1946 (dal quotidiano del CLNP “Libertà”)
È l’anno delle prime elezioni libere dopo la dittatura e del referendum
istituzionale che vede l’affermazione della scelta repubblicana.
Nelle elezioni trionfano i partiti di massa e si profila la fine
del Partito d’azione. Il primo gabinetto De Gasperi è già compromesso nelle alleanze politiche:
in una situazione che è ancora di grave precarietà economica e sociale,
il capo del governo, grazie anche all’appoggio e agli aiuti americani, porta
avanti una politica di centro, il cui programma si ispira alla morale cattolica
e borghese, all’accettazione del sistema capitalista e all’alleanza
coi ceti imprenditoriali.
Una politica che dimentica, in modo sempre più evidente, le istanze
e le speranze di coloro che, negli anni della lotta di liberazione,
avevano combattuto con speranze di grande rinnovamento. Il quadro internazionale vede radicalizzarsi la contrapposizione
tra i blocchi, ormai alle soglie della “guerra fredda”.
Il 1° gennaio gli Alleati restituiscono alle autorità italiane l’amministrazione
del nord. Resta sotto il loro controllo
la Venezia Giulia
e il Friuli.
2.1.46
“Un appello agli agricoltori” delle Venezie: bisogna che in breve tempo
consegnino all’ammasso 500 mila quintali di mais, 10 mila di segale,
3 mila d’orzo. È indispensabile per ottenere dagli alleati l’invio dei cereali
necessari per la saldatura con il prossimo raccolto.
3.1.46
“Oltre duemila impiegati hanno partecipato al grande comizio di ieri a Udine”.
Mario Fortuna, Segretario dell’Unione provinciale dipendenti statali:
“Gli impiegai statali, parastatali degli Enti pubblici, pensionati oggi dicono
al Governo italiano che essi hanno fame”.
Le finanze sono quelle che sono, ma non è giusto che gli statali
soffrano della mancata avocazione dei profitti di regime e di guerra.
Per lo meno ci deve essere la stessa comprensione dimostrata nella
disciplina salariale del settore privato. Inoltre, niente tredicesima né
gratifica natalizia. L’alternativa che si pone è fame o corruzione.
Chiedono la tredicesima, le gratifiche come tutti, il pagamento delle ferie
non fatte nel ’45 e l’indennità invernale, dato il costo della legna.
Il prof. Bortulo, del sindacato scuola, chiede, per gli insegnanti non di ruolo
(il 60% dell’intero organico) che hanno solo 10 stipendi all’anno,
un undicesimo stipendio come gratifica natalizia.
Il cav. Felici, del sindacato pensionati, parla di vera fame per i suoi assistiti,
dato che percepiscono il 28% dello stipendio di un impiegato in servizio.
“La ripresa delle limitazioni sull’erogazione dell’energia elettrica”.
Per ordine del GMA la città è divisa in tre zone, ognuna delle quali per
due giorni consecutivi la settimana, rimarrà senza energia dalle 7.30 alle 17.
4.1.46
“Solidarietà di popolo. Aquileia ha accolto i bambini di Nimis distrutta”.
“Quando il pesante autocarro uscì dall’ultima curva, Nimis sventrata,
distrutta, ci apparve in tutta la sua tragedia, in parte mitigata
dai riflessi del sole occhieggiante tra le occhiaie vuote ed annerite
delle case bruciate.
I radi passanti infagottati guardarono con un senso di stupore l’automezzo
imbandierato, poi sorrisero agitando la mano in un festoso saluto.
Era Aquileia che veniva a prendersi i bimbi più poveri per ospitarli, nutrirli,
curarli durante tutto l’inverno.
La macchina si fermò al centro del paese mentre una frotta di bambini
sbucanti da ogni dove, dalle macerie delle case, accorreva gridando
gioiosamente.
Scesero delle donne dall’autocarro, donne di Aquileia.
Accarezzarono i bimbi che si stringevano loro d’attorno, parlarono
con altre donne, e chiesero se tutto era pronto.
Tutto era pronto; occorreva però raggiungere la borgata di Cergneu
ove trenta fanciulli attendevano di essere caricati: l’autocarro ripartì,
infilò sbuffando stretti viottoli di montagna impastati di fango e ritornò
di lì a poco con il suo carico infantile.
Bambine e bambini dai quattro ai dodici anni, dal lindo vestitino, forse
troppo leggero, dai capelli insolitamente obbedienti al volere del pettine,
dai grandi occhini stupiti nel volto pallido e consunto. –Come ti chiami- chiesi
al più piccino, un biondino nascosto tutto da un grande cappellone.
–Mimi- mi rispose abbassando il capo e stringendosi al petto un minuscolo fagotto.
Tutto il suo bagaglio.
Si avvicinò una vecchia: -è il mio nipotino- disse- è orfano. Suo padre e sua
madre sono morti… Li hanno ammazzati i tedeschi. Abbiate cura di lui-
Una donna di Aquileia lo prese in braccio, lo mise sull’autocarro e disse
ai presenti che i bimbi sarebbero stati trattati come figli e più:
che avrebbero continuato a studiare, poiché tutto era stato predisposto
affinché non perdessero un giorno di scuola, e che avrebbero scritto
alle loro mamme non appena giunti a destinazione…
A Udine, nella piazza 1° Maggio, le ragazze dell’UDI attendevano.
L’autocarro si fermò ed ai bimbi venne distribuito un sacchetto ciascuno
contenente frutta, caramelle, cioccolata, torrone, donati dal sig. Zoratti Giovanni.
Si spense l’eco dell’ultima canzone cui si sostituì il tonfo delle noci spaccate
sotto i piedi…
Erano le due di pomeriggio quando il campanile ed i cipressi di Aquileia
apparvero laggiù in fondo all’asfaltato.. La bandiera tricolore piantata sulla cabina dell’autista garriva allegramente spandendo attorno a sé un’aria festosa.
E davvero festosa, commovente, profondamente umana, fu l’accoglienza
che Aquileia tributò ai bimbi di Nimis...
L’autocarro si fermò dinanzi alla sede del Partito comunista.
I bambini scesero e presero posto in una saletta attorno a una tavola su cui
spiccavano fiori, scodelle ed un soffice gustosissimo pane bianco.
Una bimba di Aquileia salì su di una sedia con un gran mazzo di fiori
tra le braccia e: “Siate i benvenuti” disse d’un fiato.
Tacque e si fece seria per lo sforzo compiuto. Fu un battimani fragoroso
quello che ne seguì. Successe la distribuzione di caffè latte e quindi
la visita medica.
Quando il dottore ultimò il suo compito i bimbi vennero assegnati alle famiglie
che li avevano richiesti. Erano solo 42 i bimbi; ce ne sarebbero voluti 200
per soddisfare tutti...
Imbruniva e le strade erano piene di gente che accompagnava alle proprie case
i figli di Nimis distrutta. Pensai che in questo vecchio mondo, impastato
di passioni e di egoismi esistono pur sempre delle anime nobili e generose.
E questo pensiero mi fece bene al cuore. p. f. (Piero Fortuna)”.
Al cinema Impero, “Il Conte di Montecristo”, in due puntate,
con Ermete Zacconi nella parte dell’abate Faria.
5.1.46
“Sono crollati i muri, ma lo scopo dell’alta missione non poteva morire”.
Si parla dell’asilo Marco Volpe, distrutto nel bombardamento del 7.3.45.
I bambini ora sono al Tempio Ossario, ma si spera nella generosità di
cittadini facoltosi per la ricostruzione.
“Arresti in massa di agricoltori”. Quattro arrestati a Mereto di Tomba
per mancato conferimento di mais e segale.
Sono pronti altri 30 mandati d’arresto.
6.1.46
“Autonomia del Friuli”, di Tiziano Tessitori, che cerca di sintetizzare i termini
del dibattito. Il Comune, che il fascismo ha svilito, è la base della ricostruzione
statale: deve rinascere a larga vita autonoma, senza di cui è vano sperare
in una vita democratica. Ma quale l’organismo intermedio, la provincia o la regione?
A lui sembra più importante l’abolizione della provincia e l’instaurazione della regione. Su questo sembrano convergere tutti. Il problema è il contenuto e la funzione del
nuovo ente.
“Foglie fueis” di Pier Paolo Pasolini.
“…Passato il ponte sulla Meduna, guardai fuori del finestrino e vidi le foglie.
Una diversità improvvisa me le dipinse nella loro informe calma sui gelsi,
sugli ontani, sui pioppi.
Mi bastò guardarle ancora un momento perché il loro aspetto famigliare
mi toccasse così acutamente da sentirle davvero cantare.
“Fueis”, cantavano le foglie, “aghis”” le acque, “Mari, mari” gridava un fanciullo,
correndo giù per l’argine, verso una vecchia curva sulla terra,
“radic” cantava il radicchio colto da quella mano scura, “vecia” cantava il gesto
familiare di quella donna chinata. Il vespro mi riportava nel Friuli,
tra le care foglie, e l’odore della polenta che indovinavo nelle tinte smorte
e accecanti dei tronchi, dei muri, mi fece pensare a mia madre con tenerezza insostenibile”.
9.1.46
“I paesi dilaniati dagli oppressori nazisti si sono uniti in consorzio per ricostruire
ciò che hanno perduto”. Vi partecipano
la Provincia
, i Comuni di Attimis, Faedis,
Nimis, Polcenigo, Barcis, Forni di Sotto, Sedilis, Vernassino, ed ha lo scopo
di impegnare razionalmente le risorse previste dalle leggi per i paesi
danneggiati dal nemico.
Dall’ordine del giorno: “Il nemico fece scempio delle donne, saccheggiò le case,
mitragliò e accoltellò chiunque capitava loro tra mano, fece saltare in aria chiese
ed edifici pubblici, cosparse di petrolio e incendiò intere contrade e borgate
gettando vivi tra le fiamme tanti innocenti, mentre squadre di rastrellatori
tedeschi bloccavano all’intorno i fuggiaschi depredandoli, nel migliore dei casi,
del denaro e degli oggetti di valore che gli sventurati tentavano mettere in salvo
con la vita e razziando loro il bestiame che sotto le raffiche della mitraglia
si trascinavano a stento…”.
“Corte straordinaria d’Assise”. Ricomincia il lavoro della Corte con la condanna
a 15 anni ciascuno, interdizione e confisca dei beni, dei “coniugi” Ravalico:
Giorgio Ravalico e Tosca Voltolina, che nel ’44 avevano abbandonato Roma
ed erano arrivati a Chions, dopo essere brevemente passati per Regina Coeli
per una faccenda di corruzione di minorenni.
In Friuli sono arrestati e si fanno 52 giorni in via Spalato. Scarcerati, il Ravalico
diviene tenente della Landschutz, quindi della Schutz Polizei;
la Voltolina
diviene stretta amica del famigerato Starnizza.
Sono accusati di collaborazionismo e di aver comandato il rastrellamento
di Chions del 25.7.44, che portò all’arresto di 13 persone, imprigionate a
Cordovado e poi a Udine. Il Ravalico era in divisa tedesca.
Gran parte dei rastrellati deponeva al processo ed hanno testimoniato che il
rastrellamento non fu dettato da fede politica, ma dal desiderio di vendetta
della Voltolina per gli sgarbi ricevuti in paese.
Il 3 agosto, poi, i “coniugi” si ripresentarono a Chions e razziarono tanto che
fu necessario un camion con soldati tedeschi e fascisti per portar via il bottino:
radio, biciclette, viveri, liquori…
11.1.46
“Corte straordinaria d’Assise”. Due assoluzioni (tra cui Pericle Colomberotto
di Sacile, dei fascisti della Caserma Piave di Palmanova, accusato di aver
portato dei detenuti in via Spalato, minacciandoli di severe rappresaglie
in caso di fuga. L’imputato ammette ma afferma di non aver mai infierito,
anzi di aver aiutato.
A suo favore la testimonianza di Francesco Poles che afferma di essere stato
arrestato dai fascisti di Palmanova che lo volevano fucilare e il Gasparotto
li convinse di risparmiarlo); e una condanna a 2 mesi per minacce
(Raffaele D’Angelo di Coseano, che afferma di essere stato obbligato
a collaborare con i tedeschi al rastrellamento del paese nel ’43).
