01-03-2010 00:00:00
Intervento al Consiglio Nazionale, Cervia, 19-21 febbraio 2010
Sul gelatinoso degrado in cui è precipitato il Paese, siamo purtroppo tutti d’accordo; quindi di questo non parlo, per non deprimerci ulteriormente.
Parlo invece di quelle luci che per fortuna sono evidenti.
La reazione a questa crisi morale, di cui altri hanno parlato, c’è, e in questo settore l’ANPI occupa una posizione centrale. La “nuova stagione”, che al momento del lancio poteva sembrare velleitaria, è una concreta realtà. L’Associazione è presente in ogni regione, gli iscritti aumentano ovunque, perché noi offriamo qualcosa che manca: valori, passione, limpidezza morale.
È per questo prestigio, per esempio, che noi siamo accolti nelle scuole, da dirigenti scolastici, da insegnanti, da studenti. E anche perché abbiamo saputo aggiornare il nostro linguaggio, usando tecnologie moderne, immagini accanto alle parole.
Faccio un esempio. A Udine lavoriamo con un centro culturale che opera nel settore del cinema. Offriamo alle scuole un pacchetto gratuito di due incontri con gli studenti, in date diverse. Il primo lo gestiamo noi dell’ANPI: una presentazione in Power Point piena di foto storiche, con l’aiuto delle quali attraversiamo fascismo e Resistenza. Nel successivo incontro, un montaggio di film storici sulla Resistenza, c’è un commento con un taglio prevalentemente cinematografico. La scelta funziona benissimo e il risultato è avvincente.
Noi dobbiamo rivolgerci a tutte le realtà sociali, anche quelle che sembrano lontane da noi, con il linguaggio della nostra moralità e della storia. E sottolineo la storia che da noi forse è più importante che altrove. Voi sapete quanto è stata complessa la storia della Resistenza nella nostra regione. E non soltanto perché era sostanzialmente annessa al Terzo Reich, ma specialmente per i problemi connessi col confine orientale. Nella nostra regione esistono quattro monumenti nazionali che si richiamano alla seconda guerra mondiale: la Risiera di San Sabba (e qui non si discute); la foiba di Monrupino, la foiba di Basovizza e prossimamente le malghe di Porzûs. Vi lascio immaginare che idea si possono fare di quei lontani avvenimenti dei turisti sprovveduti alla ricerca delle tracce della storia.
E noi dobbiamo rispondere. Ed ecco l’iniziativa che stiamo preparando, il cui programma è pubblicato nell’ultimo numero del nostro giornale, che tutti avete, a pag. XII, numerazione romana, della sezione “Cronache”. Si tratta di un convegno internazionale, accompagnato da un film e da una mostra itinerante, sulle zone libere europee e italiane, e in particolare sulla Repubblica partigiana della Carnia del 1944, certamente il momento più alto della Resistenza friulana.
Cosa volete, io ancora mi commuovo pensando a quella Giunta di governo, lassù, in quella regione di montagna, circondata da fascisti, da tedeschi, da cosacchi che nella mia fantasia immagino schiumanti di rabbia; a quella Giunta, dicevo, che legiferava sull’ambiente da proteggere, sul fisco da riformare, su una giustizia che doveva essere “giusta” e gratuita, e, in quel mondo insanguinato dalla guerra più feroce che la storia conosca, deliberava la cancellazione della pena di morte per i reati comuni. Come si fa a non ammettere che lassù stava nascendo la Costituzione italiana? Questa vuole essere la risposta al sindaco Alemanno e agli studenti di Roma.
Questo convegno ha come partner l’Università di Udine e la Regione Friuli Venezia Giulia, la stessa che nel 2009 ha decurtato i finanziamenti all’ANPI: anche questa è una contraddizione che esiste, e che forse vale la pena approfondire.
Vi ringrazio e lascio alla Presidenza la documentazione su questo Convegno.
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