La Resistenza
Una memoria non condivisa
La memoria della Resistenza non è memoria condivisa:
Lo prova tra l'altro l'abitudine diffusa di definire la Guerra di Liberazione "Guerra civile".
Spiegare il perché di questa realtà pretenderebbe un discorso complesso.
Qualche ipotesi:
L'anticomunismo (la parte più consistente della lotta armata fu guidata da dirigenti comunisti. Era inevitabile, perché il partito comunista si era posto fin dall'inizio alla dittatura fascista; molti militanti avevano combattuto nella guerra civile spagnola o avevano conosciuto carcere o confino. L'adesione alla lotta armata fu immediata e spontanea).
La Resistenza fu una scelta volontaria e i "benpensanti" considerano con diffidenza i volontari: sono degli esaltati, ma chi glielo fa fare? Tanto gli alleati ci avrebbero liberati lo stesso!
L'Italia non ha fatto i conti con il suo passato: in particolare con i crimini commessi in Africa Orientale e, durante la guerra, nella "Provincia italiana di Lubiana". Molti furono gli italiani denunciati come criminali di guerra dalle Nazioni Unite, ma l'Italia non aderì a nemmeno una delle richieste di estradizione avanzate dall'Etiopia e dalla Jugoslavia.
Sotto: Gonars 1942

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