12.1.46
“Corte straordinaria d’Assise”. “Ufficiale della milizia condannato a tre anni
e nove mesi di reclusione ed alla confisca dei beni a favore dello Stato”.
È Bruno Crivellari di Pordenone, destinato al comando del posto di blocco
di Maniago, accusato di aver causato l’arresto di due militari in procinto di
raggiungere i partigiani, e di aver partecipato a rastrellamenti con i tedeschi.
Otto testimoni, convocati, non si sono presentati.
15.1.46
“Corte straordinaria d’Assise”. “La condanna di una spia a quattro anni
di reclusione”. È Lucia Badini di Tolmezzo, accusata d’aver denunciato ai
tedeschi familiari di partigiano, provocandone l’arresto e la deportazione.
Tutto nasce dal fatto che la madre dell’imputata, manifestamente filotedesca,
fu prelevata dai partigiani e portata per qualche tempo in montagna.
La figlia per vendetta denunciò tutte le famiglie che avevano congiunti partigiani;
inoltre il 29 agosto ci fu un rastrellamento mirato di tedeschi e fascisti.
La teste Maria Grasso: “Quando sono stata arrestata mi è stato contestato il fatto
che mio marito apparteneva alle formazioni partigiane e che io lo aiutavo
portandogli da mangiare nel bosco con un cesto di vimini. Io ho negato
ma i tedeschi hanno tagliato corto dicendomi che la denuncia firmata
da una signora e da una bambina (la figlia di Lucia, di 13 anni) parlava
sufficientemente chiaro”.
19.1.46
“Corte straordinaria d’Assise”. “Losca figura di traditore condannato
a tredici anni di reclusione”, sequestro dei beni e interdizione perpetua.
È Attilio Lanfrit di Vito d’Asio, 51 anni. Si era intrufolato nell’Osoppo come
intendente; quindi era passato con i tedeschi,
denunciando tutti gli ex compagni.
23.1.46
“A proposito di conferimenti”, articolo di Maniago Guglielmo, Arzene, in difesa
degli agricoltori. La situazione difficile si può risolvere solo combattendo
la disoccupazione e con il conferimento di prodotti agricoli; ma perché tutti
se la prendono con i coltivatori e nessuno con gli industriali?
E il prezzo degli ammassi è proporzionale a quello dei prodotti per l’agricoltura?
Perché una sola categoria deve addossarsi il costo dell’emergenza?
Lo Stato dovrebbe acquistare a prezzi di mercato, vendere a un prezzo
proporzionale ai salari e far cadere sull’intera collettività la differenza.
“Corte straordinaria d’Assise”. “Il processo dei tre colonnelli”.
Sono:
Carlo Caflisch, 54 anni, nato a Gallipoli e residente a Udine,
comandante del Distretto di Udine, imputato di aver trasmesso al Comando
Militare Provinciale gli elenchi degli ufficiali che non avevano aderito alla
Repubblica sociale e di aver compilato, insieme al Questore Bruni e ad altri,
la lista degli ufficiali da deportare.
Dall’accusa risulta che il Caflisch avrebbe consegnato al maresciallo Marsico
l’elenco dei badogliani “scrivendovi in calce di suo pugno
ufficiali badogliani pericolosi”.
Enrico Giovannelli, nato a Ascoli Piceno e residente a Udine, 55 anni.
Dal settembre ’43 al maggio ’44 comandante provinciale delle formazioni
militari repubblicane; trasmise gli elenchi degli ufficiali che non avevano aderito,
indicando i possibili sospetti di attività partigiana, concorrendo così
alla deportazione di molti.
L’accusa legge una lettera senza intestazione trovata nel carteggio dell’imputato,
nella quale si parla del magg. Alverà, ex preside dello “Stellini” poi morto in KZ, definendolo “fervente antitedesco”; ma lui dichiara di non saperne niente.
Per quanto riguarda l’uccisione del magg. Miglioranza, il dott. Bina afferma
di aver sentito l’imputato dichiarare: “E’ stato ucciso perché non voleva parlare.
Gli sta bene”.Ma l’imputato nega d’averlo mai detto.
Giuseppe Casamassima, nato a Castellaneta (Taranto), res. a Udine, maggiore,
52 anni.
Dal novembre ’44 al maggio ’45 fu capo degli uffici del Comando militare provinciale
e teneva il carteggio riservato e la corrispondenza su ufficiali e militari da segnalare
per le persecuzioni e le deportazioni e con Giovannelli segnalava l’attività
degli ufficiali partigiani. L’imputato dichiara di essere totalmente estraneo agli arresti dell’estate ’44 e di essere stato fraterno amico del magg. Alverà:
“Se avessi avuto solamente sentore del suo arresto, lo avrei immediatamente
avvertito”.
27.1.46
“Anche se è carnevale sono proibite le maschere” per ordine del Questore,
nei luoghi aperti e nelle sale da ballo.
“Corte straordinaria d’Assise”. “Il verdetto della Corte” per il “processo dei colonnelli”.
Il PM fa notare che dei 45 ufficiali deportati 42 sono ancora attesi dalle famiglie;
chiede a malincuore per il Casamassima l’assoluzione per insufficienza di prove;
20 anni al Giovannelli, 15 a Caflisch.
La sentenza: a Caflisch 4 anni, interdizione per 5 anni, confisca dei beni;
a Giovannelli 5 anni e sei mesi, interdizione perpetua e confisca dei beni.
Casamassima assolto per insufficienza di prove.
31.1.46
“Tre mozioni del C.L.N.P.”. “Il CLP venuto a conoscenza che i Distretti militari
hanno recentemente ricevuto l’ordine di pagare gli ufficiali e i sottufficiali
che aderirono e giurarono fedeltà all’Esercito della cosiddetta repubblica
sociale italiana, che collaborarono con i nazifascismi e che comunque si
compromisero; esprime a nome dei reduci e dei patrioti disoccupati, a nome
delle mogli, delle madri e dei figli dei militari italiani finiti nei forni crematori di
Germania il proprio biasimo contro un così ingiusto provvedimento;
giudica il medesimo una provocazione grave contro coloro che hanno lottato e
sofferto per l’onore, la libertà e la ricostruzione della Patria, molti dei quali
si dibattono nella più dura indigenza non trovando tuttora lavoro e assistenza
adeguata ai bisogni; deplora che si riesca a trovare i fondi per pagare coloro
che rinnegarono e tradirono, al servizio del nemico invasore, il proprio Paese
mentre non si trovano per sfamare i reduci, i patrioti e i disoccupati”.
1.2.46
“La patria del Friuli sarà unita alla Venezia Giulia?”.
Articolo di Tiziano Tessitori che affaccia questa possibilità, accarezzata
dai triestini, prospettata a titolo personale da De Gasperi.
Lui non intende dare il suo parere; ravvisa però l’importanza che in Friuli
se ne discuta.
“Impressioni sui dibattiti alla Consulta nella conferenza di Mario Lizzero”
(al Circolo Rinascita). “…Parlando successivamente delle domande rivolte
ai comunisti dai consultori Cattani e Piccioni sulla natura dei titoli democratici
posseduti dai rappresentanti dell’estrema sinistra, l’oratore ha menzionato la
risposta di Terracini il quale dichiarò come i consultori comunisti si presentassero
con 400 anni di galera scontati”.
3.2.46
“Circa l’assistenza ai bambini di Nimis. Riceviamo: a S. E. Monsignor
Signor Giuseppe Nogara Arcivescovo di Udine: Padri e madri dei bambini di
Nimis che per iniziativa della Federazione Provinciale del Partito comunista
italiano e del Comitato provinciale dell’UDI, sono stati recentemente trasferiti
ad Aquileia e Fiumicello (accolti per il periodo invernale, dalle famiglie che
generosamente si erano offerte di ospitarli), abbiamo letto con doloroso stupore l’avvertenza a firma di S. E., apparsa su “
La Vita
cattolica”del 20 corrente.
Pur prendendo atto del suo alto riconoscimento che “venire in soccorso a
questi piccoli, soprattutto in questi momenti, è opera di carità encomiabile”,
non possiamo esimerci dal rilevare che l’avvertenza cui ci riferiamo contiene
una insinuazione gravissima: che, cioè, i bambini ci siano stati sottratti, e perciò
stesso senza il nostro consenso. Dichiariamo che venuti a conoscenza
(a mezzo della locale Sezione del PCI e del Gruppo dell’UDI), della iniziativa
degli organismi provinciali già citati, abbiamo volontariamente chiesto che i
nostri bambini venissero trasferiti. Siamo indotti a tale determinazione dalla preoccupazione per la salute fisica dei nostri bambini, che è condizione
essenziale della loro salute morale e spirituale. Circostanze eccezionali,
non imputabili alla nostra volontà ed alla nostra responsabilità di genitori,
hanno determinato la situazione dolorosa nella quale ci dibattiamo.
Abbiamo perciò accettata l’offerta di accogliere i nostri bambini, sgorgata
dal cuore generoso di altri padri e di altre madri del popolo.
Non riteniamo, quindi, di aver venduto l’anima dei nostri bambini; come,
certamente, non hanno ritenuto di comperarla quegli altri padri e quelle altre
madri che ad essi hanno offerto la loro commovente ospitalità”. Seguono le firme.
8.2.46
“Corte straordinaria d’Assise. 5 anni a un feroce rastrellatore”.
Angelo Puntel da Paluzza, 48 anni, caporale maggiore MDT che partecipò
al rastrellamento dell’8 ottobre ’44 in Carnia con tedeschi e cosacchi,
distinguendosi per ferocia.
9.2.46
Al Cinema Garibaldi, “Ti amo ancora”, con Mirna Loy e William Powel.
10.2.46
“San Pietro al Natisone. L’esito di una manifestazione artistica.
Domenica scorsa si è svolta, nell’aula grande dell’Istituto Magistrale di San
Pietro al Natisone, in un clima di patriottismo, la preannunciata
manifestazione artistica, organizzata dalla fiorente ed attiva U. S. Val Natisone.
Con accompagnamento orchestrale sono state cantate canzoni nostalgiche
del nostro Friuli, inni e canzoni di Trieste e Gorizia, l’inno istriano, inni patriottici,
alcuni dei quali ripetuti per insistente richiesta del pubblico presente.
È seguito quindi un breve discorso del sindaco di Cividale dr. Brosadola
e poi l’attesa esibizione di danze classiche eseguite da due coppie
molto bene affiatate...
Hanno presenziato alla manifestazione tutte le autorità del luogo con il CLN,
il sindaco di Cividale con il CLN, i dirigenti del “Tricolore” al completo
e numerose rappresentanze degli altri comuni delle Valli.
Il pubblico, numerosissimo, ha preso viva parte alla manifestazione, dimostrando
notevole sensibilità per la musica e spiccato senso artistico.
Le pareti della sala dove si è svolta la manifestazione, erano letteralmente
tappezzate di bandiere italiane, nel paese eccezionale sventolio di festosi
tricolori e dappertutto manifesti inneggianti all’Italia, a Trieste, a Gorizia
e Venezia Giulia italiane, nonché alla italianità delle Valli del Natisone.
La manifestazione ha avuto momenti di vero entusiasmo patriottico.
Alle prime battute della nota canzone ‘Le campane di Trieste’ il pubblico,
elettrizzato, scatta in piedi e si abbandona a fragorosi prolungati applausi,
rotti di tanto in tanto da appassionate grida di ‘Viva Trieste italiana’.
Il sindaco di Cividale porgendo il saluto della sua città alle popolazioni
delle Valli del Natisone, ha voluto sottolineare in modo particolare
l’indiscutibile patriottismo di questi gagliardi figli del Natisone”.
12.2.46
“La commemorazione dei Caduti osovani alle malghe di Porzûs”.
Celebra la messa don Candido.
“Vita culturale. Il cristianesimo ha vinto la guerra e vincerà la pace”.
Conferenza di Achard alla Scuola di cultura cattolica. “Non i generali tedeschi
hanno perduto la guerra, ma molto tempo prima ne aveva segnata la fine
tragica Martin Lutero, lo scismatico”.
13.2.46
“Tomba di un ex partigiano profanata”. Silvano Tavagnacco “Faber” da Orsaria,
nel cimitero di Manzano.
16.2.46
“Due o.d.g. del CLN Provinciale”, all’unanimità.
