoni,
Scoccimarro, Piemonte.
9.12.1947
Prossima apertura del Cinema Cristallo (in piazzale Cella) con il tetto apribile.
10.12.1947
A Gorizia, Vivo successo della Mostra dei cimeli africani organizzata
Associazione reduci e profughi d’Africa.
11.12.1947
Gli emigranti seppelliscono i loro morti al Passo del Clavières.
Riferendosi all’episodio di una famiglia siciliana che cercando di emigrare clandestinamente in Francia è sorpresa dalla tormenta e seppellisce il bambino
congelato nella neve, si parla degli accordi con la Francia: entro l’1 dicembre
avrebbero dovuto entrare 200 mila emigranti con un afflusso mensile di 20 mila.
Ma in tutto sono passati 40 mila più 200 mila clandestini, che gli imprenditori
francesi preferiscono per sfruttarli meglio (art. di Bruno Cerdonio).
20.12.1947
Arbitrio di mezzadri sul “lodo De Gasperi”, L’associazione agraria denuncia
che nella Bassa friulana dei mezzadri impongono la firma di un documento
sull’integrale applicazione del Lodo De Gasperi.
21.11.1947
Udine: Prossimo a nascere il “villaggio metallico”. I capannoni lasciati dagli
alleati in via Emilia saranno riadattati per ospitare una quarantina di famiglie
senza tetto.
Il 22la Costituente approva, dopo 170 sedute di discussione, il testo della
Costituzione con 453 favorevoli e 62 contrari. Il giorno dopo Terracini la
consegna al presidente De Nicola.
27.12.1947
Al Verdi di Trieste, esecuzione del Nabucco. Sulle ali della melodia verdiana
volano la passione e il pianto di Trieste.
Il 27 De Nicola, che assumerà il titolo di Presidente della repubblica, firma
(insieme al presidente della Costituente, Umberto Terracini, e al capo del governo
Alcide De Gasperi) la Costituzione, che entrerà in vigore il 1° gennaio 1948.
28.12.1947
Udine: I pensionati invocano un atto di giustizia. Sono stati esclusi anche dalla
tredicesima mensilità, fugace speranza nella miseria.
31.12.1947
Felice varo della “Morosini” al Cantiere di Monfalcone, una motonave di 10 mila
tonnellate di stazza, commissionata dalla Società armatrice “Sidarma”.
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