Uno chiede chiarezza sul tentato suicidio di un partigiano incarcerato
in via Spalato; l’altro, saputo della sostituzione del vice Questore Zoratti,
lamenta che ancora una volta persone incaricate dal CLN siano destituite
senza alcuna consultazione; ringrazia Zoratti per il lavoro svolto.
19.2.46
“La donna il socialismo e la religione nella chiara conferenza di Felice Feruglio”.
“…La donna, entrando negli opifici, nei campi, negli uffici, nell’insegnamento…
avendo essa sofferto come e più degli uomini in dipendenza delle sventure
che si sono abbattute sull’umanità ed avendo esemplarmente partecipato alla
lotta per la conquista della libertà militando imperterrita nelle file partigiane
e rendendo preziosissimi servizi all’organizzazione cospirativa,
ha già dimostrato capacità di scelta, volontà, energia fisica e morale, coraggio;
ha, in definitiva, già dimostrato di poter recare alla vita un contributo
ben maggiore di quello che ad essa sino a ieri si chiedeva,
ha dimostrato di essere elemento “politico” non meno dell’uomo
la cui presupposta superiorità troppo spesso si è dimostrata e si dimostra
mera presunzione del tutto gratuita…”.
“Circa i mutamenti nella nostra Questura”.
Il provvedimento di sostituzione di Zoratti, che era ufficiale di complemento
dei carabinieri, viene dal ministero. “….I mutamenti che stanno avvenendo
nelle forze di polizia sono diretti soltanto a dare maggiore efficienza tecnica,
disciplinare e morale degli organi, i quali secondo le direttive ministeriali
e dell’AMG, devono garantire a tutti i cittadini libertà e sicurezza,
con spirito superiore a ogni distinzione sociale e politica”.
20.2.46
“Il Prefetto con una Commissione di tecnici si rende conto della situazione e
dei danni”, al Castello di Udine in seguito allo scavo di gallerie ai piedi del colle.
La casa della Contadinanza deve considerarsi perduta per le lesioni profonde;
la Chiesa d Santa Maria ha danni minori ma gravi; il campanile ha resistito.
22.2.46
“Perché l’obbligatorietà del voto è un concetto reazionario” di Mario Lizzero. L’obbligatorietà è passata alla Consulta con 26 voti di maggioranza.
Si pensa di combattere il male (l’astensionismo) con un rimedio peggiore,
da mentalità fascista.
(Il giorno dopo Tessitori risponderà con un articolo favorevole).
23.2.46
“Corte straordinaria d’Assise”. Beniamino Tosoratti di Cervignano, repubblichino alla Caserma Piave di Palmanova, accusato di aver provocato con le sue denunce la deportazione di due patrioti. 6 anni e 8 mesi.
24.2.46
“Quesiti dei consultori friulani alla Consulta” durante le varie discussioni:
Lizzero al Ministro dell’industria e commercio, a proposito del taglio del legname
in Carnia per le necessità degli Alleati: 12 mila metri cubi al mese, che sono pagati
1600 lire al metro cubo ai proprietari e 2200 a favore del Ministero delle industria.
Chiede se non sia il caso di ripartire l’onere anche tra altre province, dati i danni
già subiti dalla Carnia; e ce comunque non sia giusto versare le 2200 lire
ai proprietari.
Lizzero, Cosattini e Solari chiedono al Ministro della guerra come giustifica
l’ordine di liquidare gli assegni alle forze armate repubblichine quando ancora
non si è trovato il modo di liquidare i volontari della libertà.
Al presidente del Consiglio, come mai è stata disposta la liquidazione dell’azienda tipografico editrice del giornale “Il Popolo del Friuli” del cessato Ente Stampa
e non è stata accolta la richiesta del CLNP di Udine per le pubblicazioni
di tutti i partiti del CLN.
27.2.46
“Corte straordinaria d’Assise. Il delatore di Tribuno condannato a sei anni
ed otto mesi di reclusione”. Italo Pagavino da Bicinicco, 24 anni, agricoltore,
già partigiano ma defenestrato per indegnità per i traffici attorno all’intendenza
Montes. Quando Tribuno si presentò in casa sua inaspettatamente, l’imputato,
che frequentava una ragazza nella casa vicina, chiese alla sorella di Tribuno
chi fosse. Non ottenne risposta perché la ragazza diffidava.
Comunque l’imputato si avviò in bicicletta verso Pordenone.
La notte arrivarono in paese tedeschi e fascisti, arrestarono Tribuno e i familiari
e anche l’imputato, che fu però visto offrire una sigaretta al capitano Pakibusch,
quindi pochi giorni dopo fu rilasciato e tornò a casa con una bicicletta
prestatagli da Rebez.. Subito dopo la liberazione, Rebez e altri repubblichini
denunciarono la sua attività di spionaggio, poi però si sono rimangiate le accuse. L’imputato nega tutto ma è lo stesso condannato.
28.2.46
“Quanti cittadini si porteranno alle urne?”. Il 24 marzo, 20 comuni
con 57.745 elettori.
“Un chiarimento alleato in merito al trattamento degli ex partigiani detenuti”.
Sono 14 attualmente in carcere, e uno solo ha tentato il suicidio.
È vero che sono in segregazione, ma è necessario per gli interrogatori.
Il motivo del loro arresto è spionaggio in alcuni casi, e attività sovversiva.
1.3.46
“La donna e il progresso sociale nella conversazione di Giacomo Pellegrini”,
al circolo Rinascita. La funzione del partito è quella di risvegliare la coscienza
delle donne ad una più umana partecipazione alla vita.
Ad una domanda sul divorzio: “…ha affermato come esso rappresenti
un elemento disgregatore della società e della famiglia, culla della tradizione
e dell’affetto e come esso non possa inquadrarsi in quell’azione di fratellanza
e di unità che i comunisti perseguono in questo mondo sconvolto
dalla discordia e dalla rovina”.
2.3.46
“Considerazioni sull’art. 66” di Bruno Gemma.
È l’articolo che tra l’altro vieta propagande elettorali a preti e funzionari.
Ci crede poco: infatti chi potrebbe contrastare il diritto dei preti di commentare
le parole de papa? Si riferisce all’Enciclica “Divini redemptoris” di Pio IX
che condanna ufficialmente il comunismo;
l’Enciclica “Quadragesimo anno” sempre di Pio IX, che tra l’altro dice che
nessuno può essere vero cattolico e vero socialista;
la lettera dell’Arcivescovo di Udine pubblicata in questi giorni, in cui è scritto
testualmente: “le teorie comuniste e socialiste contengono manifesti errori contro
la fede e la morale, sono state reiteratamente condannate dal Magistero
della Chiesa e non possono in alcun modo essere favorite.
Perciò non si dia il voto a chi appartiene a partiti che professano tali teorie
o ad esse sono aderenti: non si può conciliare l’inconciliabile”.
Dopo tanto parlare di libertà, non la si neghi alla Chiesa perché sarebbe
un’ingiustizia e una sopraffazione.
Risponde Felice Feruglio: libertà alla Chiesa, “fra questo però e quello di
convogliare specificatamente i fedeli verso una direttiva essenzialmente
politica collegandola a quella religiosa, introducendo così necessariamente
un fatto coattivo che nel caso in questione non può non avere un’influenza
formidabile sulla decisione dei fedeli, mi pare che corra una grande differenza…”.
5.3.46
“Corte straordinaria d’Assise. I fucilatori di via del Calvario dinanzi ai giudici”.
Due assolti, 3 anni per Gustavo Masutti e Felice De Bernardin
(parteciparono all’esecuzione di 8 patrioti nel dicembre ’44 a Cividale);
6 anni per Giorgio Bertagnolio (fucilazione in via Calvario);
16 per Gino Zapparoli (idem e responsabilità negli arresti di Barbina,
Zoratti, Violino, Agnola).
6.3.46
“Scuola di Cultura cattolica. La conferenza di mons. Margreth” sul problema
della scuola dinanzi alla Costituente.
Dato che la maggioranza del popolo è cattolica, anche la scuola deve ispirarsi
a quei principi. Inoltre una sola scuola di stato non sarebbe democrazia e
lo Stato deve concorrere favorendo le iniziative private senza scopo di lucro.
Non è d’accordo sulla proposta di una scuola gratuita dall’asilo all’università,
che nocerebbe alle casse dello Stato: meglio che gli abbienti concorrano
e che ci siano borse di studio per i poveri meritevoli.
7.3.46
“Socialismo e cristianesimo” di Pietro Pascoli che sostanzialmente fa un
discorso laico, dato che la religione è un fatto di coscienza.
Se il socialismo in certi momenti fu contro la chiesa, lo fu perché la chiesa
appoggiava il conservatorismo e l’egoismo dei ricchi.
La storia è piena di cattolici delinquenti (ad esempio Caterina de Medici
che prepara la strage degli Ugonotti) e quella degli atei di brave persone
(come l’integerrimo Roberto Ardigò).
“La giornata della donna. Domani alle 12 tutto il personale femminile
lascerà il lavoro”.
8.3.46
“8 marzo” di Gisella De Crignis Baracetti.
La festa nasce al Congresso di Copenhagen del 1910, sotto la presidenza
di Clara Zetkin, per ricordare il congresso e le manifestazioni dell’anno prima
negli USA per il voto alle donne. Per la prima volta ora si celebra in Italia:
festa di democrazia e di richiesta di diritti: parità giuridica con l’uomo,
difesa del lavoro femminile, della maternità e dell’infanzia.
E c’è un’arma che le donne hanno, quella del voto.
“Corte straordinaria d’Assise”. Inizia il processo contro Giuseppe Occelli
di Mondovì, 40 anni, ufficiale superiore dell’esercito tedesco, accusato di
crimini contro i partigiani in Istria, Carnia, Collio, Canal del Ferro.
I testimoni parlano di Peternel e di Malga Pramosio dove l’imputato fu visto
(per il secondo episodio, fu visto il giorno dopo nella piazza di Paluzza accanto
al podestà picchiato a sangue). A domani la sentenza (che sarà di 24 anni).
9.3.46
“Elezioni politiche. La nostra provincia farà collegio con quella di Belluno”. 10 deputati a Udine, 3 a Belluno.
10.3.46
“Con l’approvazione della legge elettorale
la Consulta
ha esaurito il suo compito”.
12.3.46
L’Uomo Qualunque escluso dalle elezioni comunali a Udine per insufficienza di firme
(149 invece di 200).
“Corte straordinaria d’Assise”. Assolto Ermes Cavassori, direttore di “voce di Furlania” perché il fatto non costituisce reato. Si è richiamato alla famiglia, cadde in un tranello
dei tedeschi… Tra i testimoni a discarico, Violino e il comandante “Cesare”.
15.3.46
“Con 14.165 voti contro 1.207 essi si sono pronunciati per la repubblica.
Il secondo Congresso provinciale dei democristiani”.
“Corte straordinaria d’Assise”. Due anni e 6 mesi al milite Emilio Gori di Udine,
che si diede da fare in quel di Spilimbergo. Gli interrogatori ai prigionieri
per lui erano semplici conversazioni.
16.3.46
“Corte straordinaria d’Assise”. Gina Guerra, 34 anni, di Buia e res. a Verzegnis,
accusata di spionaggio a Tolmezzo, causa del saccheggio e distruzione della
casa di Davide Tolazzi. 4 anni e 6 mesi.
Bruno Lugo, 32 anni, di Udine, brigadiere della milizia, responsabile dell’arresto
e morte di un patriota, 8 anni.
17.3.46
In vigore l’ora legale.
19.3.46
“Corte straordinaria d’Assise”. Maria Di Vora, 48 anni, di Comeglians, accusata
di spionaggio e di aver provocato la deportazione a Buchenwald di Carlo Toniutti:
4 anni e 6 mesi.
20.3.46
“Un treno di generi alimentari, coperte e pellicce destinato alla popolazione friulana
più bisognosa”. Dono degli italiani d’America.
Le 400 pellicce (ermellino, volpe argentata, visone) saranno vendute per l’assistenza.
22.3.46
Al Teatro Puccini il super “Hot Jazz” Semprini - Di Ceglie con i celebri cantanti
della radio Alda Mangini, Trio Capinere, Nuccia Landi, Micaela Carlotta.
“Corte straordinaria d’Assise”. Giovanni Vidoni, 63 anni, di Forgaria, colpevole
di spionaggio, di aver indicato il luogo di un lancio alleato, di aver indicato 10
persone ai cosacchi, parte delle quali trucidate.
12 anni, interdizione e confisca dei beni.
27.3.46
“I risultati delle elezioni di domenica in 19 comuni della Provincia”.
La Concentrazione repubblicana (Comunisti, socialisti, repubblicani, azionisti)
ha ottenuto 11 comuni (Campolongo, Enemonzo, Artegna, Caneva, Polcenigo,
Porcia, Paluzza, Prato Carnico, Verzegnis, Pasian di Prato, Pradamano);
la DC 6 (Aiello, Ampezzo, Raveo, Pordenone, Pavia di Udine, Reana);
Indipendenti due (Sauris, Socchieve), Socialisti 1 (Sutrio).
“Calciatori stonati”. A Pontebba domenica (24.3) partita amichevole di calcio
tra
la Sportiva
pontebbana e un gruppo di prigionieri di guerra tedeschi.
È finito alla pari. Duro commento del giornale: “…se proseguiamo di questo passo
non ci rimane che auspicare una bella “tournée” di un complesso corale di
cosacchi che si producano nelle sale teatrali di Nimis, Attimis, Sedilis ecc. ecc.”.
“Corte straordinaria d’Assise. Arroventata udienza al processo Bisazza.
Gli accusati tentano di divenire accusatori”.
È il processo contro i repubblichini della Questura di Udine. Tutti affermano che
il loro lavoro era amministrativo. Se in qualche interrogatorio si lasciavano andare
alla violenza, “ciò facevano perché le imputazioni mosse agli uomini che stavano interrogando… urtavano il loro senso morale”.
Testimonia Alfredo Chicco, da loro interrogato. “Ecco il compagno Giorgio
comandante della tredicesima GAP – dissero gli agenti consegnandolo al Biscazza.
Fui percosso a Sangue, dice il teste – Il Bisazza mi colpì con calci alla testa e
mi sputò in bocca”. Gli imputati insorgono dicendo d’averlo arrestato per violenza
carnale e rapine vestito da partigiano.
28.3.46
E’ morto improvvisamente ieri G.B. Basello, vice segretario della Camera del
lavoro. Aveva 45 anni. Era iscritto al PCI dalla fondazione, assessore comunale
e rappresentante del partito nel CLN. Era anche candidato alle prossime
amministrative. Durante il fascismo, 5 anni di carcere e due di confino;
partigiano dall’8 settembre.
29.3.46
“Sono arrivati!”. In stazione a Udine 1200 prigionieri dalla Russia, di tutta Italia,
anche friulani. “Un concitato incrociarsi di domande e di risposte. Donne, padri e
madri che hanno avuto i figli nella Julia, nella Celere, con la fotografia del loro caro
nelle mani tremanti, chiedono chiedono, con negli occhi una lacrima
che esprime tanta commozione e anche speranza…”.
“Corte straordinaria d’Assise. La sentenza della Corte. 16 anni di reclusione
al Bisazza e 12 al Marcuz, 4 anni e 6 mesi al Sernini, 3 anni per Gri, Candelotto
Betti e Pavan. Il Castiglioni e l’Ottogalli assolti con formula piena”.
Il PM: “Facendo un esame dell’attività svolta dagli imputati prima dell’avvento
di Bruni il PM rileva come il Bisazza agisse anche allora con spirito settario.
In tale periodo, che servì di preparazione alla famosa retata di funzionari,
ufficiali, sottufficiali ed agenti, il Bisazza dichiarò in un rapporto inviato al Cabai
essere difficile fare il proprio dovere, causa gli ostacoli frapposti dagli “elementi”
che si trovavano negli ambienti della stessa Questura.
Questi “elementi” furono più tardi arrestati, deportati, e nove di essi non fecero
più ritorno. Questo rapporto fu consegnato dalla Federazione fascista alle autorità
di polizia tedesca”.
30.3.46
“Manovre di primavera”. Corre voce che un gruppo di industriali veneto lombardi
abbiano acquistato la tipografia che stampa “Libertà” e faranno in loro giornale.
“Sarà vero? Noi la favola l’abbiamo sentita così e la vendiamo come l’abbiamo
acquistata. Ma, se fosse vero, se cioè fosse vero che con un pugno di biglietti
da mille si può ancora chiudere la bocca del popolo, allora…”.
“L’inchiesta sull’eccidio di Bolla e compagni”. Nel CLNP il rappresentante socialista,
vista la campagna di insinuazioni calunniose in giro, ricorda che fin dal marzo ’45
il CLN aveva promosso una commissione d’inchiesta su Porzûs, che, nonostante l’impegno del rappresentante comunista, non ha mai concluso i suoi lavori.
Chiede che li riprenda o se ne faccia un’altra e che si faccia chiarezza su chi
i lavori di quella commissione ha ritardato.
31.3.46
“Al seguito della “Commissione Alleata” lungo le italianissime vallate del Natisone”.
La Commissione va a Cividale, pranza a Rubignacco, dagli orfani; va a Savogna.
“Anche qui è un accorrere gaio di popolo che saluta plaudendo. “Siamo italiani!”
– gridano le donne – “Siamo italiani e rimarremo sempre italiani! Viva l’Italia!...
e chi non vuole che parta! E’ davvero commovente questa manifestazione
di amore alla Patria nostra; è commovente perché spontanea, semplice, sincera”.
La Commissione si trattiene con il sindaco, a cui poi il giornalista (P. F.)
chiede quali fossero le domande. “Mi hanno chiesto innanzitutto, quali sono
i confini del comune – egli ci risponde – Qual è la principale attività
commerciale della zona ed hanno molto insistito nel chiedermi se noi
gravitiamo economicamente verso il mercato di Caporetto o quello di Cividale.
– Noi abbiamo poco o nulla a che fare con Caporetto – egli ha seguitato –
così ho loro affermato che Cividale è il solo centro a cui noi ci appoggiamo.
Mi hanno inoltre chiesto quali sono i dati statistici del Comune sull’emigrazione
e l’immigrazione e qual è l’origine dello strano dialetto che noi parliamo.
Il nostro dialetto non è sloveno e pur assomigliandogli è un miscuglio di varie
lingue del tutto particolare. Hanno voluto inoltre sapere quante scuole abbiamo,
quali e quanti libri italiani usiamo per la istruzione dei nostri bimbi…”.
“Perché “Libertà” possa continuare le pubblicazioni” O.d.G. della Federazione
socialista, dato che l’acquisto della tipografia per stampare un nuovo quotidiano
non permetterebbe l’uscita contemporanea di un altro.
“Un gruppo di reduci distrugge l’albo del P.C.I.”. Commento del giornale
(i reduci sono dalla Russia) in cui si ricorda che le responsabilità di quella
guerra sono del fascismo.
2.4.46
“Anche
la Val
di Resia grida “Italia! Italia!”. Con la commissione d’inchiesta
per la Venezia Giulia” di Piero Fortuna.
“I risultati elettorali in Friuli”.
10 comuni alla Concentrazione repubblicana (Aviano, Bordano, Buttrio, Osoppo,
San Vito al Tagliamento, Tolmezzo, Torreano, Torviscosa, Tenzone, Sacile,);
12 alla DC (Bertiolo, Cividale, Manzano, Moimacco, Corpetto, Premariacco,
Prepotto, San Pietro al Natisone, Savogna, Stregna, Pozzuolo, Ragogna );
1 agli Indipendenti (Resia).
“ Comizi di domenica a Udine”: Per i socialisti, al cinema Impero Pitassi, Galli e Cosattini; per i Repubblicani, al Cecchini, Leopizzi, Allatere e Tracanelli. Venerdì al Puccini Concetto Marchesi.
3.4.46
“Leale competizione fra le tre nazionalità (ma l’italiana è quella che prevale). Con
la Commissione
alleata nel Tarvisiano” di Piero Fortuna.
“Venezia Giulia e Friuli”. Articolo di G. d’Aronco sulle voci che corrono sulla costituzione di una regione Venezia Giulia. Se sarà allegata al Friuli ben venga, purché si tengano conto delle particolarità di Udine e che il confine occidentale sia sul Livenza.
9.3/5.4.1946 - Gli esperti si intrattengono nella Venezia Giulia. Ciascuna delle quattro delegazioni che compongono
la Commissione
presenta una propria relazione. Tutte sono identiche nella sostanza, ma propongono quattro diverse linee di frontiera, delle quali la francese dalle porte di Trieste voltava subito a Ovest sottraendo all'Italia tutta l'Istria, aggregando a Trieste il tratto di costa a Sud della città fino a Cittanova. Da questo progetto nascerà l'idea del Territorio libero di Trieste.
Aprile 1946 - Consegna della relazione finale degli esperti che, a parte le discordanti soluzioni per il tracciato del confine, riconosce l'esattezza di quanto sostenuto dall'Italia: nei distretti di Tarvisio, Gorizia, Basso Isonzo, Trieste e nell'Istria occidentale e meridionale la maggioranza etnica è italiana.
6.4.46
“Concetto Marchesi illustra al “Puccini” l’attuale posizione del PCI”.
Presenti tutte le autorità, introduce Mario Lizzero. “… Concetto Marchesi ha
ricordato coloro che ai comunisti furono fratelli nei giorni angosciosi in cui si
combatteva fascismo e tedeschi. Di questi fratelli di ieri, socialisti e azionisti
sono rimasti ancora oggi i compagni: gli altri no. Gli altri stanno contro i comunisti
i quali pure avevano sperato di averli vicini anche nell’opera della ricostruzione nazionale… Il Partito liberale si è fatto il centro propulsore di tutte le frecce
intrise di tutti i veleni… La stampa democristiana e quella chiesastica
svolgono quotidianamente la loro campagna di diffamazione e non è credibile
che i laici del Partito siano estranei all’attività politica dei circoli parrocchiali
ed episcopali… “. Cita gli esempi storici dell’appoggio al listone fascista,
dell’abolizione del non expedit per contrastare il socialismo.
La DC è l’erede di tutto ciò. Critica anche il settarismo di certi compagni.
“Il programma dei lavori pubblici in esecuzione non risolve che parzialmente
questo problema. In Provincia sono 55 mila disoccupati tra i quali 15 mila reduci.
Si invocano l’emigrazione, il collocamento dei reduci e la comprensione
da parte delle classi possidenti”.
“Un ordine del giorno dei partiti di sinistra circa la permanenza in carica
del Prefetto”. O.d.G di PCI, PSI e Pd’A nel seno del CLN Provinciale:
siccome a livello nazionale, su richiesta di DC e PLI, si è concordato
che in vista delle elezioni i prefetti politici dovevano essere sostituiti da prefetti
di carriera, siccome anche in provincia di Udine si vota, nonostante si sia
in regime di GMA; siccome i suddetti partiti spesso si sono lagnati su certe
scelte di Candolini, dichiarano la sua presenza non compatibile e chiedono
al CLNP di revocare la fiducia.
“Battaglia dei muri nella vigilia elettorale”. I muri della città sono pieni e i
manifesti salgono sempre più in alto e gli attacchini notturni portano scale
sempre più lunghe. Non bene invece le zuffe notturne per accaparrarsi
gli ultimi pezzi di intonaco.
“Corte straordinaria d’Assise”. Emilio Concina da Forgaria, accusato
di aver denunciato Sebastiano Nori, morto a Buchenwald.
Si difende dicendo che dei partigiani gli avevano rubato varie cose tra cui
la patente, e lui invece di denunciarli alla polizia li ha denunciati alle SS.
6 anni e 8 mesi.
“Una mozione dell’ANPI sulla cessione della nostra tipografia”. Affinché rimanga
al CLNP. Si ricorda che lo stabilimento è stato salvato dalla distruzione
dai partigiani e quindi preso in consegna dal CLN.
10.4.46
“Il risultato ufficiale delle elezioni amministrative a Udine. DC: voti 15.210 – P.S.:
voti 10.386 – P.C.: voti 6.418 – PL: voti 1.587 – P.R.: voti 1.232 – P.d.A: : voti 825.
Il Consiglio comunale sarà composto da 18 democristiani – 12 socialisti – 7 comunisti
– 1 liberale – 1 repubblicano e 1 azionista.
“L’esito delle elezioni in provincia. Undici comuni alla DC e otto alla CR”.
DC: Basiliano, Campoformido, Lestizza, , Mortegliano, Prata di Pordenone, Codroipo, Magnano in Riviera, Palmanova, Ravascletto, Rive d’Arcano, San Leonardo.
CR: Martignacco, Brugnera, Cervignano, Latisana, Nimis, Tricesimo, San Daniele, Majano, San Giorgio della Richinvelda.
Indipendenti: San Vito al Torre.
PS e Indipendenti: Pontebba.
13.4.46
“Corte straordinaria d’Assise”. 10 anni a Romeo Stocco di Castions di Strada, collaborazionista, spia e prepotente rastrellatore.
Un altro assolto perché minorenne.
14.4.46
“Membro del CLN di Fontanafredda ucciso proditoriamente”. È Domenico Ros di
60 anni, del PSI, trovato in una strada di campagna con un colpo di arma
da fuoco in testa.
“Due comunisti espulsi dal loro Partito per indegnità”. Il giorno dopo le elezioni a
Verzegnis “hanno dato luogo a una disgustosa ed antidemocratica manifestazione
contro
la DC
e
la Chiesa
…”.
16.4.46
“L’ANPI comunica. Gli 11 cadaveri della foiba di Travesio erano SS o spie”.
Deplora le onoranze funebri.
“Corte straordinaria d’Assise. Dante Custodazzi condannato a 15 anni di reclusione”.
45 anni di Udine, maresciallo del battaglione fascisti friulani, collaboratore,
partecipe a un rastrellamento in via Villalta (29.8.44) con patrioti arrestati e internati.
Ha poi arrestato a Udine il partigiano Otello Azzano, che testimonia, bastonandolo e torturandolo.
2 anni e 8 mesi a Vincenzo Polo di Forni di Sotto, volontario divisione “M”
che il 25.12.43 ha buttato una bomba a mano contro inermi cittadini di Forni
che lo rimproveravano della sua scelta di collaborare, ferendone 5 di cui uno
perse l’occhio.
17.4.46
“Corte straordinaria d’Assise”. A porte chiuse, perché non ancora maggiorenne,
Martino Del Bello di Valvasone, volontario MDT, che ha accompagnato deportati
in treno, e causato la deportazione e morte di Eliseo Salvador.
Dice che non è vero niente. La difesa chiede l’assoluzione per incapacità di
intendere e volere e la corte concorda, imponendogli però 3 anni di riformatorio
giudiziario. “A questo punto il furbissimo giovanetto, abbandonando l’aria avvilita e dimessa mantenuta per tutta la durata del processo, è scattato in piedi e dopo
aver esclamato “E’ un onore essere condannato da questa Corte”, è uscito con
un perfetto saluto romano accompagnato da uno stentoreo evviva
“alle idee di Mussolini” che ha suscitato nei presenti la più genuina ilarità”.
19.4.46
“L’on. Cosattini riconfermato Sindaco di Udine e l’on. Tessitori vice – Sindaco.
Tre Assessori alla DC, due socialisti e due comunisti”.
Il deficit di bilancio è di 73 milioni. Il repubblicano Allatere dichiara che voterà
sempre scheda bianca, perché avrebbe solo appoggiato una giunta di sinistra.
Alla votazione degli assessori, vien fuori che
la DC
non ha rispettato i patti,
perché, sembra, si era d’accordo per una pariteticità di voti (probabilmente
si tratta di Antonio Feruglio che ha avuto 22 voti, dietro a Borghese che ne ha
avuti 26, mentre Tessitori ne ha avuti 34).
Lizzero si augura che nel momento di amministrare ci sia maggiore lealtà.
Schiratti afferma : “Io dico che c’è una lealtà sostanziale e una lealtà formale
(mormorii dalla sinistra)…”. Poi pace fatta.
“Col 1° Maggio il sale non sarà più razionato. Un bollino passato alla storia”.
21.4.46
“Una dichiarazione del CLNP in merito all’inchiesta sull’eccidio di Porzûs”.
Riconosce che
la Commissione
d’inchiesta del CLN non ha funzionato,
nonostante la volontà dei partiti, comunque ora non ha più ragione di esistere,
dato che è in corso un procedimento giudiziario presso il Tribunale militare
di Verona.
“Atto di clemenza del Governatore”. In occasione della Pasqua, a favore dei
condannati dai Tribunali alleati: rilascio di 25 e riduzione di pena per 12.
23.4.46
“Polemica consiliare”. Articolo di Mario Fortuna sulla faccenda del Consiglio
comunale di Udine. La sinistra (PCI, PSI, PRI, Pd’A) ha avuto 18.8.61;
la DC e il PLI 16.797. In un comune con meno di 30.000 abitanti, dove vige
il maggioritario,
la Concentrazione
avrebbe avuto i 4/5 dei seggi.
Ma a Udine vigeva il proporzionale; quindi 21 seggi alla sinistra e 19 a DC-PLI.
Questa vittoria avrebbe permesso sindaco e 4 assessori socialisti, prosindaco
e due assessori comunisti, uno repubblicano e uno del Pd’A.
E avrebbe potuto benissimo funzionare. Però ci sarebbe stato un aggravamento
dello spirito di parte, e per questo la sinistra ha voluto la partecipazione della DC
e le ha ceduto assessorati e il prosindaco, molto di più del suo risultato elettorale.
Però nell’accordo bisogna essere in due, invece i democristiani hanno regalato
5 bianche a Cosattini perché socialista e almeno 13 palle nere al compagno
Feruglio, perché comunista. Mentre la sinistra ha votato compatta per i
democristiani. Comunque speriamo bene per il futuro.
24.4.46
“Giornata festiva a tutti gli effetti”. Con decreto in corso di pubblicazione,
il 25 aprile è festa nazionale.
25.4.46
“Da Buia e da Gemona. Quasi concomitanti si sono avute ieri due dimostrazioni
di disoccupati dinanzi alla Prefettura”.
27.4.46
“I partigiani del Friuli commemorano in Castello il primo anniversario
della Liberazione”. Autorità di tutti i genere, italiane e alleate.
Aldo Moretti su un altare da campo celebra la messa.
Parlano il Sindaco di Udine, Giuditta De Giorni (Pina) per l’UDI, Aldo
Castiglione per il Fronte della gioventù, Gino Beltrame per il CLNP; Egidio
Zoratti per i deportati. Quindi Lizzero, che tra l’altro ha chiesto che i partigiani
arrestati 4 mesi orsono siano processati subito perché gli innocenti siano liberati.
28.4.46
“Corte straordinaria d’Assise”. Giuseppe Chinato, nato a Majano, residente a
Casasola, delatore e rastrellatore. Nega tutto ma i testimoni lo incastrano.
14 anni; quindi uno assolto per insufficienza di prove.
30.4.46
“Corte straordinaria d’Assise”. Angelo Bellina di Amaro, repubblichino
di stanza a Tricesimo, responsabile dell’arresto dello studente Alfredo
Schoenhaut, poi deportato, che depone al processo: 6 anni.
Antonio Fabbro di Morsano al Tagliamento, imputato di aver servito nelle
SS e di aver causato arresti e deportazioni in Germania, due dei quali,
Giovanni e Domenico Moretti, non sono tornati.
Nega tutto, ma le testimonianze dei compaesani lo incastrano: 12 anni.
4.5.46
“Corte straordinaria d’Assise”. Gabriele Piezzi di 50 anni da Spezzano
Albanese (Cosenza), maresciallo MDT e quindi passato alla SD.
Si difende dicendo che era solo portiere. Le testimonianze lo inchiodano
come picchiatore e torturatore negli interrogatori. 13 anni e 6 mesi.
“Questa sera eccezionale esibizione del funambolo Adelio Dondolo”.
Attraverserà su una corda posta in alto piazza San Giacomo. È di Buia.
5.5.46
“Gli statali riconfermano lo sciopero ad oltranza da domani”.
8.5.46
“Il Dottor Vittadini nuovo Prefetto di Udine”. Insediamento e discorso del
governatore Harold Norman Bright, che lo ha nominato e che esalta
il dimissionario Candolini.
“Protesta cividalese contro la proposta russa” presentata a Parigi, che vedrebbe
Cividale in Jugoslavia.
“Sveglia, signori!”. Articolo di Mario Fortuna a proposito dello sciopero in atto
degli statali, la cui responsabilità attribuisce al ministro Corbino che vuol salvare
le finanze alleggerendo al massimo paghe di statali e parastatali.
Il costo della vita è aumentato del 34% gli stipendi del 7-8%. Gli emolumenti
sono costituiti fino al 70% dall’indennità carovita. (Un articolo di B. Pittoni nel
numero del 12.5 rettifica: gli stipendi rispetto all’anteguerra sono aumentati del
700 – 800%; il costo della vita dal 1000 al 10000%).
In accordo tra CLNP, Governatore e prefetto è stato nominato il nuovo Presidente
della Deputazione provinciale Mario Livi, al posto del dimissionario Chiussi.
10.5.46
“Perché la radio ignora lo sciopero?” degli statali in atto da 5 giorni.
11.5.46
“Nella sezione friulana del Partito liberale”. Per la scelta monarchica a livello
nazionale, si dimettono Manlio Gardi, G. Batta Spezzotti, Luigi Pellizzer,
Luciano Centazzo.
15.5.46
“Rompendo la tregua istituzionale Casa Savoia ha tentato per l’ennesima
volta di ingannare il popolo. La manifestazione repubblicana in piazza Libertà”.
Parla Driussi, segretario DC della CdL; quindi Allatere.
Aderivano PCI, PSI, DC, Pd’A e CdL.
“Corte straordinaria d’Assise”. 4 anni e 6 mesi a Paolo Todisco di San Giorgio
di Nogaro, collaboratore del Borsatti. Assolti per insufficienza di prove altri due.
19.5.46
“Sospensione di treni sulle Ferrovie Società Veneta”, linee Udine Cividale e
Carnia Villa Santina, per la crisi del carbone.
“Ventitre pittori italiani al Circolo artistico” di Udine. Tra gli altri, De Chirico,
Carrà, Gottuso, Moranti, Rosai, De Pisis, Casinari, Maffai, Sassu, Sironi, Vedova…
21.5.46
“Corte straordinaria d’Assise”. 6 anni e 8 mesi a Mario Tamburini di Udine, 44 anni,
uno dei fondatori del fascismo repubblicano, delatore, responsabile degli arresti
della Questura e di tanti altri reati.
22.5.46
“Corte straordinaria d’Assise”. Loris Moretuzzo di Udine, prima partigiano garibaldino,
poi, arrestato durante il rastrellamento di Faedis e liberato per interessamento del
Cabai, diviene informatore e quindi si arruola nella Questura di Bruni. 11 anni.
23.5.46
“Milioni ai partigiani”. “Ormai l’epopea partigiana è passata. Si è spento l’orrore
che destavano i massacri in massa davanti a un muro, il terrore che incuteva
la macabra visione di corpi inanimi addossati l’uno all’altro e penzolanti da forche rudimentali, dai rami degli alberi, dai bracci dei fanali; non si ricorda più la pena,
lo sgomento, il senso di disperazione che davano le deportazioni verso il livido
buio del Reich. Ormai è passato troppo tempo e la memoria della gente è corta,
specie quando è distratta da altri affanni, da beghe, da egoismi, da antipatie,
da ripicchi, da piccole e grandi cupidigie. Ormai è venuto il tempo che i gerarchi
fascisti possono scrivere lettere ai vari “Buonsenso” che sono nati o che
vanno nascendo sulla Penisola e che le pubblicano con titoli su cinque colonne
felicissimi che i gerarchi fascisti possano gloriarsi “coram populo” di essere stati tali;
ormai è venuto il tempo che non c’è rapina, truffa, furto, lenocinio ecc. che non
venga attribuito ai partigiani i quali sono responsabili di tutto ciò che di lercio
offusca il sole di maggio nel bel Paese. E non importa se a Cordovado si trovano
sulle regie automobili i mitra, le pistole e le bombe a mano: importa dire e ripetere
che a possedere tali aggeggi sono i partigiani, i soliti partigiani, i banditi di ieri
e di oggi. Quindi è venuto anche il momento di dire e di scrivere che ai partigiani
si sono elargiti e si continuano ad elargire milioni. Leggete il “Lunedì” del 20 corr.
che si compiace di ospitare una lettera di militari della 5.a e 8.a armata degenti
al Forlanini i quali, indubbiamente a ragione, lamentano di non aver avuto alcun
compenso e aggiungono: “I milioni che sono stati dati ai partigiani sono molti ma
a noi che abbiamo molto combattuto, ripeto, tutto è stato negato, forse perché
non portiamo la stella rossa!”. Forse quei poveretti sono in buona fede:
qualcuno ha certamente raccontato loro la favola di questi milioni che sono “molti”.
Ma non pensiamo che sia in buona fede il giornale che si è compiaciuto di
pubblicare la lettera il quale sa benissimo che finora i partigiani non hanno avuto
un soldo da nessuno, che molti sono disoccupati, che tutti devono sentirsi
soddisfatti di veder pagato fino all’ultimo centesimo i repubblichini, epurati e non,
e quando ci si è sbagliato di fare il conto, ci si è anche affrettati a preparare le
buste degli arretrati. E i partigiani con stella rossa o senza stella rossa
aspettano con infinita pazienza, con quella pazienza che consente a certi
individui a gettar su di loro manciate di fango. ***”.
“I monarchici all’opera. Piombano in mezzo ad un comizio, provocano un
putiferio e finiscono in guardina”. Comizio di Bortolussi a Cordovado:
un moto furgoncino si fa sotto e a motore rombante attacca manifesti monarchici.
La folla reagisce e il furgoncino è dato alle fiamme. I carabinieri trovano
a sorpresa nei resti una pistola mitragliatrice e due bombe. Tra i fermati, il conte
Socrate Novelli.
24.5.46
“Corte straordinaria d’Assise”. Mario Rocca di Nardò di Lecce, 26 anni, che
vestiva la divisa di tedesco, nei dintorni di Coseano e Cisterna fu colpevole di
ogni angheria, causando arresti e deportazioni di molti. 16 anni.
26.5.46
“Il “Messaggero Veneto”. L’altro ieri è uscito il primo numero…
Il nuovo giornale si trova in posizione politica ben diversa dalla nostra: tuttavia,
fidando nella cavalleria e nella lealtà dei colleghi che lo dirigono, gli porgiamo
cordialmente il ben venuto”.
“Un appello dell’Arcivescovo per le elezioni”. “…Guai a noi se all’Italia si
desse una Costituzione che prescindesse dalla Religione, dal Vangelo
e dalla Chiesa. Quindi si devono fare tutti gli sforzi perché ciò non avvenga.
Di conseguenza: (nessuno si astenga dal voto); Si dia il voto esclusivamente a
quelle liste di candidati i quali offrano non promesse ambigue, ma sicure
garanzie che rispetteranno i diritti di Dio e della Religione (Pio XII);
Il cristiano che vuole essere e rimanere cristiano, deve attenersi alle norme su
esposte: è un dovere sacro a cui è obbligato in coscienza, come è obbligato ad
osservare i Comandamenti di Dio ed i precetti della Chiesa.
Fare diversamente è sconfessare col fatto la professione di cristiano...
28.5.46
“Ai nostri lettori”. “Spiacevoli incidenti hanno in questi gironi causato vari disguidi
nella distribuzione del nostro giornale. In città particolarmente è avvenuto che
gli strilloni sono stati indotti a recapitare altro giornale in vece del nostro e si è
giunti fino al punto di affermare che “Libertà” non era uscita…”.
1.6.46
“Ieri sera al “Cecchini” i monarchici hanno attaccato in forze.
Comizio monarchico con l’avv. Eugenio Linussa, il sig. Gaspare Cavarzerani,
la signora Vittoria Tandura figlia di medaglia d’oro e sorella
di un partigiano caduto.
Il 2 giugno si tengono il referendum e le elezioni.
Vota l’89,1 % della popolazione.
La repubblica vince, ma non stravince (12.718.641 voti a favore, 10.718,502
voti contro), a dimostrare quanto ancora profonda sia la spaccatura nel paese:
mentre il Nord e il Centro votano compatti per
la Repubblica
, il Sud è altrettanto
solido nel confermare il suo appoggio ai Savoia. Viene confermata la forza dei tre grandi partiti di massa, DC, Pci e Psiup,
che insieme ottengono il 75% dei voti; fortemente penalizzato è il Partito d’azione. Preoccupante è la crescita del Fronte dell’Uomo qualunque, un movimento
fondato nel 1944 dal drammaturgo Guglielmo Giannini, che ottiene, grazie
ad un programma qualunquista e fortemente conservatore, il 5,3 % dei voti,
soprattutto dal Sud dove conta sul consenso di signorotti locali compromessi
col fascismo. I rappresentanti eletti entrano di diritto a far parte della Costituente, che nei
18 mesi successivi si dedica alla stesura della nuova Costituzione.
4.6.46
“A Udine e in Provincia due disciplinate giornate elettorali.
Forte prevalenza della Democrazia cristiana cui seguono socialisti e comunisti.
Nel Capoluogo 22182 per la repubblica e 17654 per la monarchia”.
I voti dei partiti a Udine (fra parentesi le differenze con le amministrative):
PCI 6224 (-194); PSI 10618 (+ 232); UD 1828 (+236); UQ 3230; PR 1232 (-306);
DC 16027 (+817); Pd’A 995 (+170).
“Un soldato americano spara ferendo gravemente un’ostessa” che non voleva farli
entrare per il divieto prefettizio di alcolici. Erano in due; uno scappa, lo sparatore
è quasi linciato. (Moriranno sia la donna che l’americano).
5.6.46
“Come ha votato il Friuli”.
Ha vinto la monarchia a Raveo, Cercivento (per 3 voti); Ravascletto; il leader
udinese dell’UQ è l’avv. Luigi Fenzi.
6.6.46
“Referendum. I risultati definitivi per Udine e Provincia”. Monarchia 161.256;
Repubblica 293.425.
A Udine, repubblica 22.177; monarchia 17.654.
Per
la Costituente
: DC 200.845 (46,09%); PSI 137.055 (31, 45%);
PCI 60.509 (13, 88%); Pd’A 11.987 (2,75%); Uomo Qualunque 11.912 (2,73%);
Unione democratica nazionale 8.141 (1,87%); PRI 5.344 (1,23%).
Totale delle schede valide: 435.792.
Al Cinema Garibaldi, “Sciuscià”.
7.6.46
“E’ successo a Prestento. Solo i carri armati alleati hanno ragione di un gruppo brigantesco asserragliato in una casa”. Era stato notato da alcuni un carro di
foglie di gelso che dava idea di essere molto carico.
Accorreva la polizia di Cividale ma furono accolti da raffiche di mitra partenti
da una casa presso la quale si trovava il carro. Il successivo intervento degli
alleati convinceva quella gente ad arrendersi. La polizia non ha comunicato i nomi, comunque la casa era di un certo Benati e uno dei componenti, Siro, di 17 anni,
è stato seriamente ferito, come pure due agenti. È circolata questa versione:
sarebbero agenti jugoslavi che avrebbero fatto incetta di armi da portare
nella zona B.
11.6.46
“Corte straordinaria d’Assise”. Si processa la banda Caroi: 12 imputati, uno
dei quali latitante e due a piede libero. Sul capo, Evaristo Caroi, nato a
Morbegno (Sondrio) nel 1898, residente a Gemona, detenuto, maggiore della
MDT, imputato di collaborazionismo, fucilazioni, deportazioni ecc.
Gli altri erano attorno a lui. Si difendono dicendo di aver svolto per lo più
lavori di ufficio. Testimonia Kitzmüller che dice di aver avuto a che fare col Caroi
che spesso era alla SIPO.
13.6.46
“Lo scontro dei due tram a Feletto. I morti sono saliti a 5. i feriti sono 70”.
La causa sembra nel fatto che il cosiddetto “Tram degli studenti” non si sarebbe
fermato per lo scambio a Branco, come avrebbe dovuto.
Il 13 Umberto II lascia Roma per l’esilio in Portogallo.
14.6.46
“Il nubifragio di ieri. I maggiori danni a Faedis dove si registrano 50 abitazioni scoperchiate”. Ci saranno 600 mila lire stanziate.
15.6.46
“Corte straordinaria d’Assise”. Il processo alla banda Caroi: Evaristo Caroi,
Agostino Barile, Antonio Segnino, Antonio Zago, Pietro Casotto, Felice Zanuttigh
e Pietro Gori, 4 anni e sei mesi e confisca dei bene. Giovanni Trebse due anni
per il reato di furto; tutti gli altri assolti.
18.6.46
“Corte straordinaria d’Assise”. “Si è iniziato il processo Pozzi e C.”. Sono Pozzi
Bruno Valter di Udine, ex centurione, e altri 5 suoi camerati.
“Ancora sull’accaduto di Presento”. Lettera dell’ANPI di Cividale.
Il carro non è misterioso e la gente è stata ben individuata. Sono Benati Gino
proprietario del carro adibito a trasporto di armi; Benati Siro e Pontarini Annibale,
“Facenti parte… a una banda organizzata di monarchico fascisti aggregati
ad un certo pseudo “Movimento tricolore” alla cui testa si trovano degli elementi
(uno attualmente ufficiale degli alpini, l’altro ex tenente colonnello delle bande repubblichine)… E per risalire alle origini dell’accaduto, rendiamo noto che il giorno
prima un camion targato “R. E.to” scortato da militari indossanti divise dell’esercito
italiano aveva scaricato un quantitativo di armi a Togliano (situato a circa 4
chilometri da Presento) presso l’abitazione di un certo Pomelli che fungente
da agente di collegamento, pensò poi a smistarle al carro agricolo che verso
le 21.30 della notte successiva si era presentato a ritirarle, per poscia far ritorno
a Presento verso le ore 22.30…”. Ma stupisce che gli arrestati fossero
subito rilasciati nonostante il ferimento di un poliziotto americano e di uno italiano.
19.6.46
“Riunione di capi lega mezzadri”, alla camera del lavoro. Si è deciso, in attesa
di un Lodo arbitrale del Governo sulla ripartizione delle annate ’44, ’45 e ’46,
di trattenere il 60%, mettendo il 10% in banca.
“Corte straordinaria d’Assise”. Continua il processo Pozzi. Numerose
le testimonianze riguardanti la caserma Piave di Palmanova, Pozzuolo e Buia.
22.6.46
“Corte straordinaria d’Assise”. 16 anni a Ciani, 8 a Pozzi e 4 al Venchiarutti.
Gli altri 3 assolti.
I cinema a Udine: Puccini, Garibaldi, Impero, Cecchini, San Giorgio, Castello
di Udine, Friuli (via Mantica 47), Roma, all’aperto, via Pracchiuso 21;
Cinema estivo “Alle Alpi”, piazzale Osoppo.
Il 22 Palmiro Togliatti, ministro di grazia e giustizia, firma il decreto di amnistia per
i delitti politici e militari per favorire un processo di pacificazione nel paese, molti
esponenti del passato regime, anche imputati di gravi reati, saranno scarcerati.
25.6.46
“Funzione propiziatrice per i lavori della Costituente. Alle ore 11 di stamane
nella Chiesa Metropolitana, S. E. mons. Arcivescovo celebrerà
la Santa
Messa
seguita dal canto “Veni creator spiritus” per ottenere da Dio la benedizione sui
lavori della Costituente…”.
“Corte straordinaria d’Assise”. “Si è iniziato il match Cabai – Kitzmüller.
L’ex maresciallo e l’ex federali si accusano a vicenda”. Cabai, federale
dal 17 settembre ’43, afferma: “Non ho esercitato alcuna attività collaborazionista
con il tedesco invasore”. Afferma che Loris Fortuna, condannato a morte, è ancora
vivo per il suo interessamento. Avrebbe poi fornito falsi documenti ai fratelli
Dall’Armi e protetto la latitanza del dott. Muratti. Quando appare Kitzmüller,
il pubblico grida minaccioso e l’aula viene svuotata.
Il dibattimento continua a porte chiuse. L’austriaco testimonia che Cabai
chiedeva più volte alla SIPO perché Muratti non veniva arrestato;
“Io l’ho già segnalato… perché non fate nulla contro di lui?”. L’accusa che gli
faceva era di aver dato 2 milioni ai partigiani. Altri sono stati denunciati dal Cabai,
tra i quali certi Cosani e Menghetti, accusati di riunioni clandestine nella casa dell’arciprete di Tricesimo. Lui poi ha più volte avvisato il Muratti e la sorella
dei pericoli che correvano. Muratti conferma. Poi testimoni a discarico,
tra cui mons. Baldassi.
Il 25 si inaugura l’Assemblea costituente; Giuseppe Saragat viene eletto Presidente.
26.6.46
“Corte straordinaria d’Assise”. Tre anni a Cabai. Il pubblico parteggiava
apertamente per l’imputato. Quando il PM propone 12 anni di reclusione,
“la folla dei presenti… è esplosa in numerose proteste, accompagnate da fischi.
Il Presidente… ha ordinato immediatamente di sgombrare la sala”.
27.6.46
“Un bimbo travolto e ucciso da una macchina militare” alleata sull’autostrada
Udine – Venezia. “La macchina investitrice non si è curata del ferito che da
altra macchina sopraggiunta è stato raccolto e trasportato all’ospedale…”.
28.6.46
“Amnistia e condono. La legge si presta alle interpretazioni più ampie.
Cabai, Valentinis, Cerovaz fra i probabili amnistiati”.
“Corte straordinaria d’Assise”. Sospeso il processo contro tre collaborazionisti,
dopo la richiesta dei difensori e del PM di applicare l’amnistia e dopo aver sentito
il Governatore alleato.
Il 28 l’Assemblea costituente affida ad una sua commissione ristretta il compito
di elaborare una nuova Costituzione ed elegge capo provvisorio dello stato il
liberale Enrico De Nicola.
Il 1° luglio De Gasperi presenta a De Nicola le proprie dimissioni.
2.7.46
“Vivissima reazione del popolo triestino all’inconsulta aggressione ai corridori
del Giro d’Italia” tra Pieris e Ronchi dei Legionari, da parte di emissari
filo – jugoslavi. Tre feriti leggeri tra i corridori, uno abbastanza grave tra gli
aggressori. In città, reazione con devastazioni delle sedi dell’UAIS, di librerie
jugoslave e zuffe con un morto (proiettile), molti feriti e arrestati d’ambo le parti.
Una bomba è stata gettata tra soldati alleati, ferendone alcuni: quattro gravi.
Tappa interrotta e classifica generale immutata.
“Escono oggi dalle carceri i primi 23 “politici” amnistiati”. Sono Fabbro Antonio
(12 anni di reclusione); Bellina Angelo (6 anni); Manlio Tamburlini (6);
Luigi Lestuzzi (4); Pettoello G.B. (4); Mario Cabai (3); Mario Rocca (16);
Todisco Paolo (4); Federico Valentinis (6); Pozzi Walter (8); Vittorio Venchiarutti (4);
Tita Luciano (2); De Vittor G. B. (5); Emilio Della Flora (2); magg. Emilio
Del Giudice (concessione amnistia); Giosuè Paoluzzi (idem); Evaristo Caroi,
Agostino Basile, Antonio Segnini, Antonio Zago, Casotto Pietro, Felice Zanuttigh,
Gon Pietro (tutti 4 anni). Scarcerati per amnistia Antonio Romano e i fratelli Tassan.
5.7.46
“Si piange nelle case di Briga”. “La gente non può sopportare l’idea di essere
ceduta allo straniero al quale però poco importa della gente ma molto delle
centrali idroelettriche”. Briga e Tenda (in tutto 697 Kmq) sarebbero cedute
alla Francia.
“Si vuotano le carceri. Escono Merluzzi e Bisazza già condannati a 20 ed a
16 anni di reclusione”. Escono ancora (gli anni tra parentesi): Daniele Billiani (12);
Igildo Simoni (26); Enrico Forgiarini (10); Giovanni Vidoni (12);
Maria Teresa Gaspardi (8); Giuseppe Dieni (3); Ugo Colletta (2);
Antonio Capasso (2); Pisa Giovanni (8); Francesco Galanti (3); Lino Zatti /4);
Enrico Giovannelli (5); Bruno Crivellari (3); Adolfo Sernini Crucciatti (4);
Guglielmo Pavan, Piretro Gri, Aldo Candelotto, tutti 3 anni; Emilio Topolini (3);
Billi Pasutto (1), Gina Guerra (4); Leonardo De Monte e Ottavio Dal Negro (1);
Luigi Corvino (1); Pietro Moretti (1); Antonietta Marchig (4); Alberto Ricotti,
Chilin Ernesto (5); Giorgio Vucovich (4); Giuseppe Giardina (3).
6.7.46
“Il grande bacino dell’attesa. Le montagne cederanno terreno ed un possente
lavoro sarà compiuto”: è la diga del Vajont.
“E’ imminente il pagamento dell’assegno ai partigiani”.
“Vibrata protesta della Federazione Provinciale del P. S. circa il decreto di
amnistia”.
7.7.46
“Il Partito d’Azione contro l’amnistia dei fascisti”.
“A proposito dell’amnistia. Un comunicato della Democrazia Cristiana”
che ritiene l’amnistia come atto di generosità della Repubblica; però
“Constata con sorpresa e disgusto sintomi di glorificazione e di reazione
o riconquista nell’ambiente fascista…”.
11.7.46
“Il C.L.N. ha cessato la sua attività”. Discorso di Cosattini.
“Una serie di arresti per l’eccidio Bolla”. 15 persone.
“Il testo dell’o.d.g. votato dall’Assemblea dei comunisti udinesi”.
Sentita la relazione di Pellegrini, fa appello alla vigilanza della difesa della
sovranità popolare, specie dopo il decreto di amnistia; depreca l’estensione
dell’amnistia agli alti gerarchi fascisti e a tanti delinquenti del collaborazionismo;
“chiedono che l’amnistia sia sollecitamente applicata ai partigiani detenuti a
causa di condanne subite spesso in conseguenza di atti legati alla loro eroica
lotta sostenuta nel corso della guerra di liberazione…”.
12.7.46
“Il pianto dell’Istria di Fiume e di Zara”. “Ci giungono continuamente da esuli
istriani, specialmente di Fiume e di Zara, accorate espressioni di dolore per l’iniqua decisione di Parigi che viene a strappare alla Madre Patria le più belle città dell’Istria…”.
14.7.46
“Fine dei Comitati di Liberazione Nazionale” articolo di Beltrame:
“I CLN hanno chiuso la loro esistenza. Nell’atmosfera politica di oggi – atmosfera
che, almeno per quanto riguarda la nostra provincia, è ridiventata atmosfera di
indifferenza al fascismo – l’avvenimento è passato quasi inosservato, senza
nessun rilievo, e le autorità della provincia si sono affrettati a seppellirli con un
funerale di terza classe, senza che nemmeno si convocasse un congresso per
discutere e decidere i problemi che pur sono numerosi e importanti – della loro liquidazione…”.
“Il comitato dell’A.N.P.I. agli organi della Magistratura”. Visto che l’amnistia è
stata interpretata nel senso più largo possibile e presso che tutti i criminali fascisti
vengono liberati, “Invitano gli organi della Magistratura alla stretta osservanza
della legge e del suo spirito e che i Patrioti e Partigiani detenuti per fatti o atti
predetti abbiano precedenza assoluta sugli altri, dando precise istruzioni che
venga immediatamente concessa libertà provvisoria appena risulti presumibile
il fine Nazionale dei reati e fatti e conceda pure immediata libertà provvisoria ove
trattasi di altri reati totalmente o parzialmente condonabili”.
“Anche il Partito liberale protesta contro la larghissima amnistia”.
“Nei pressi di piazza San Cristoforo è sorta l’Arena Italia”. Nell’area di Palazzo
Florio, conterrà 4.000 spettatori. Inaugurazione con l’Aida il 27 corrente.
Il 15 viene presentato il II Ministero De Gasperi con democristiani, socialisti,
comunisti e la partecipazione dei repubblicani, ma la maggioranza dei ministeri
è in mano alla DC. Di fronte all’incapacità e all’incertezza delle sinistre nel governo, al costante
aumentare di prezzi e disoccupazione, alle delusioni partigiane per la svolta
moderata, alla crescente tensione nelle campagne, verso la fine dell’estate si
espandono e intensificano manifestazioni di scontento e protesta. Agitazioni
spontanee contro la disoccupazione si hanno al Nord, a Treviso, a Venezia,
a Brescia e a Torino dove è indetto uno sciopero cittadino.
18.7.46
“Il Governatore alleato ed il Prefetto andranno il 30 corrente a Roma per
ottenere i finanziamenti per quattro miliardi di lavori”.
“La nostra inchiesta all’Ufficio del Lavoro. Cinquantaquattromila disoccupati
attendono lavoro. Tutte le autorità mobilitate per risolvere il tragico problema”.
Il 19 si apre a Parigi
la Conferenza
di pace: partecipano ventun paesi e per
l’Italia sono presenti De Gasperi, Saragat e Bonomi. Gli avvenimenti del primo dopoguerra e in particolare lo scarso riconoscimento
del ruolo dei partigiani suscitano momenti di protesta diffusa in alcune zone
del nord Italia. Da segnalare in particolare episodi nell’astigiano e nel cuneese
dove alcuni gruppi di ex-partigiani si rifugiano in montagna e riprendono le armi.
Il governo accetta di fare concessioni alle loro richieste facendo rientrare le proteste.
20.7.46
“Piero Pisenti assolto”.
23.7.46
“Nei pubblici esercizi. Sostituzione del personale femminile con personale maschile
che trovasi disoccupato”. Il Prefetto, in virtù del potere conferitogli dal GMA, elenca
13 trattorie e caffè di Udine che devono sostituire il personale femminile,
in base all’art. 5 del Contratto nazionale e 9 di quello provinciale.
“Corte speciale d’Assise. La banda “Spollero” alla sbarra”. Inizierà l’8 agosto.
La banda, costituitasi in seno all’8° Alpini Tagliamento, era comandata da
Olinto Spollero di Faedis, latitante. Assolto per amnistia Tiberio Ganzitti di Buia
che durante il rastrellamento di Reana nell’agosto ’44 colpì con il calcio di
un moschetto nella sua abitazione Giovanna Collutti, madre di due partigiani,
provocando la frattura della gamba destra.
Dal reato di percosse, assolto per insufficienza di prove.
“Liberati!!”. Escono per amnistia Giorgio Vucovich, Leonardo De Monte,
Ottavio Del Negro, Luigi Corvino, Enrico Forgiarini, Pietro Moretti, Belli Pasutto,
Alberto Micottis, G. B. Pettovello, Emilio Tosolini, Giovanni Vidoni, Gino Guerra.
26.7.46
“Il pagamento degli assegni ai partigiani combattenti avrà inizio giovedì prossimo”
1 agosto. Hanno diritto all’assegno del grado militare; al trattamento di guerra
comprese L. 7 giornaliere per razione viveri, indennità operativa di L. 40,5 nette
al giorno. I militari fino all’8 settembre saranno liquidati secondo il grado.
Per gli altri, partigiani non militari e donne, in attesa di una equiparazione a gradi
superiori, solo assegni e indennità relativi al grado di soldato.
28.7.46
“Oltre 30 milioni per lavori pubblici assegnati dall’Ufficio del Genio Civile”,
per ricostruire in provincia case, ponti e strade.
“Tre mesi con la condizionale agli imputati per il fatto di Prestento.
Volevano difendere il proprio paese”. “Dinanzi ai giudici della Corte Sommaria
alleata ha conosciuto ieri il suo epilogo il processo intentato contro i maggiori
responsabili del fatto di Prestento che larga eco ha avuto anche in campo
nazionale. Ricondotto nelle sue giuste proporzioni tale fatto che mobilitò polizia
carri armati ed opinione pubblica, è apparso come un avvenimento a sfondo
patriottico originato da un malinteso che fortunatamente non ha provocato gravi conseguenze. Si trattava, difatti, di preservare il paese di Presento da infiltrazioni
slovene. A tale scopo alcuni partigiani avevano predisposto un servizio di polizia
armato che se la prese una sera con la polizia ausiliaria ed alleata scambiate
per bande jugoslave. Accanto a Dino Pomelli, che senza attendere il benestare
delle autorità aveva fornito di armi ben 25 persone, sono comparsi in udienza
i fratelli Gino, Siro e Corrado Benotti e Annibale Pontarini, imputati tutti di porto
abusivo di armi da fuoco. Durante le due udienze i fatti sono stati ricostruiti
nella loro interezza e la buona fede degli imputati ha avuto il riconoscimento
della stessa Corte Alleata la quale dopo averli condannati a tre mesi di reclusione
per illecita detenzione di armi, ha sospeso l’esecuzione della pena.
Difesa: avv. Gattucci e Campilis”.
30.7.46
“Un’eco alla Costituente del processo Pisenti”. Interrogazione di un deputato
al ministro della giustizia su quello che è definito”uno dei più disgustosi scandali
giudiziari”. Il presidente era stato promosso dall’imputato consigliere di cassazione
e ha usato perennemente un tono elogiativo nei confronti del Pisenti;
dagli incartamenti sono scomparsi due feroci bandi firmati dall’imputato contro repubblichini disertori, partigiani e protettori di partigiani; l’accusatore Sigurani
non ha perso l’occasione di tacere le colpe ed esaltare presunti meriti del Pisenti.
“Corte speciale d’Assise. Sette anni a due collaborazionisti partecipi dell’eccidio di Torlano”. Alfredo Patriarca (latitante) e Alfredo Bignolini di Tarcento. 24 i testimoni,
alcuni dei quali non si sono presentati. La condanna è a 12 anni, cinque dei quali
estinti per amnistia, più confisca dei beni.
31.7.46
“Circa l’assoluzione dell’avv. Pisenti”. Lettera di Francesco Pisenti.
Afferma che “testimoni di insospettabile fede politica hanno spontaneamente
reso omaggio a una verità da pochi non conosciuta: la lotta in difesa degli ebrei”.
Hanno testimoniato Corrado Bonfantini, Comandante generale delle Brigate
Matteotti, il giornalista Carlo Silvestri e il rabbino capo della comunità ebraica di
Milano, che hanno riconosciuto che si deve al Pisenti “se in Italia non furono
introdotte le feroci leggi razziali di Norimberga…”.
“Circa la sostituzione del personale femminile”. Lettera firmata A. Petrozzi.
“…Parità di diritti! – si proclamava quando nelle giostre elettorali si lavorava a
tutto andare su questa nuova povera massa di manovra femminile.
Si dovrà ben ammettere che ci siano anche delle donne, o sole, o peggio,
con familiari a carico, che devono risolvere il problema del pane quotidiano,
tal quale degli uomini… E non credevo che dopo la liberazione, che voleva
parere spirituale oltre che fisica, e soprattutto liberazione dai miasmi dittatoriali
fascisti, i nuovi prefetti… emettessero ancora certi decreti in base a leggi
squisitamente fasciste. Purtroppo formalmente ci sono ancora, perché ,
per nostra vergogna, nessuno ancora si è deciso ad abrogarli; ma sarebbe
decente non servirsene, e cercare non solo di stare con lo spirito nuovo,
ma di aiutarlo…”.
1.8.46
“Ieri sera in piazzetta Bertrando. Schiacciato contro un albero da una “jeep”
in piena velocità”. Morto l’investito e l’autista alleato; numerosi i feriti.
Commento del giornale per il “susseguirsi impressionante di incidenti del genere”,
anche in strade del centro dove la circolazione è vietata o esiste l’obbligo di
velocità moderata.
2.8.46
“Cividale. Un comunicato dell’A.N.P.I. Il Comitato direttivo della Sezione ANPI,
riunitosi il 31 luglio 1946, preso in esame la posizione del partigiano Pierino
Pomelli condannato dal Tribunale alleato per detenzione e distribuzione illecita
di armi, disapprovando il suo operato, propone la sua espulsione dall’ANPI
per aver tenuto condotta contraria a quei principi di legalità democratica cui
si ispira l’organizzazione dell’ANPI. Il Comitato afferma che l’italianità della zona
deve essere difesa non attraverso organizzazioni clandestine o di parte, ma
attraverso l’opera libera e concorde di tutti gli italiani. Precisa inoltre, a proposito
della cronaca apparsa sul giornale “Libertà” di domenica 28 luglio, che nessuno
degli altri imputati, che hanno goduto della pretesa qualifica di partigiani come
circostanza attenuante, ha mai appartenuto a formazioni partigiane, né ha mai
collaborato in alcun modo con il movimento di resistenza, in difesa dell’italianità
quando questa era calpestata dall’occupatore nazista”.
“Una notte a Giava. È il titolo della serata danzante che si svolgerà sabato e
domenica alla Terrazza a Mare di Lignano…”. Palloni illuminati, fuochi artificiali
e spumante.
3.8.46
È imminente l’invio in Francia di 500 mila operai.
4.8.46
“Morte ai vinti” è il titolo sul trattato di pace ritenuto insopportabile.
“Il fascismo si ripresenta sotto la maschera patriottica. Manifesti affissi durante
la notte a Udine che accollano al Governo la responsabilità dell’attuale situazione”.
“2.500 bambini triestini ospiti della ridente Carnia”, su iniziativa del ministero della postbellica e del Comitato triestino di assistenza.
“Il 13 agosto inizierà il pagamento delle competenze ai partigiani”.
Da Caneva di Sacile: sono emigrati durante l’anno in 350. Ora partiranno
per il Belgio 2 scaglioni.
“Continua la serie dei suicidi. Due persone si impiccano a Tavagnacco e a Feletto”.
6.8.46
“L’italianissima Val Canale protesta con fermezza per le decisioni progettate
a Parigi”.
7.8.46
“Chi sono costoro?”. Udine è tappezzata di manifesti fascisti:
“chi avrebbe immaginato che dopo un anno e mezzo dalla liberazione, i rigurgiti
del fascismo si sarebbero di nuovo trovati in condizione di svolgere la loro
nefasta attività contro gli interessi del Paese?...” (articolo di Luigi Bortolussi).
8.8.46
“Un altro suicidio questa volta in via Bertaldia”.
“Oggi alle Assise
la Banda
Spollero
”. La sentenza sarà pubblicata il 10:
30 anni al capo, latitante, scarcerati gli altri.
9.8.46
All’Arena Italia domani sera la prima della Lucia di Lammermoor.
10.8.46
“Gorizia 9 agosto. Nel Trentesimo Annuale della liberazione di Gorizia, corteo
italiano attaccato a bombe a mano da un gruppo di facinorosi” slavo comunisti:
un morto e numerosi feriti.
De Gasperi, ministro degli Esteri, dice: "La linea francese era già una linea etnica
nel senso indicato dalle decisioni di Londra… ma, per quanto inaccettabile,
era comunque una frontiera italo jugoslava che attribuiva Trieste all'Italia.
Che cosa è avvenuto sul tavolo dei compromessi durante il mese di giugno
perché, il 3 luglio, il Consiglio dei Quattro facesse tabula rasa della decisioni
di Londra e facesse della linea francese non la frontiera tra l’Italia e
la Jugoslavia
bensì la frontiera tra il cosiddetto "Territorio libero di Trieste", dotato di uno
speciale Statuto internazionale e
la Jugoslavia
?"
11.8.46
Due fermati tra gli attacchini notturni dei manifesti fascisti e subito rilasciati.
“De Gasperi alla Conferenza di pace. Vi chiedo di dare respiro e credito alla
Repubblica italiana: un popolo lavoratore di 47 milioni è pronto ad associare
la sua opera alla vostra per creare un mondo più giusto e più umano”.
Un suicidio a Remanzacco.
14.8.46
“Dalla tomba della foiba Gropada sono stati estratti finora quattro cadaveri”.
Si tratta di una donna e 3 uomini di cui due identificati: Zoratti e Marega,
scomparsi nel maggio ’45.
Il 15 si conclude
la Conferenza
di pace di Parigi che impone sanzioni alla
Germania e a tutti i paesi suoi alleati durante la guerra e che ribadisce
l’intenzione, da parte dei paesi dell’area occidentale, di contenere e
limitare le mire espansionistiche sovietiche.
17.8.46
A partire a domattina, pane abburrato all’85%.
20.8.46
Esplosione a Pola, tra i bagnanti di una trentina di mine che provocano la morte
di 43 persone. È un attentato, perché le mine, con tritolo, non avevano detonatore
e qualcuno ce lo ha messo.
27.8.46
“La parte avuta dal movimento di resistenza italiano sarà riconosciuta nel
preambolo del trattato”.
31.8.46
“Quaranta bovini dono dell’America distribuiti ad agricoltori di Nimis”.
1.9.46
“Tutte le richieste francesi sono state accolte” (Briga e Tenda).
20.9.46
“Alle Assise speciali Rebez e compagni rischiano di essere linciati dalla folla”.
28.9.46
“Le raccapriccianti deposizioni dei testi d’accusa” al processo Rebez.
3.10.46
Si è ucciso Albino Comelli, superstite di Torlano.
6.10.46
“Pena di morte per Ruggero, Rebez e Rattini. Venti anni al Munaretto, 18
al Bianco, 16 al Cragno ed al Turrin. Billa, Stocco e Rogas amnistiati”.
8.10.46
Domenica 6 primo turno delle amministrative.
22.10.46
“500 operai friulani partiti ieri per il Belgio”, minatori, dalla stazione di Udine,
dopo un pranzo alla mensa per reduci e partigiani.
L’ufficio del lavoro informa che sono disponibili ancora 250 posti.
Bisogna aver fatto la visita medica e non aver superato i 45 anni.
27.10.46
“Sulle autonomie regionali”: in occasione della discussione alla Costituente,
la posizione del PCI. Si basa sul decentramento contro l’eccessiva
centralizzazione di Roma, ma anche sull’unità del Paese.
Quindi decentramento e abolizione delle province. E siamo per la regione Friuli.
Quindi niente una grande regione Veneto. Però attenzione ai nostalgici della
Patria del Friuli che per noi mina l’unità nazionale; e viene da sospettare su cosa
ci sia dietro. Il processo di unità è stato una grande cosa e le eventuali differenze
esistenti vanno corrette con leggi unitarie. Sarebbe interessante vedere quali conseguenze avrebbero sui lavoratori certe interpretazioni regionalistiche.
Pensiamo al dramma dei 50 mila disoccupati: avrebbe soluzione
nell’autosufficienza economica? Quindi diffidenza su alcune campagne
regionalistiche.
30.10.46
“Altri mille minatori friulani saranno avviati alle miniere carbonifere del Belgio”.
6.11.46
“Che cos’è dunque il Friuli?”, articolo di Pasolini in risposta ad un intervento
dell’avv. Rosso sulla provincia di Pordenone. Provincia può anche essere,
ma solo nel grande Friuli, non nel Veneto. Sostiene che Pordenone non può
parlare in nome della destra Tagliamento, come rivela la sua lingua,
orribilmente veneta.
8.11.46
È morto il poeta Emilio Girardini.
12.11.46
“647 operai per il Belgio”.
29.11.46
Il Consiglio comunale di Udine ha approvato la rimozione del monumento a
Vittorio Emanuele II.
13.12.46
A Trieste nella sede del partito d’azione sono state ritrovate delle armi
e l’11 mattina tutto il comitato esecutivo (12 persone) della sezione è stato tratto
in arresto per violazione del proclama Alexander, tra i quali l’on. Giovanni Paladin,
Piero Gentili direttore dell’”Emancipazione”, Galliano Fogar redattore
di “La voce libera”. L’Unione regionale veneta del partito ha inviato il seguente
telegramma al presidente del CLN e al Prefetto di Trieste: “L’Unione regionale veneta
del Partito d’azione, appresa la notizia dell’arresto di tutto l’esecutivo del Partito
di Trieste, esprime solidarietà fraterna ai compagni, protestando contro il
provvedimento inusitatamente severo in cui ravvisa un tentativo di soffocare la
viva voce della democrazia italiana nella Venezia Giulia e chiedendo il vostro
opportuno energico intervento. Segretario OPOCHER”.
20.12.46
20 anni al “terrore del Rojale” Lorenzo De Anna.
Ingaggio di metallurgici per l’Inghilterra.
22.12.46
Al Puccini, “Casablanca”.
Il 26 dicembre Giorgio Almirante, Pino Romualdi, Arturo Michelini e altri esponenti del passato regime fondano a Roma il Movimento sociale italiano.
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